lunedì 29 agosto 2016

Il gazpacho del marito nell'orto


Lo sai, vero, che il padre del marito coltiva. Patate, zucchine, pomodori, melanzane, piselli, limoni, insalata, susine, pesche, uva, prezzemolo, origano, carciofi, timo, topinambur... vado avanti? L'orto del padre del marito sforna primizie di ogni tipo in quantità industriali, primizie che rallegrano e colorano le nostre cene vacanziere. Il marito non ha il pollice verde, no. Gli piacerebbe ma non lo possiede. Almeno però lui sa riconoscere la differenza tra timo e rosmarino, anche ad occhi chiusi. Per quel che mi riguarda, ogni volta che vengo spedita nell'orto a cercare questo o quest'altro prodotto vengo colta da tremori, timori e sudori freddi. Io non solo non possiedo il pollice verde, ma appartengo addirittura a quella categoria di persone che ama veder schierate le verdure nei ripiani del supermercato con il loro apposito cartellino accanto che ne indica prezzo ma soprattutto generalità. Il padre del marito non si è ancora capacitato di cotanta ignoranza e imperizia, finge di non sapere ed io mi limito a gustare i suo prodotti complimentandomi. Non troppo però, tempo sempre che mi metta sotto con qualche lavoro manuale che presuppone l'uso di mani, le mie, in terra, la sua, con vermi, magari. Blea. Blea la terra ma non i pomodori! Né le zucchine o le patate. Per il gazpacho del marito nell'orto servono però soprattutto i pomodori. E che pomodori!

COSA&QUANTO
  • pomodori dell'orto, cinque medi
  • un peperone giallo dell'orto
  • mezzo cetriolo
  • un cipollotto
  • basilico
  • olio
  • sale
  • pane raffermo, una fettina
  • curcuma, un cucchiaino (fondamentale!)
COME
Lava i pomodori e mettili nel minipimer insieme al peperone giallo (non tutto, ma quasi), al cetriolo (non tutto, ma quasi), al cipollotto (non tutto, ma quasi). Ah, certo, tieni da parte anche mezzo pomodoro.
Ammolla la fettina di pane nell'acqua.
Metti la fetta di pane nel minipimer, aggiungi olio, sale e curcuma.
Frulla.
Contemporaneamente, se sei capace, sei capace?, taglia finemente tutti i "ma quasi". E cioè il restante peperone, il restante cetriolo e il restante cipollotto. E sì, certo, anche il mezzo pomodoro. Questi "ma quasi" assieme al mezzo pomodoro ti serviranno per la guarnizione.
Hai frullato? Bene.
Ora versa il gaspacho in due ciotole e guarnisci, per l'appunto, con i tuoi "ma quasi". E sì, certo, anche con il mezzo pomodoro finemente tagliuzzato.
Concludi l'opera con due o tre foglie di basilico.
Il gazpacho del marito nell'orto è pronto!


domenica 28 agosto 2016

L'aceto che ci piace


Da un po' di tempo a questa parte io e il marito quando siamo in giro in macchina lasciamo che la nostra attenzione venga catturata. Forse prima ci capitava di viaggiare meno o forse eravamo meno predisposti a guardarci intorno. Chi lo sa. Adesso, se vediamo qualcosa che ci interessa, freniamo, accostiamo e scendiamo dall'auto. Solitamente quel qualcosa è una bancarella di mele o pesche o conserve fatte in case o, la maggior parte delle volte, una cantina dove assaggiare e poi acquistare buon vino a buon prezzo
Un mese fa, di ritorno da un matrimonio con fuso, nel senso che siamo arrivati al matrimonio in questione direttamente dall'aeroporto con il fuso (e la stanchezza) dello Sri Lanka sulle spalle, ci siamo fermati da un produttore di aceto. Il matrimonio era tra Modena e Bologna e, il giorno dopo, con il fuso e la stanchezza non solo dello Sri Lanka ma anche del matrimonio, abbiamo accostato, siamo scesi dall'auto e siamo entrati in una cantina che produce aceto balsamico, l'acetaia Angelo. 
Che belle le cantine che producono! 
La figlia del padrone ci ha fatto assaggiare con gentilezza una varietà di aceti al cucchiaio, uno più buono dell'altro. Noi non abbiamo avuto dubbi e abbiamo scelto il "nero classico", quello da mangiare con i formaggi per intenderci.
Sai perché mi piace questo fatto che io e il marito, quando siamo in giro, freniamo, accostiamo e curiosiamo? Perché poi, quando a casa nostra gustiamo, ad esempio, il formaggio caprino con l'aceto balsamico dell'Acetaia Angelo possiamo scambiarci ricordi e rivivere sensazioni: "E ti ricordi quando con il fuso dello Sri Lanka e i braccialetti luminosi ci siamo fermati...?"


giovedì 18 agosto 2016

Melanzane quasi campane

Il gusto della ricetta è campano, il succo della stessa è inventato. 
Il marito si è ricordato di alcune famose melanzane che gustò in tenerissima età in un agriturismo dell'entroterra campano, proprio l'anno in cui ci conoscemmo.
La ricetta originale vorrebbe la ricotta e chissà quali altri leccornie. Il marito qui ha usato quel che aveva nel frigo ed il risultato sarà quindi diverso.
Dopo averle assaggiate (al padre del marito, nostro commensale, sono assai piaciute) io e il marito ci siamo trovati d'accordo nel dire che, sì, fritte sarebbero state più buone.


COSA&QUANTO
Tre melanzane dell'orto
Tre fette di pane secco
Una forma media di pecorino 
Latte, un goccio
Un uovo
Maggiorana
Prezzemolo
Passata di pomodorino pachino (quella di Campisi che ci piace tanto)
Cipolla, pochissima

COME
Taglia a metà le melanzane e mettile sotto sale per togliere l'amaro.
Metti le fette di pane raffermo in una ciotola con dell'acqua.
Strizza il pane.
Aggiungi del pecorino grattugiato. Devi grattugiare proprio una forma di formaggio, così la ricetta viene meglio.
Latte.
Maggiorana.
Prezzemolo.
Un uovo.
Mescola il tutto.
Intanto, in un pentolino fai soffriggere poca (poca!) cipolla. Aggiungi la salsa di pomodoro pachino e falla andare un po' sul fuoco.
Questo passaggio è toccato a me e ovviamente ho fatto il danno. Cioè, ho un po' bruciacchiato la cipolla. Il marito però mi ha detto "tranquilla, è tutto sotto controllo". Forse appena ho girato le spalle lui ha gettato la mia salsa e ne ha fatta una nuova. Forse.
Prendi le mezze melanzane scavate e riempile del composto fatto di uovo, pane e comapany. Infine spalma la salsa di pomodoro.
Inforna per 17 minuti (ti piace questa indicazione temporale inconsueta?).
Come tino detto il marito ha dichiarato che forse le melanzane andavano per prima cosa fritte e poi passate in forno una volta farcite per qualche minuto. 
Ritenteremo col fritto. 
Ritenteremo? È che il fritto puzza così tanto. 
Di cosa? 
Di fritto.