martedì 30 giugno 2015

Sushi di mezzanotte (all'ora che vuoi)



Io e il marito che cucina abbiamo festeggiato il primo anno di matrimonio. Evviva!
Tra una gita al lago, una vacanzina ormai alle porte e una passeggiata per Milano di notte ci siamo concessi anche il sushi homemade - fatto in casa.
Devi sapere che due anni fa il marito che cucina inventò il sushi di mezzanotte.
Io lavoravo fino a tardi, senza aver tempo o modo di mangiare. Una volta tornata a casa, verso mezzanotte e mezza, il marito mi faceva trovare un bel piattone di sushi fatto da lui. 
Non tutti i giorni, eh. 
Solo durante il week end, e nemmeno tutti i week end. 
Sarà successo un paio di volte. 
Eppure in casa nostra anche i fatti che avvengono una volta soltanto - e ci piacciono - diventano subito una tradizione. 
Il sushi di mezzanotte era stato inventato per celebrare con gratitudine il tempo che riuscivamo a passare insieme. 
In una relazione non si va mai alla stessa velocità, quello che conta è aspettarsi a vicenda ogni tanto.

COSA&QUANTO
  • riso per sushi, 3 monoporzioni
  • due filetti di pagello (150 grammi)
  • due filetti di salmone (150 grammi)
  • un filetto di tonno frozen (100 grammi)
  • un avocado maturo
  • una confezione di uova di lompo
  • semi di papavero
  • una confezione di alghe nori
  • stuoietta per sushi
  • pellicola trasparente
COME
Compra il pagello e congelalo per una notte. La mattina dopo lascialo scongelare nel lavandino.
Compra il salmone già congelato e mettilo a scongelare con il pagello.
Il tonno noi lo compriamo frozen, già abbattuto, non c'è quindi bisogno di metterlo in freezer.
Togli la pelle del pagello servendoti di un coltello di ceramica. 
Elemento fondamentale è la stuoietta per il sushi.
Il riso noi lo compriamo già fatto dal sushi all you can eat: un euro a porzione e ti eviti tutti gli sbatti
Non pensare di far bollire il riso come se facessi un'insalata di riso. Non è la stessa cosa.
Per fare il riso credo ci voglia un apposito marchingegno che il marito non possiede.
Hosomaki: è il sushi arrotolato. Alga, riso e in mezzo un ingrediente. Il marito li ha fatti con avocado, con tonno, con salmone e con pagello.
Taglia a metà una foglia di alga nori, mettila sulla stuoietta appoggiando la parte più liscia verso il basso. 
Bagnati le mani nella ciotolina di acqua e prendi una manciata di riso.
Disponi il riso lungo tutta l'alga ma attento: lascia in alto uno spazio libero di circa due centimetri, così poi potrai chiudere meglio il tuo hosomaki.
Taglia una striscia dell'ingrediente che preferisci (tonno, salmone, avocado, etc) e disponila sul riso, proprio in mezzo.
Ora arrotola l'alga, partendo dal basso.
Il marito arrotola anche senza la stuoia.
Una volta composto il rotolo aiutati con la stuoia per dare meglio la forma. Premi leggermente e vedrai che l'alga s'appiccica.
Lo scopo nella vita di ogni alga è appiccicarsi.
Bagna il coltello affilatissimo di ceramica, poni l'involtino su un tagliere e taglia l'hosomaki in due parti; affianca le due parti uguali e taglia in tre.
Nigiri: facilissimo. Inumidisci le mani nella ciotolina d'acqua e modella una specie di rettangolino di riso. Sopra il rettangolino posiziona la fettina dell'ingrediente che più preferisci. A me piacciono tanto i nigiri al salmone.
Uramaki: più difficile. Noi l'abbiamo fatto con avocado e tonno al centro e semi di papavero fuori.
Stuoietta, pellicola trasparente (per gli uramaki ci vuole) e una foglia di alga con la parte più liscia verso il basso.
Bagnati le mani nella ciotola con l'acqua, prendi il riso e stendilo su tutta la superficie dell'alga.
Cospargi il riso con i semi di papavero.
Capovolgi l'alga in modo che il riso poggi sulla pellicola.
Taglia una striscia di avocado e una di tonno e posiziona i tuoi ingredienti in centro all'alga.
Prendi il bordo inferiore della stuoia e premendo con le dita arrotola il tutto come un involtino.
Premi e modella, infine srotola!
Adesso devi tagliarlo con un coltello molto affilato e umido.
Gunkan: sono quelli con le uova di lompo
Taglia una strisciolina di alga nori.
Inumidisciti le mani e modella una pallina di riso.
Posiziona l'alga sul ripiano mantenendo sempre la parte più lucida verso il basso.
Metti la pallina di riso in centro all'alga, quindi arrotola l'alga attorno alla polpetta di riso.
Appiattisci la polpetta in modo da lasciare uno spazio in cima, dove metterai un cucchiaino di uova di lompo.
Per fare il sushi i trucchi da tenere a mente sono tre: 
1) inumidisci le mani prima di prendere il riso
2) il riso deve essere preparato da gente del mestiere
3) munisciti di stuoietta, pellicola e calma nipponica


