giovedì 31 dicembre 2015

Le lasagne di Natale (ai funghi)

Succede anche a te di sentirti fermo, immobile, eppure sempre in movimento? Ti sembra anche a te di aver fatto un milione di cose senza averne fatta nessuna? Di non aver tempo di fare niente di importante, e allora che cosa hai fatto tutto il giorno? 
In questi giorni di festa io mi sento un po' così: sempre in moto, ma un moto che non vedo. Non saprei nemmeno dirti che cosa ho fatto, eppure ho fatto un sacco di cose. 
Ho finito di leggere un libro, ma non quello che avrei voluto finire. L'altro. 
Ho messo a posto l'armadio. C'è da esserne fieri? Io sì, ne sono fiera. Eppure me ne vergogno, della mia fierezza. Essere fieri di aver messo a posto... la casa, in effetti, è abbastanza in ordine in questi giorni di festa. Mai abbastanza. Mai abbastanza e mai abbastanza a lungo. Basta un bucato steso per rovinare tutto. 
E poi? Che cosa ho fatto? 
Siamo andati in campagna, abbiamo camminato e respirato, abbiamo visitato una cittadina e bevuto il Barbera. 
Forse adesso che ci penso mi sembra di aver fatto, in effetti, qualcosa. 
E' così, quando si esce dalla routine del lavoro, senza per questo entrare in un'altra routine, come può essere quella della vacanza sulla neve (sveglia, sci, baita, sci, doccia, cioccolata) ci si sente sempre un po' persi. Io mi sento persa, sono troppo abituata ad avere confini ed orari, tabelle di marcia, tappe, appuntamenti. 
Così, in queste ferie senza neve, ci si ritrova un po' nel niente, nel tutto, e bisogna farci i conti. 
Con noi stessi, intendo.



COSA&QUANTO
  • una confezione e mezza di lasagne fresche
  • funghi freschi
  • prezzemolo
  • olio
  • sale
  • uno spicchio di aglio
  • burro
per la besciamella:
  • un litro di latte
  • 100 g. di burro
  • 50 g. di farina
  • noce moscata
  • pizzico di sale
per il sugo di funghi:
  • uno scalogno
  • olio
  • una bottiglietta di salsa di pomodori pachino
  • sale
  • funghi secchi
  • un pizzico di sale
COME
Prepara il sugo facendo soffriggere lo scalogno. 
Aggiungi i funghi secchi ammollati nell'acqua, la salsa di pomodoro pachino, acqua, sale e pepe.
Fai andare per venti minuti. 
Prepara la besciamella come solo tu sai fare: in un pentolino a fuoco basso unisci burro fuso e latte. Versa pian piano la farina e mescola in continuazione (dolcemente) con la frusta. Lascia bollire finché non si addensa. Spegni il fuoco e aggiungi la noce moscata grattugiata.
Fai trifolare con aglio e olio una manciata di funghi porcini freschi. Spegni il fuoco e aggiungi prezzemolo tritato.
Sul fondo della teglia disponi i tocchetti di burro e un leggero strato di besciamella.
Inizia col primo strato di pasta, continua con un strato di sugo, vai con la besciamella, un po' di parmigiano reggiano grattugiato.
Continua fino al quarto strato che, come già sai, è tutto particolare: strato di pasta, besciamella, funghi porcini trifolati. 
Condisci con un filo di olio. 
Inforna per 30 minuti.
Voilà!

