venerdì 8 gennaio 2016

Baccalà alla vicentina


Non ti capita mai di sentirti con la testa vuota? Oppure piena di altro, di pensieri che non riesci a dire, e se non riesci a dirli allora non esistono. Solitamente reagisco abbastanza bene, abbastanza in fretta. Quando questo non avviene mi sento subito scema. 
Quando me ne sto lì e non mi viene in mente niente, mi viene in mente tutto, ma non dico niente. Oppure, peggio, dico quello che non vorrei dire. Al momento lo dico ma poi ci ripenso e mi maledico. Avrei dovuto dire altro, avrei dovuto tacere! 
Lo so, a volte vado in paranoia. 
Inutilmente perché basterebbe pensare a questo: non sei il centro del mondo. Gli altri, i tuoi interlocutori, sono generalmente più concentrati su se stessi che su di te, sui tuoi vuoti o sui toni pieni. Anche loro, come te, sono lì ad interrogarsi su quello che devono dire e su come dirlo, sul non dirlo troppo in fretta e sul trovare le parole giuste. 
A volte mi sembra di vivere in un mondo di monologanti, che parlano, parlano, a una platea di gente col cotone nelle orecchie.

COSA&QUANTO
Una cipolla
Due acciughe sott'olio
Farina
Tre filetti di stoccafisso (pari a 250 g. circa)
Sale
Prezzemolo
Pepe
Latte, circa mezzo bicchiere
Parmigiano

COME
In un tegame soffriggi una cipolla e due acciughette.
Infarina i filetti di stoccafisso (che è il baccalà già ammollato) e mettili nel tegame.
Aggiungi circa mezzo bicchiere di latte, in modo tale da coprire il baccalà.
Sale, prezzemolo tritato e pepe. 
Parmigiano grattugiato e... e la tradizione vorrebbe che tu cuocessi il baccalà per 4 ore. Quattro ore... Sè, buonanotte. 
Anche un'ora va benissimo, fidati.
Cuoci per minimo un'ora e servi preferibilmente con la polenta. Anzi, obbligatoriamente con la polenta. Quella usata dal marito per questa ricetta è la polenta preparata due giorni prima in montagna. Ne aveva fatta troppa e per questo l'ha messa in un tapperware e portata a Milano. Per ottenere le striscioline ceh vedi nella foto basta un coltello, una padella e un filo d'olio.

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