giovedì 25 giugno 2015

Cheesecake Gloria




(Puzzi di cicoria).
Non è vero che la cicoria puzza.
Gloria puzzi di cicoria è proprio una rima stupida, però a me e a mio marito fa ridere.
Noi due non ci troviamo quasi in niente, solo sul terreno dell'umorismo. Non abbiamo fatto gli stessi studi, ci occupiamo di cose diversissime fra loro, non ci piacciono gli stessi film; io lascio la crosta della pizza e lui se la mangia; io vivrei in montagna e lui al mare; io sulle patatine ci metto il ketchup e lui niente. 
Però ridiamo per le stesse cose. 
Ridiamo molto, tutti i giorni e più volte al giorno.
Ridiamo per cose che fanno ridere solo noi.
Tutti seri e noi due ci sganasciamo.
Mi piace pensare che il riso (non quello che si mangia col pollo al curry) sia una buona base sulla quale costruire una vita insieme.
Questa tortina che ti propongo oggi è parecchio gustosa.
Sana e gustosa, come piace a me. 
Vegetariana
Trattasi di un esperimento del marito cuciniero che dice di essere abbastanza soddisfatto. Non del tutto però.
Io ti propongo la ricetta in questa sua prima fase; sappi che in futuro crescerà, e di molto. 

COSA&QUANTO
  • spicchietto d'aglio per il soffritto
  • olio
  • sale
  • un mazzo di cicoria/ catalogna
  • 2 fette di pane
  • ricotta di capra bio da 200 grammi
per la crema:
  • fagiolini, due manciate

COME
Prepara in padella il soffritto con aglio e olio. 
Aggiungi la catalogna lavata e tagliata grossolanamente. 
Sale.
Cuoci per cinque minuti. 
Metti nel minipimer e frulla. 
La base della cheesecake mio marito l'ha fatta con due fette di pane
Taglia le fette di pane a cubetti e mettili in forno con olio e sale. 
Intanto fai bollire i fagiolini in acqua salata. 
Aggiungi alla catalogna frullata una ricotta di capra bio (o non bio). 
Frulla ancora.
Frulla così colà dove si puote/ ciò che si frulla, e più non dimandare.
Metti nel piatto i cubetti di pane, versaci sopra la ricotta frullata con la catalogna. 
Prepara una tortina modellando con le mani
Fai anche due strati di cubetti. 
Più che una base, i cubetti di pane devono aiutarti a dare una forma alla torta.
Mio marito dice che si può intervenire sulle quantità, diminuendole.
A me la cheesecake Gloria è sembrata ottima, anche nelle dimensioni. 
E' un perfetto piatto unico, soprattutto se la si accompagna con la crema di fagiolini!
Per la crema di fagiolini, non ti resta che scolare i simpatici legumi e frullarli nel solito mixer. 

lunedì 22 giugno 2015

Pasta agli scorfani accidiosi



Fine giugno è per me un periodo di gran trambusto. 
Feste, cene, progetti, anni che passano, traguardi, ricordi, progetti, fini, progetti, cene, anni che passano. 
Fini (non Gianfranco).
Qualcosa finisce a giugno.
Poi c'è settembre, dove qualcosa a volte forse nasce.
E in mezzo?
C'è l'estate. Che per me vuole dire riprendere contatto con il sole e con la terra, con le montagne, con l'acqua. Con tutto quello che c'era e sempre ci sarà nonostante la nostra tracotanza.
Sono felice e anche un po' spaventata quando inizia l'estate. 
La mia estate che pochi capiscono e che molti vorrebbero fosse più produttiva. 
Perché poi, siamo sinceri, la maggior parte di noi crede di fare qualcosa solo nel momento in cui fa qualcosa. 