Le lasagne di Natale (al pesto)

Non credo che il 31 dicembre si meriti tutto questo. 
Tutto questo peso. 
Attenzione. 
Tempo di bilanci? Credo di no. Non solo oggi. 
Per essere in contatto con noi stessi, per capire dove siamo, dove stiamo andando, con chi, senza di chi, ogni giorno dovrebbe essere il giorno giusto per fare bilanci. Per stilare buoni propositi, per ripensare agli errori fatti e domandarci se davvero possiamo chiamarli errori oppure semplicemente vita. 
Se ghettizziamo gli interrogativi all'interno di un solo giorno, oggi, oppure come faccio più volentieri io all'interno di un solo mese, settembre, viviamo sbilanciati. Inevitabilmente. 
Poveretto quell'omino che, col suo pigiamino a righe, s'appresta ad attraversare l'arena in bilico sul filo sottile. Poveretto se s'appresta senza pensare, sbilanciato. Poveretto se pensa d'aver salva la vita bilanciandosi in un solo punto, a metà per esempio, quando ormai il danno è fatto. 
E io? Come ci posizioniamo io e il mio pigiamino a righe?
Se ripenso alla mia vita, alla parte di essa che chiamo errori, mi sembra di non aver mai pensato prima d'essermi incamminata lungo il filo. Mi sembra d'aver pensato, e bilanciato, sempre dopo. 
Dopo essere anche caduta. 
Forse se pensassimo, e bilanciassimo, prima di partire non partiremmo affatto.


COSA&QUANTO 
Dosi per una teglia di lasagne
  • una confezione e mezza di lasagne fresche 
  • 100 g. di fagiolini
  • 1 patata media
  • una manciata di pinoli
  • olio
  • parmigiano reggiano
per il pesto:
  • 150 g. di basilico 
  • 40 g. di olio
  • 50 g. parmigiano reggiano
  • una manciata di pinoli
  • pizzico di sale
per la besciamella:
  • un litro di latte
  • 100 g. di burro
  • 50 g. di farina
  • noce moscata
  • pizzico di sale
COME
Questo Natale è servito a farci capire che al marito vengono bene le lasagne.
E non le fa mai!
Non so te, ma io preferisco di gran lunga le lasagne vegetariane. Eccomi accontentata.
Taglia le patate a rondelle sottili.
Fai bollire patate e fagiolini in acqua salata.
In un pentolino a fuoco basso prepara la besciamella unendo burro fuso e latte. Versa pian piano la farina e mescola in continuazione (dolcemente) con la frusta. Lascia bollire finché non si addensa. Spegni il fuoco e aggiungi la noce moscata grattugiata.
Prepara il pesto unendo basilico, olio, grana grattugiato e pinoli. Vista la quantità prevista il marito ha optato per il trita tutto, lasciando così il mortaio in un angolo a marcire d'invidia.
Spargi sul fondo della teglia piccoli tocchetti di burro e un leggero strato di besciamella.
Disponi il primo strato di lasagne, uno strato di pesto, qualche pinolo, uno strato di besciamella, qualche patata, qualche fagiolino e grana grattugiato.
Vai col secondo strato: lasagna, pesto, besciamella, patate e fagiolini, grana.
Vai col terzo: stesso procedimento.
Il quarto strato, che sarà anche l'ultimo, cambia musica: lasagne, besciamella, piccole isole di pesto, infine fagiolini e patate.
Bella grattata di parmigiano. Olio. 
Inforna e cuoci per 30 minuti.
Ti ricordi di quella volta che mio marito ha fatto le lasagne senza lasagne? No? Leggi qui

mercoledì 23 dicembre 2015

La mozza col morto


È natalizio? Non è natalizio? Si può presentare al cenone del 24, al pranzo del 25, un antipasto dall'aspetto invitante ma col nome che inquieta? 
Uh, ma che bello! Uh, ma è anche buono. Cos'è? 
Mozza col morto
Ah. 
Forse basta cambiare nome. Basta? 
Non è forse l'attendibilissima Giulietta a dire che in fin dei conti il nome è solo un nome, che se la rosa la chiamassimo in un altro modo rimarrebbe comunque un profumatissimo fiore? 
Quanto contano i nomi nella nostra assegnazione di valore? 
Tanto. 
Lo dimostra il fatto che William ne ha parlato (William non parla mai di cose che non contano o che contano poco); lo dimostra la pena che ci diamo per scegliere il nome dei nostri figli, o il titolo dei nostri testi. 
Lo dimostra anche il fatto che a Natale non credo chiederò a mio marito di preparare la mozza col morto, nonostante sia un piatto delizioso. I nomi sono importanti.

