martedì 29 settembre 2015

Il vero tortino di alici




Mi piacerebbe tanto, adesso, avere un figlio in età scolare. 
Un bambino che va alle elementari. 
Mi piacerebbe ricevere una catena su whatsapp, con una serie di messaggi preoccupati e intimidatori. Vorrei tanto avere la posta intasata di numeri e statistiche, e poi vorrei essere braccata all'uscita di scuola da qualche artiglio affannato, vorrei essere guardata fissa negli occhi da altri occhi come i miei, ma più stralunati, vorrei ascoltare una voce - acuta ma decisa - asserire a chiare lettere, davanti a me e al mondo intero: 
"Dobbiamo fermarlo"
"Che cosa?"
"Anche da noi è arrivato"
"Chi?"
"Il gender".
Invece non ho figli e nessuno si preoccupa di coinvolgermi in catene informative, preventive, coercitive.
Peccato.
Non sono tra coloro che prendono sotto gamba il problema di chi pensa che il gender sia arrivato. Al contrario.
Sono però una che crede molto nei fatti, in tutto quello che c'è e si vede.
Anche per questo continuo a scrivere questo blog, dove racconto di un marito che cucina. E non lo fa solo il sabato sera, quando viene gente a cena. E non si limita a grigliare un paio di bistecche sul terrazzo indossando un improbabile grembiule con la scritta "danger man cooking". 
Il marito cucina senza grembiule e fa la spesa. 
Porta avanti la cucina. 
Si ricorda quando manca il latte.
Cose così.
Peccato che io non sia un ingegnere meccanico, altrimenti saremmo una bella coppia gender.
La teoria del gender non esiste, e te lo dice una che crede a Babbo NataleMa anche se dovesse esistere, il fatto che ognuno segua le proprie inclinazioni al di là del proprio genere (gender) mi sembra un fattore di arricchimento e non qualcosa da cui bisogna difendersi. 
"Costringono i nostri figli a spogliarsi e a scambiarsi i vestiti!!"
"Chi?"
"I gender!!"

COSA&QUANTO
  • due etti e mezzo di alici
  • tre patate
  • una manciata abbondante di pomodori pachino
  • due rametti di menta
  • tre rametti di prezzemolo
  • olio
  • sale
  • pepe
  • una spolverata di pan grattato

COME
Taglia le patate a rondelle sottili, non sbucciarle e mettile a bollire in acqua salata.
Intanto pulisci e lava le alici.
Taglia i pomodorini pachino in piccolissimi pezzettini.
Scola le patate quando saranno cotte e disponi le fette su di una teglia con carta da forno in modo da costruire il primo strato del tortino.
Sopra alle patate disponi le alici un po' come capita, senza troppo curarti del lato con la pelle o senza pelle.
Quindi versa sulle alici un'abbondante manciata di pomodorini.
Trita menta e prezzemolo. Aggiungi olio, sale e pepe.
Vai col secondo strato: patate, alici, pomodorini, menta, prezzemolo, olio sale e pepe.
Concludi con una leggera spolverata di pan grattato che non fa mai male.
Inforna e cuoci per 20 minuti.

sabato 26 settembre 2015

Cestelli di settembre (che comunque è già quasi finito)



È che settembre porta con sé un sacco pieno di belle aspettative. Almeno per me. Settembre, ottobre, novembre, dicembre, tutti i mesi - almeno per me -si portano dietro un bel carico di alte e belle aspettative. Ma settembre di più. Perché a settembre ritorni e i ritorni devono per forza essere di più. 
Perché? 
Come perché. Come quando ti rivedi dopo un po', non dovrebbe essere tutto di più quando ti rivedi? 
Di più cosa? 
Di più tutto. Di più come piace a me.
E se quando ti rivedi hai il raffreddore?, la luna storta?, la camicia bianca che ti esalta l'abbronzatura ma con una dannata - piccola ma dannata - macchia di pesca?, e se quando ti rivedi hai più voglia di dormire che di parlare, o di parlare di te piuttosto che di ascoltare me?, e se quando ti rivedi scopri una luce nuova negli occhi che prima non c'era e ti sembra che tutto sia cambiato - ma in peggio - e ti sembra di aver perso qualche passaggio - basilare - e di tutti i racconti che potresti fare te ne viene in mente solo uno che non fa neanche troppo ridere? 
Deludi le aspettative e le aspettative ti deludono.
Le gambe si appesantiscono e la voce si fa bassa, i sorrisi di circostanza di sprecano, le chiamate senza risposta avanzano, le spalle si alzano, la bocca si inclina... Che fatica.
È che tu ti immagini troppo bene le cose - dice mio marito.
Te le immagini così bene che pensi che esistano già mentre esistono solo nella tua testa. Per questo poi ci rimani male. 

