mercoledì 4 novembre 2015

La ricciola nella caverna


Io non piango mai, quasi mai.
Mi capita spesso durante i film. Mi capitava. 
Un tempo durante i film staccavo il cervello, ormai durante i film il mio cervello va a mille all'ora. Col cavolo che piango.
Meno piango meglio è - penso.
Lo so, lo so. Il mondo è pieno di gente che vive in pace con le sue lacrime e il suo dolore. Io no, io mi concedo il lusso di un pianto solamente se la causa del mio pianto è evidente a tutti. 
"Non poteva non piangere"
"No, non potevo"
Del resto è la società che ce lo chiede. Hai mai sentito dire: "Piangi, piangi, piangi che ti fa bene?". Sì, raramente però. Molto più spesso diciamo e ci sentiamo dire: "Non piangere, perché piangi, smettila di piangere".
Viviamo in una società dove il dolore e la debolezza vengono preferibilmente nascosti alla vista
Ed io sono d'accordo. 
Davvero!
In parte.
Credo che l'andare in giro afflitti in una mare di lacrime non sia sano, e allora sì che la domanda "perché piangi" ha senso. L'esibizione patetica non è mai elegante e dal mio punto l'eleganza è un obiettivo che ognuno di noi dovrebbe porsi.
Ma - c'è un ma - attenzione a non confondere la mancanza di stile con la gioia ostentata ad ogni ora del giorno e della notte. 
Ecco, questo non lo tollero: che i nostri padri e i nostri politici, i nostri uomini e le nostre amiche, le nostre compagne e le nostre madri pretendano da noi la felicità costante. 
Che non si tollerino i momenti bui, i momenti medi, i momenti non so, io non lo tollero.
Del resto, credo sarebbe auspicabile per noi il sapersi confrontare prima di tutto con noi stessi. Noi e le nostre emozioni, nella nostra caverna. Prima di uscire e andare a sbandierarle agli altri. 
E' vero che non possiamo vivere rinchiusi, è vero che gli altri solitamente fungono da acceleratore nei confronti delle nostre lacrime o dei nostri sorrisi, è anche vero - però - che meglio impareremo a conoscere noi stessi, più distesi saranno i rapporti col resto del mondo.

COSA&QUANTO
  • olio
  • un sedano
  • una carota
  • un filetto di ricciola
  • sale
  • prezzemolo
  • un rotolo di pasta brisé
  • una ricottina da 50 g.
  • menta quanto basta

COME
In padella cuoci sedano e carota tagliati a rondelle o a cubetti, condendo il tutto con un filo di olio e sale. 
Taglia la pasta brisé in due metà; taglia a metà anche il filetto di ricciola usando il tuo amico coltello di ceramica.
Su ogni mezza pasta disponi il mezzo filetto, più il condimento di sedano e carota.
Prezzemolo tritato.
Sale, se serve.
Inforna per mezz'ora.
Condisci con la cremina a base di ricotta e menta.

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