COSA&QUANTO

  • pan carré
  • mozzarella di bufala
  • acciughe sott'olio
  • un uovo
  • pan grattato
  • olio di semi per friggere
COME
Taglia le fette di pan carré a metà.
Farcisci il paninetto con una fetta di mozzarella e un'acciuga sott'olio (il famoso morto della mozza col morto. Dove la mozza è la mozzarella, ovviamente).
Rompi un uovo in un piatto.
In un altro piatto versa un po' di pan grattato.
Passa il paninetto prima nell'uovo e poi nel pan grattato.
Scalda l'olio di semi in padella.
Friggi il paninetto, poi asciugalo con la carta assorbente.
Che te lo dico a fare: la mozza col morto spacca.

lunedì 14 dicembre 2015

Strudel di mele con cremina


Ci lamentiamo ma poi ci piace.
Ci lamentiamo della gente, della ressa, ma che ressa c'è?, del caldo nei negozi e del freddo per le strade, ma non abbastanza freddo per far sì che nevichi, che poi se nevicasse in città avremmo un motivo in più per lamentarci. 
Ci lamentiamo del senso che ha fare i regali, che senso ha scambiarsi i regali? 
Ma poi ci piace. 
Sceglierli, incartarli, comprarli, investire un po' del nostro tempo, un po' del nostro denaro, pensando alle persone a noi care.
A me piace.
Mi piace fare i pacchettini, anche se mi lamento perché non vengono mai abbastanza bene. Mi piace posizionarli sotto all'albero, di cui comunque mi lamento perché non è abbastanza bello. 
Mi piace pregustare il momento in cui i regali verranno scartati, le bottiglie stappate, e ci saranno dei sorrisi. 
Perché una cosa è certa: di solito, a Natale, si sorride.

COSA&QUANTO
  • pasta brisé
  • burro, 30 g.
  • 3 mele
  • zucchero a velo, 4 cucchiai
  • una manciata di uvetta
  • una manciata di pinoli
  • cannella, una spruzzata
  • un cucchiaio di zucchero di canna
  • pan grattato, 4 cucchiai circa
per la crema
  • 200 ml di panna liquida della centrale del latte
  • una fialetta di aroma di vaniglia
  • due uova
  • 50 g zucchero
  • 50 ml latte
COME
In padella fai sciogliere 30 grammi di burro.
Adagia la pasta brisé sulla teglia.
Intanto che il burro si scioglie, sbuccia e taglia le mele a tocchi.  
Con una parte del burro fuso ungi la pasta brisé già adagiata sulla teglia. 
Fai tostare il pan grattato in padella con il restante burro (ma tienine un'ultima parte per la spennellatura finale).
Versa le mele in una ciotola. Aggiungi zucchero a velo, uvetta, pinoli, cannella, zucchero di canna. 
Mescola.
Disponi il pan grattato sulla pasta, come se stessi già creando la forma allungata dello strudel. 
Adesso versaci sopra tutto il tuo composto (mele&co).
Avvolgi il monte di mele con la pasta, chiudendo bene tutti gli spiragli.
Spennella tutto col burro fuso. 
Inforna nel forno caldo per 30 minuti.
La crema alla vaniglia: in un pentolino versa la panna, il latte e la fialetta di vaniglia. 
Porta a bollore a fuoco dolce, quindi spegni e lascia riposare. Intanto versa i tuorli e lo zucchero in una ciotola e sbatti il composto con la frusta. Unisci la parte liquida ai tuorli filtrandola attraverso un colino. Mescola dolcemente la crema, quindi rimettila nel pentolino a fuoco molto dolce per pochi minuti.


