lunedì 22 febbraio 2016

Risotto alla milanese con ossobuco

Il risotto alla milanese con ossobuco è un classico in casa nostra. Nel senso che almeno una volta all'anno il marito lo prepara.
Per la ricetta vai a questo post.
La novità di oggi sono le materie prime che, come sai, fanno la differenza.
Il riso viene dalle cascine Orsine, apprezzatissimo dono di amici (mai più senza). 
La carne invece è stata acquistata da Eataly con un ottimo rapporto qualità prezzo. 
Noi siamo dell'idea che la carne vada mangiata il meno possibile, ma quando la si mangia deve essere buona e controllata.  


La pizza rossa (a chi non piace?)




Quante saranno le persone che, al mondo, non amano la pizza
Hai mai conosciuto qualcuno che ti ha detto: "Non mi piace la pizza?". 
Io no, mai. In realtà non è che vada in giro a chiedere alla gente: "Ti piace la pizza?". 

Io so che quella del marito è tra le mie 3 pizze preferite in assoluto. Le altre 2 sono quella della nonna e quella che mangi a Napoli ovunque tu vada.
Per la ricetta, ti rimando a questo post.



Finti muffin di zucca


Carpe diem. Nunc est bibendum. Hic et nunc.
C'è una parte di me convinta del fatto che l'unica cosa importante sia l'adesso, quello che accade adesso, quello che adesso è importante fare o non fare, quello che l'adesso vuole o non vuole. Mi riferisco alle storie d'amore, alle amicizie, alle relazioni famigliari. Mi riferisco anche alle relazioni tra cittadini e politica. Allo stesso tempo che cosa saremmo noi senza il nostro Passato?, senza i nostri desideri o progetti o ambizioni? Credo però che Passato e Futuro vadano presi in considerazione sempre e solo rispetto all'oggi. Rispetto a chi siamo oggi, e non a chi eravamo o a chi vorremmo essere un giorno. Altrimenti si rischia che i ricordi e le esperienze passate ci impediscano di andare avanti o comunque di vivere con sincerità il presente. Rischiamo che i nostri desideri rispetto al futuro ci appannino la vista, così che quando ci guardiamo allo specchio non vediamo noi stessi ma un altro. L'altro di ieri, l'altro di domani. Ciò che mi affascina nell'uomo è questo rapporto tridimensionale con se stesso e con gli altri. E' possibile che uno viva nel presente ma si rapporti, per esempio, ad un amico come se quell'amico fosse lo stesso di 10 anni prima senza vedere come l'amico sia profondamente mutato? Possibilissimo. Quante incomprensioni tra noi e gli altri, tra noi e il nostro tempo, a causa della nostra scarsa maestria nel giostrare le tre dimensioni di ieri, oggi e domani. Occorre allenarsi, ma come?


COSA&QUANTO
  • zucca 500 g.
  • 2 uova
  • rosmarino
  • pan grattato q.b.
  • noce moscata
per la crema

  • un caprino
  • panna da cucina, 4 cucchiai
  • prezzemolo
COME
Fai andare la zucca tagliata a pezzi in forno per 15 minuti, poi frullala con le uova, il rosmarino e la noce moscata.
Aggiungi il pan grattato se vedi che la crema è troppo liquida.
Metti la crema nei porta muffin e inforna nel forno ben caldo. Prepara in un pentolino la crema con un caprino e un po' di panna. Trita anche due rametti di prezzemolo. 
Amalgama bene la crema sul fuoco basso per qualche secondo.
Dopo circa 30 minuti i muffin saranno cotti. 
Rovesciali nel piatto in modo che la punta sia verso l'alto e condisci con la crema di caprino.

sabato 13 febbraio 2016

Torta alla zucca con ricotta e patate

Sto iniziando a seguire Igor Sibaldi, cautamente. Le parole, dice Sibaldi, sono magiche, hanno un potere più o meno forte. La parola amore ha un potere debole perché vuole dire un sacco di cose, indica sentimenti diversissimi tra loro: l'amore per un compagno, l'amore per un amante, l'amore per un genitore o un figlio, l'amore per Dio. Le parole, poi, ci condizionano. Condizionano le nostre azioni, i nostri comportamenti (sono magiche). La radice della parola amore vine dal sanscrito kama, desiderare. Amore come desiderio, come possesso. Ti amo quindi cerco di averti tutto per me, di possederti. Amore come gelosia. Sono geloso perché ti amo. Ci sono invece lingue dove amore e libertà hanno la stessa radice. Ti amo quindi ti rendo libero, libero da me, dalla visione che ho di te. Ti amo quindi ti rendo libero di essere proprio come sei, esattamente come sei, anche in questo modo che a volte mi fa fare fatica, mi fa arrabbiare, perché sarebbe davvero facile se io potessi possederti, se potessi ingabbiarti e buttare la chiave. Sarebbe davvero facile se potessimo dirci tutto quello che non ci piace l'uno dell'altro, e così, come per magia, aggiustare ciò che non va. Peccato che si cambia in continuazione, e se non si cambia vuole dire che l'altro, col suo desiderio di possederci, di amarci, sta reprimendo le nostre energie, ci sta tarpando le ali. Purtroppo, tra le popolazioni che confondono l'amore col possesso, molti abitano il matrimonio come fosse un recinto, dove tutto è chiaro, dove sono stati costruiti sicuri steccati, dove ci sono regole da rispettare e guai se non vengono rispettate. Purtroppo, o per fortuna, l'amore è libertà e non possesso. Il matrimonio più che a un recinto assomiglia a una giostra impazzita, a un tuffo nel mare in tempesta, a una corsa nell'erba alta dove talvolta si cade e ci si sbuccia le ginocchia. Se si ha il coraggio di girare, di tuffarsi e di correre ci si diverte anche parecchio. Molto di più che a stare seduti in un recinto a dirsi tutto ciò che non ci piace dell'altro, in modo tale che l'altro diventi esattamente come noi vorremmo che fosse.