Benvenuto settembre, che tu sia il benvenuto anche se la bottiglia che ho stappato per festeggiarti non ha fatto pum ma fii. Benvenuto, insegnami a stare con te e con i mesi che verranno nel momento in cui verranno. Non farmi correre via, tienimi stretta anche se piango e pesto i piedi, non lasciarmi andare e insegnami a guardare le cose che ci sono, i doni che mi porti. Fammi accogliere a braccia aperte le parole che verranno anche se non saranno quelle che avrei voluto udire. 
Insegnami a rispettare quella che sono e non quella che vorrei essere. 
Vietami desideri, programmi e propositi. 
Fammi agire nel presente. 
Ma la lista della spesa, quella lasciamela. Senza lista della spesa mi sento persa, davvero. 

Che si mangia a settembre, marito?
Ti informo che settembre è già quasi finito.
Vabbè in questo periodo: settembre/ottobre, pignolone!
Fosse per il marito noi mangeremmo di tutto, tutto l'anno. Senza troppi sbatti di calendari stagionali.
Per fortuna che mi ha incontrata, per fortuna che ci sono io ad urlargli nelle orecchie: "funghi porcini, garitole!, zucche, uva! Tanta uva, quella bianca, bianca! Biancaaa!!!"
Per fortuna che mi ha incontrata.

COSA&QUANTO
  • due funghi porcini
  • una zucchina
  • tre carote piccole
  • un cipollotto o un porro
  • cipolla o scalogno
  • olio
  • sale
  • prezzemolo
  • pasta brisée 
  • cocotte di alluminio cuki 
COME
I cestelli di settembre possono contenere funghi o verdure a piacere o quello che vuoi.
La particolarità sta nella cottura: dovrai mettere il ripieno nel cestello e poi coprirlo con un pezzetto di pasta brisé. Dovrai quindi fare il contrario di quel che faresti per una torta salata normale.
Pulisci i funghi senza usare acqua, mi raccomando.
Usa lo scottex e tanta pazienza. Rilassati. Bravo, così.
Taglia i funghi a dadini e mettili in padella con un soffritto di cipolla o scalogno.
Aggiungi sale e prezzemolo.
Cuoci per circa 15 minuti o comunque fino a quando vedi che i funghi si sono ridotti e inteneriti.
Taglia finemente zucchina, carotine e cipollotto (o porro).
In un'altra padella rispetto a quella che stai usando per i funghi fai soffriggere il cipollotto (o il porro), dopo un po' aggiungi le carotine e infine - dopo una decina di minuti - la zucchina.
Cuoci le verdurine ben bene.
Ora stendi la pasta brisée su di una teglia, posaci sopra le tue cocotte rivoltate e taglia con un coltello la pasta che ti sembra essere necessaria per ricoprire ogni cocotte.


Metti un cucchiaio di funghi o di verdura dentro ogni cocotte e copri il recipiente con la porzione di pasta brisée, come un cappello.
Inforna e cuoci per circa 30 minuti.
Quando la pasta brisée sarà dorata, preleva la teglia dal forno e capovolgi ogni cocotte a testa in giù. Separa quindi contenitore di alluminio e pasta brisée e sistema un po' bene i funghi o le verdure nel cestello di pasta.
Noi adoperiamo i cestelli sia come antipasto sia come piatto unico.