mercoledì 9 dicembre 2015

Lo gnocco fritto


"Tutte queste carte..."
Ti sei mai trovato a dirlo: "Tutte queste carte" mentre frughi nel portafogli alla ricerca della carta giusta?
Io sì.
Sia ben chiaro, le mie non sono carte di credito (non ne possiedo neanche una!). Io possiedo carte punti. Quelle che ti illudono e ti confondono e ti gettano nel più nero sconforto - almeno per quel che mi riguarda -.
I miei punti scadono quasi sempre. 
Quasi sempre mi ritrovo uno scontrino spiegazzato nella tasca del giubbotto: solo per te 300 punti extra se fai almeno 50€ di spesa dalla mezzanotte del 24 dicembre alle 13 del 25.
Quasi sempre mi sento come se fossi a un soffio dalla vittoria, e invece niente. A un soffio dalla ricchezza, e invece...
E invece ci prendono in giro! Con i punti, le raccolte, gli sconti dell'ultimo minuto!
Così mi tocca raccontarmi, per illudermi del fatto che attaccare un bollino per vincere una padella (con la spesa aggiuntiva di soli 12 euro) non mi provochi la sensazione di vittoria sulla vita.
Penso che adesso uscirò di casa e andrò a fare la spesa. Non mi serve niente, però lo dice pure lo scontrino: il 13 dicembre c'è la nuova estrazione (quella di oggi non è andata come avrei voluto) e più acquisti faccio più possibilità ho di vincere. 
Non raccontiamoci storie: vincere è una sensazione bellissima. 
Sì, anche vincere una padella.

COSA&QUANTO
  • Farina, una tazza (100 g)
  • acqua
  • mezzo cubetto di lievito di birra 
  • sale 
  • burro, circa 30 g
  • olio, 30 g. 
  • olio per friggere
COME
In una ciotola, unisci alla farina il burro fuso, l'acqua, il mezzo cubetto di lievito sciolto in acqua calda.
Sale e olio.
Impasta e fai lievitare per un'ora. 

Stendi una sfoglia spessa. 
Taglia dei quadrati, dei rettangoli, delle geometrie... e buttale nell'olio bollente fatto apposta per friggere.
Friggi lo gnocco da entrambi i lati, poi asciugalo sulla carta assorbente.
Servi con salumi e squacquerone.

giovedì 3 dicembre 2015

Strudel di cavolo nero


A settembre avevo iniziato a lavorare a maglia
Nel senso che avevo comprato un giornale in edicola con tanto di gomitoli fuxia e avevo annunciato ai quattro venti "da oggi inizio a lavorare a maglia".
Ho iniziato. Ho imparato. Il punto quello semplice, quello dritto. Si chiama così? Dritto?
Ho prodotto una decina di righe lunghe circa una spanna. Fuxia, ovviamente.
E poi che cosa è successo? 
Tra meno di un mese è Natale e secondo i miei piani a questo punto io dovrei essere sommersa da guantini, porta ipad, copri tazze, coperte e sciarpette tutte rigorosamente in lana fuxia, fatte da me, dalle mie dolci manine da fata lanina. 
Sono molto indecisa sulla valutazione che potrei dare a questo evento. 
E' stato un fallimento, un'idea fallimentare, io sono una fallita, mi racconto che nel mio tempo libero preferisco leggere e guardare film, mi racconto che le lavatrici e il lavoro e la spesa e i calzini spaiati..., la verità è che sono un'inguaribile accidiosa, che raramente porto a termine i miei piani, eccetera eccetera. 
D'altro canto so che le cose preferisco immaginarle piuttosto che farle. Anche perché la realtà è spesso deludente. 
Nel mio mondo immaginario, la me fatata e lanuta era capace di sfornare babbucce e copertine ad un ritmo forsennato, senza mai sbagliare un colpo, e magari, la mia me lanuta, mentre sferruzzava era anche capace di seguire un dibattito politico in televisione. 
Da un altro canto ancora c'è la possibilità sempre verde che io da un momento all'altro possa rimettermi in pista e recuperare lo sferruzzamento perduto. Questa opzione è la mia preferita: dimentico di interpretare il passato per concentrarmi sulle possibilità future (atteggiamento per altro utile in gran parte delle situazioni). 
I ferri e la lana fuxia sono nel cassetto, aspettano solo me, quando sarà il momento, e il momento a un certo punto sarà, io li riprenderò tra le mani e insieme faremo grandi cose.