COSA&QUANTO
  • una zucca di circa 600 g.
  • ricotta bio di capra, 500 g.
  • un uovo
  • sale
  • pepe
  • aceto balsamico
  • noce moscata
  • pecorino grattugiato
  • una confezione di pasta sfoglia (sfoglie di pasta filo, marca: Croustipate)
  • due patate

COME
Taglia la zucca a tocchetti, disponili in teglia, salali e mettili in forno per 20 minuti. 
Quando la zucca sarà diventata morbida falla passare nel passa verdure (che divertimento!).
Unisci la zucca passata alla ricotta bio di capra e mescola.
Aggiungi un uovo, sale, pepe, aceto balsamico, un po' di noce moscata, pecorino grattugiato. 
In una teglia stendi la pasta sfoglia. Per questa torta abbiamo provato le sfoglie di pasta filo, marca Croustipate
Il primo strato di sfoglia deve essere il più spesso, quindi usa diversi fogli di pasta filo.
Taglia a rondelle due patate crude, o comunque quanto basta per formare una base. 
Versa il composto di zucca.
Copri la torta con gli strati che ti sono rimasti di pasta filo.
Metti nel forno ben caldo e cuoci per circa 30 minuti.

sabato 6 febbraio 2016

Mozzarella in carrozza


A Milano le activities crescono come funghi in un bosco dove piove quando deve piovere e dove c'è il sole quando ci deve essere il sole. Concerti, serate, locali nuovi che non puoi non aver provato, mostre, gallerie, spazi industriali recuperati, fondazioni, spettacoli teatrali, cinema. Cinema. Il cinema c'è quasi dappertutto. Nei paesini di montagna, nelle cittadine vicine ai paesini di campagna, ovunque. Il cinema è l'attività tipica della coppia tipica, o anche non coppia. Dovrebbe essere piuttosto facile andare al cinema, no? No. Non per me e mio marito. Se abbiamo l'ardire di prenotare lo spettacolo, allora è un'altra cosa. Abbiamo prenotato, andiamo. Anche se non abbiamo quasi finito di mangiare, anche se adesso ci starebbe bene un mandarino, anche se: "come andiamo?, dove parcheggiamo?, ti ricordi se ci si arriva con i mezzi?", noi andiamo, se abbiamo avuto l'ardire. Se invece come nella maggior parte dei casi non l'abbiamo avuto, se ci siamo detti: "ma sì, tanto ce la facciamo", è matematico che noi quella sera al cinema non ci andremo. Qui ci starebbe bene una riflessione sul dovere e sul piacere, su come l'uomo moderno inserito in una giornata lavorativa scandita da ritmi precisi sia incapace di prendere lo svago come puro svago ma senta la necessità di inserire lo stesso svago in una tabella con ritmi e orari precisi. Come se lo svago non fosse svago, ma dovere. Forse però è meglio passare alla mozzarella in carrozza.


COSA&QUANTO (sempre x 2)

  • 4 fette di pan carré
  • una mozzarella di bufala da 500 g
  • un uovo
  • pangrattato q.b.
  • olio di semi per friggere
  • pepe

COME

Taglia in diagonale le fette di pan carré (se sono quelle col bordo, toglilo).
Sbatti l'uovo in un piatto con la forchetta e aggiungi un pizzico di pepe.
Prepara un secondo piatto con un bello strato di pan grattato.
Passa il triangolino di pan carré nell'uovo, quindi nel pan grattato. Tienilo da parte e fai la stessa cosa con l'altra fetta di pan carré. Adesso farcisci il tramezzino con una fetta di mozzarella di bufala.
Prepara tutti i tramezzini (il marito ne fa due a testa), intanto scalda l'olio di semi in una padella con i bordi alti.
Quando vedi che l'olio è ben caldo, friggi i tramezzini da una parte e dall'altra per qualche minuto.
Disponi i tramezzini tra la carta assorbente in modo da asciugare l'olio in eccesso.
Nella foto, le foglioline verdi che vedi è lo spinacino novello che personalmente adoro.
La mozzarella in carrozza è un piatto molto poco adulto, molto poco sexy (e sano). Mi sta molto simpatica la mozzarella in carrozza, devo ammetterlo. Soprattutto perché non si prende troppo sul serio.