giovedì 21 aprile 2016

Torta salata stramba con le barbe di frate

Sono sempre in cerca di nuove ricette per nuove torte salate, buone e veloci, da portare alle cene o per soddisfare me stessa . 
Come sai non sono io la cuoca di casa, eppure, udite udite, anche le non-cuoche devono mangiare o presentare cibarie in tavola all'occorrenza.
Le barbe di frate sono tra le mie verdure preferite. Le preparo senza prepararle, come solo io so fare. Metto su l'acqua, un po' di sale, sbatto le barbe in pentola e attendo che si cuociano. 
Le scolo, le dispongo alla bell'e meglio nel piatto. Olio, sale e - fondamentale - limone.
La torta che ti propongo oggi è decisamente meno sana... mica te la devi mangiare tutta!
Il marito ci ha messo 30 minuti, cottura compresa. Direi che è perfetta per quelle cene che capitano tra capo e collo e dove alla domanda: "Porto il vino?" ti rispondono: "Siamo pieni di vino. Fai una torta salata".


COSA&QUANTO
  • una confezione di aghetti
  • una confezione di pancetta
  • mezza cipolla
  • un uovo
  • una tazza scarsa di latte
  • sale
  • pepe
  • una confezione di pasta sfoglia integrale
COME
Disponi la sfoglia su di una teglia.
Sciacqua gli aghetti (alias barbe di frate) e taglia la parte finale, quella che assomiglia a una radice.
Disponi gli aghetti sulla pasta.
Aggiungi la pancetta.
Sbatti un uovo con una tazza scarsa di latte.
Versa l'uovo col latte.
Sale e pepe.
Inforna e cuoci per 20 minuti o più. A seconda di come la torta ti sembra nell'aspetto.


martedì 19 aprile 2016

Pan cake mon amour

Succede che ci si svegli e sia sabato e non ci sia niente da mangiare. 
A casa nostra succede. 
Niente brioches. 
Le brioches al sabato mattino sono necessarie affinché il sabato sia sabato e non un giorno qualsiasi. 
Dal lunedì al venerdì, il marito può anche non fare colazione, può starsene appeso al lavello della cucina, con una tazza di caffè tra le mani. Il sabato e la domenica, però, deve sedersi davanti a una tavola imbandita di felicità e leccornie. La colazione, per il marito, è importante solo il sabato e la domenica.


Succede che ci si dimentichi le brioches. E allora, a volte, succede che il marito si spinga fino in pasticceria, ancora in pigiama, e torni a casa carico di paste e frolle e dolcetti e sfogliatelle. Altre volte, e sono quelle che preferisco, succede che il marito si applichi, fin dalle prime luci del sabato mattina, nell'arte dei fornelli. 
Questi pancane mon amour che vi propongo adesso sono deliziosi e preparati letteralmente a casaccio. Il marito ha aperto la dispensa e ha scovato un paio di semini. Ha aperto il frigo e ha agguantato una mezza mela. Un po' di latte, un ovetto, una mezza bustina di lievito e via. Il gioco è fatto. (Io, piuttosto che mettermi ai fornelli appena sveglia, mi iscrivo a ingegneria. Così).

COSA&QUANTO
  • latte 100 g.
  • un uovo
  • mezza bustina di lievito
  • zucchero di canna 7 g.
  • un filo di olio
  • farina 60 g.
  • semi e semini (di quelli che si trovano in bustina al super)
  • mezza mela (anche meno)
  • una noce di burro

COME

In una bella ciotola versa la farina, il latte, rompi un uovo, aggiungi mezza bustina di lievito e lo zucchero di canna.
Mescola con la frusta.
Aggiungi un filo di olio.
Versa nella ciotola i semini misti.
Taglia e sbuccia una mezza mela (anche meno).
Sciogli una noce di burro in un padellino.
Con un mestolo versa una prima porzione di composto in padella.
Cuoci da entrambe le parti.
Che buoni i pancake!! Noi questa volta li abbiamo accompagnati col favo di miele, la grande e ultima passione del marito che cucina.