COSA&QUANTO
  • cavolo nero, un mazzo
  • burro, una noce
  • olio
  • sale
  • un uovo
  • un caprino
  • una manciatina di uvetta
  • una manciatina di pinoli
  • pasta sfoglia integrale
COME
Fai andare il cavolo nero in padella con una noce di burro, quindi aggiungi dell'acqua.
Il cavolo nero deve essere ben cotto, altrimenti risulta indigesto.
Lascia la pentola sul fuoco per almeno mezz'ora.
Prima di terminare la cottura condisci con olio e sale.
Trasferisci il cavolo nero nel trita tutto.
Aggiungi l'uovo, il caprino, l'uvetta e i pinoli.
Trita, trita, trita.
Prendi la pasta sfoglia integrale e taglia due strisce lunghe e abbastanza strette.
Adagia il tuo composto a base di cavolo nero sulla sfoglia, chiudi alla bell'e meglio.
Inforna e cuoci fino a quando la pasta non diventa dorata.
Ora posso dichiararlo a gran voce: io adoro lo strudel di cavolo nero.
Ottimo piatto unico per quelli come noi che "la pasta al pomodoro anche no".
Il marito ha detto che forse ci sarebbe stato bene anche qualcosa di più grasso, tipo una fetta di prosciutto, del salame, della salsiccia... Per quel che mi riguarda "la salsiccia anche no. Grazie".


martedì 1 dicembre 2015

Schiacciatina al radicchio


Sarà che non ho figli, sarà che c'è il sole persino qui, sarà che gli anni passano per tutti, ma io "il Natale non lo sento ancora".
Devo sentirlo? Dovrei. Mi sembra che tutti gli altri lo sentano, che tutti gli altri lo vogliano.
So di persone che domenica scorsa hanno fatto l'albero (ma non bisognerebbe aspettare Sant'Ambrogio?), ho ammirato euforia da calendari dell'avvento (manifestata da persone maggiorenni), ho ascoltato previsioni per pranzi natalizi, per cene natalizie, per buffet e colazioni e happy hour e brunch del 23 mattina o, al limite, del 27. Sarà che non ho figli, sarà che mi sembra tutto/
Tutto cosa? Tutto. Tutto un po' contraddittorio. Tutto un po' vuoto e vago. Tutto un po' che bisogna farlo, che bisogna esserlo.
Bisogna essere che cosa?
Sarà che non c'è la neve, ma io "quest'anno il Natale non lo sento ancora".
Per fortuna c'è il radicchio a ricordarmi che oggi è il primo  giorno di dicembre.

COSA&QUANTO
  • pasta sfoglia integrale
  • radicchio di Treviso
  • formaggio 
  • speck, due fette
  • olio e sale


COME
Fai andare il radicchio di Treviso in padella con una noce di burro fino a quando non appassisce.
Condisci con olio e sale.
Taglia due strisce di pasta sfoglia integrale e disponici sopra una parte del radicchio.
Aggiungi una fetta di formaggio. Il formaggio che hai nel frigorifero e che devi finire. Tipo Toma, né troppo duro né troppo molle.
Guarnisci il tutto con una fetta di speck.
Inforna e cuoci per 20  minuti circa.
La schiacciatina la radicchio è un delizioso antipasto da offrire agli ospiti, oppure un perfetto piatto principale da abbinare con verdure a iosa per una cena infrasettimanale.