giovedì 3 dicembre 2015

Strudel di cavolo nero


A settembre avevo iniziato a lavorare a maglia
Nel senso che avevo comprato un giornale in edicola con tanto di gomitoli fuxia e avevo annunciato ai quattro venti "da oggi inizio a lavorare a maglia".
Ho iniziato. Ho imparato. Il punto quello semplice, quello dritto. Si chiama così? Dritto?
Ho prodotto una decina di righe lunghe circa una spanna. Fuxia, ovviamente.
E poi che cosa è successo? 
Tra meno di un mese è Natale e secondo i miei piani a questo punto io dovrei essere sommersa da guantini, porta ipad, copri tazze, coperte e sciarpette tutte rigorosamente in lana fuxia, fatte da me, dalle mie dolci manine da fata lanina. 
Sono molto indecisa sulla valutazione che potrei dare a questo evento. 
E' stato un fallimento, un'idea fallimentare, io sono una fallita, mi racconto che nel mio tempo libero preferisco leggere e guardare film, mi racconto che le lavatrici e il lavoro e la spesa e i calzini spaiati..., la verità è che sono un'inguaribile accidiosa, che raramente porto a termine i miei piani, eccetera eccetera. 
D'altro canto so che le cose preferisco immaginarle piuttosto che farle. Anche perché la realtà è spesso deludente. 
Nel mio mondo immaginario, la me fatata e lanuta era capace di sfornare babbucce e copertine ad un ritmo forsennato, senza mai sbagliare un colpo, e magari, la mia me lanuta, mentre sferruzzava era anche capace di seguire un dibattito politico in televisione. 
Da un altro canto ancora c'è la possibilità sempre verde che io da un momento all'altro possa rimettermi in pista e recuperare lo sferruzzamento perduto. Questa opzione è la mia preferita: dimentico di interpretare il passato per concentrarmi sulle possibilità future (atteggiamento per altro utile in gran parte delle situazioni). 
I ferri e la lana fuxia sono nel cassetto, aspettano solo me, quando sarà il momento, e il momento a un certo punto sarà, io li riprenderò tra le mani e insieme faremo grandi cose.

COSA&QUANTO
  • cavolo nero, un mazzo
  • burro, una noce
  • olio
  • sale
  • un uovo
  • un caprino
  • una manciatina di uvetta
  • una manciatina di pinoli
  • pasta sfoglia integrale
COME
Fai andare il cavolo nero in padella con una noce di burro, quindi aggiungi dell'acqua.
Il cavolo nero deve essere ben cotto, altrimenti risulta indigesto.
Lascia la pentola sul fuoco per almeno mezz'ora.
Prima di terminare la cottura condisci con olio e sale.
Trasferisci il cavolo nero nel trita tutto.
Aggiungi l'uovo, il caprino, l'uvetta e i pinoli.
Trita, trita, trita.
Prendi la pasta sfoglia integrale e taglia due strisce lunghe e abbastanza strette.
Adagia il tuo composto a base di cavolo nero sulla sfoglia, chiudi alla bell'e meglio.
Inforna e cuoci fino a quando la pasta non diventa dorata.
Ora posso dichiararlo a gran voce: io adoro lo strudel di cavolo nero.
Ottimo piatto unico per quelli come noi che "la pasta al pomodoro anche no".
Il marito ha detto che forse ci sarebbe stato bene anche qualcosa di più grasso, tipo una fetta di prosciutto, del salame, della salsiccia... Per quel che mi riguarda "la salsiccia anche no. Grazie".


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