giovedì 14 aprile 2016

Lasagne ai friarielli




C'è questa sensazione che mi accompagna e diventa sempre più nitida man man che passano i giorni e gli anni: che mentre vivo qualcosa, qualcos'altro lo sto perdendo. 
Prima mi sentivo al centro. Adesso, sempre più spesso, mi sembra di vivere ai margini. 
Prima mi sembrava che tutto quello che doveva accadere stava accadendo proprio in quel momento e io ne ero la protagonista, la spettatrice, l'artefice. 
Adesso mi sembra che le cose accadano altrove o, perlomeno, che tutto accada contemporaneamente. 
Bisogna scegliere.
La scelta.
La scelta?
Scegliere dove si vuole essere, dove si vuole andare.
La scelta?
Una parte di me non crede nella scelta. Una parte di me crede che "scelta" sia una parola che l'uomo si sia inventato.
Un'illusione.
Se davvero esiste una scelta, essa partecipa e lotta con tutte le altre forze dell'Universo.
E allora credo che la soluzione sia quella di vigilare con occhi, mani e cuore. 
Sull'attenti come un cacciatore che per mangiare deve cacciare. 
Un pescatore, una sentinella. 
L'unico atteggiamento che posso pensare è quello di accogliere ciò che arriva - senza mai stare ferma sulla riva.

COSA&QUANTO
  • una confezione e mezza di lasagne fresche
  • parmigiano
per la besciamella:
  • un litro di latte
  • 100 g. di burro
  • 50 g. di farina
  • noce moscata
  • pizzico di sale
per il sugo di friarielli:
  • un bel mazzo di friarielli
  • uno scalogno
  • olio
  • sale
  • pepe

COME
Per prima cosa, occupati dei friarielli e sciacquali sotto l'acqua corrente.
Versa in una padella antiaderente un filo d'olio, unisci lo scalogno e fallo rosolare.
Aggiungi i friarielli e falli insaporire per qualche minuto, aggiusta di sale e pepe e continua la cottura per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto.

Prepara la besciamella come solo tu sai fare: in un pentolino a fuoco basso unisci burro fuso e latte. Versa pian piano la farina e mescola in continuazione (dolcemente) con la frusta. Lascia bollire finché non si addensa. Spegni il fuoco e aggiungi la noce moscata grattugiata.
Stendi uno strato sottile di sfoglie di pasta sul fondo della pirofila.
Aggiungi uno strato di besciamella, poi una manciata di friarielli

Sale, pepe.
Ricomincia con uno strato di sfoglie di pasta, besciamella e friarielli.
Completa con uno strato di sfoglie di pasta, friarielli e infine besciamella.

Una spolverata abbondante di parmigiano.
Inforna la lasagna in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 25 minuti.
Quando sarà cotta, sforna e fai intiepidire qualche minuto prima di servire.





lunedì 4 aprile 2016

La torta salata chic

A fatica sto iniziando a capire quanto sia difficile avere desideri autentici. Autentici nel senso di veri, corrispondenti a noi stessi, a ciò che davvero siamo. 
Con la testa è facile capire, lo so. Un po' meno facile è capire con... alcuni direbbero con la pancia
A me non piace dire con la pancia, preferisco dire con l'anima, che per me è fatta di carne, di ossa, di sangue e tutto il resto. 
Tu magari lo sai da sempre, io lo sto capendo solo adesso (e a fatica), che la maggior parte dei nostri desideri è desiderata per noi da altri. 
I nostri sono desideri modificati dalla storia, dalla cultura e dalla moda. Sono desideri che ci vengono passati dai nostri genitori insieme al latte e alle carezze. Sono desideri che appartengono alla nostra migliore amica, alla nostra peggiore amica, alla nostra insegnante del liceo per la quale ci eravamo presi una cotta. 
I desideri che desideriamo, la maggior parte delle volte, sono desideri giusti e rispettabili. Sono desideri che in un certo qual modo ci rassicurano. 
E invece, credo, i desideri sono tutto fuorché rassicuranti. I desideri autentici, credo, ci spiazzano. 
Un desiderio autentico si realizza a fatica. Con la nostra fatica, non con la fatica del cosmo. 
Perché i desideri autentici fanno paura, sono spiazzanti, ci costringono ad uscire fuori dal seminato (quello che altri hanno per noi seminato). 
Credo che l'aspetto più terrificante sia: e se poi il desiderio autentico si realizza? Chi o che cosa diventerò? Mi riconoscerò ancora guardandomi allo specchio? 
E se quando mi guarderò, per la prima volta mi vedrò?



COSA&QUANTO
  • un mazzo di asparagi
  • un rotolo di sfoglia integrale
  • due uova
  • una confezione di trancetti di salmone affumicato
  • latte, circa una tazza
  • sale
  • aneto, sei o sette ciuffetti
  • ricotta di capra, circa 200 g.
COME


Sbollenta gli asparagi in acqua salata.
Prepara la sfoglia in una teglia dai bordi alti.
Disponi gli asparagi a mo' di letto.
Aggiungi i transetti di salmone e la ricotta a fiocchi (quindi senza spalmarla).
Sbatti le due uova insieme al latte, aggiungi un pizzico di sale.
Decora la torta con i rametti di aneto. 
Versa il latte e le uova in teglia.
Inforna e cuoci per 30 minuti.
Questa è una torta di classe, buonissima e costosetta. 
Secondo me è ottima per far bella figura a cena con le amiche.


venerdì 1 aprile 2016

La sogliola


Non c'è festa al mondo più detestabile del Pesce d'aprile. Almeno per me. Che poi è una festa il Pesce d'Aprile? Wikipedia dice che è una tradizione. In effetti questa giornata c'entra poco pochissimo col festeggiare. 
Una festa unisce. Il Pesce d'Aprile divide. Ci mette gli uni contro gli altri, crea schieramenti, premia il più forte, il più furbo. 
Dici che me la prendo tanto perché non sono né forte né furba
Può darsi. 
Dici che faccio la buonista, ma in verità non son altro che permalosa? 
Può darsi. 
Anche se, in generale, mi danno proprio fastidio le giornate dedicate. Le giornate dove per tutto il giorno si fa un'unica cosa: prendersi in giro gli uni con gli altri con scherzi sempre più mirabolanti. Le giornate dove per tutto ci si regala mimose o cioccolatini. 
Se ti piace fare gli scherzi perché non li fai tutto l'anno? 
Se ti piacciono i cioccolatini a forma di cuore, perché solo a San Valentino. 
Tristezza. Tristezza che faccio mia perché non sono diversa da tutti gli altri. 
Triste è questo nostro bisogno di avere costantemente dei binari sotto ai piedi che ci dicono dove andare, che cosa dire, come comportarci. 
Triste questo nostro mondo dove quello che ci fa più paura è la sorpresa

COSA&QUANTO
  • burro 70 g.
  • farina
  • un limone
  • sale
  • prezzemolo
  • latte
  • due sogliole da 200 g 
COME
Pulisci le sogliole, spellandole e lavandole.
Immergile nel latte, passale nella farina su entrambi i lati.
Mettile in padella col burro e cuocile 3-4 minuti per parte finché diventano ben dorate su ogni lato.
Intanto spremi e filtra il succo di un limone.
Trita il prezzemolo.
Sono pronte le sogliole?
Salale, versaci sopra il succo di limone e cospargile di prezzemolo tritato.
Ps. La sogliola è il mio pesce preferito in assoluto. Al marito, ovviamente, piace poco.
L'importante è andare d'accordo su tutto, no?