"Fuggi la folla" diceva Chaucer, "prendi un ritmo lento".

"Sono la folla, sono un uomo solo, sono niente" dichiarava Yeats.

"L'anima sceglie i suoi compagni/ e poi chiude la porta". Emily Dickinson.

E' che non sono Chaucer, non sono Yeats, vorrei avere un briciolo di Dickinson. 
E invece niente.
Per questo la mia calma nel niente, dove io invece ritrovo il tutto, viene confusa con pigrizia.
Non a torto, forse, dal momento che il peccato mio prediletto è l'accidia. Senza dubbio alcuno, scelgo l'accidia.
Ne dico un'ultima, poi passo alla pasta.

Festina lente.
Affrettati lentamente. 


COSA&QUANTO
  • mezza cipolla
  • uno scalogno
  • olio
  • 3 scorfani piccoli
  • sale
  • peperoncino
  • vino bianco
  • un pomodoro rosso
  • olive taggiasche, una manciata
  • pinoli, un cucchiaino
  • basilico
COME
Prepara in padella un soffritto di cipolla e scalogno.
Metti in padella i 3 piccoli scorfani.
Sale e peperoncino
Sfuma col vino
Aggiungi un pomodoro rosso tagliato a pezzetti. 
Cuoci per 10 minuti. 
Togli gli scorfani e mettili da parte. 
Aggiungi in padelle le olive taggiasche, una manciatina.
Pinoli, una manciatina.
Gli scorfani non li hai mica buttati! 
Ti avevo detto di metterli da parte...
Vanno puliti, vanno tolte le spine. 
Vanno sfilettati e messi a tocchetti in padella.
Trattasi di un lavoro certosino.
Che riserva grandi soddisfazioni!
Sei soddisfatto?
Mi raccomando, il tutto a fuoco spento. 
E quante volte lo vuoi cuocere lo scorfano?, mi ha detto mio marito, scandalizzato come sempre di fronte alle mie domande di cucina.
Per ultimo metti il basilico.
Fai bollire la pasta, noi abbiamo usato quella integrale.
Ripassa tutto in padella, impiatta e gusta.
Buonissima la pasta agli scorfani accidiosi!!

mercoledì 17 giugno 2015

OTTO



"Avevamo voglia di un posto bello a Milano. L'abbiamo aperto in Sarpi 10 (poi però abbiamo sbagliato civico)."

Che bollo scoprire posti per caso.
Nella città che è la mia e che credo di conoscere.
Non sappiamo niente, niente di quello che sappiamo di sapere.
Come diceva quel tale (amato) genio dalla barba bianca. Aveva la barba bianca ed io l'ho vista. 
Da Otto ho raggiunto un amico che da Otto lavora, con computer e libri e parole, nella testa e nella pancia.
Nella pancia, se vai da Otto, ci puoi mettere un pranzo da 10€ tutto compreso.
L'acqua è sempre compresa, vale a dire gratuita.
Io ho mangiato un quadrotto.
Non ti dirò cos'è, mi piacerebbe lo provassi.
Se ti piacciono gli ampi spazi, gli angoli nascosti, i sorrisi e la qualità allora vai da Otto.

In via Paolo Sarpi, a Milano, tra il 10 e l'8.
Gira nella vietta cieca che trovi e sei arrivato.
02 8341 7249

martedì 16 giugno 2015

Polpette di zucchine verdi (non fritte)


Mio marito mi sgrida quando al supermercato compro gli hamburger vegetariani, quelli fatti di farro... broccolo... seitan...
Mi sgrida perché dice: "Chissà quanti conservanti e schifezze e..." e poi usa dei termini tecnici e scientifici che io, sinceramente, non ricordo.
E allora fammele tu le ricettine vegetariane che mi piacciono tanto!
Ha promesso che presto arriverà anche l'hamburger, per ora debbo accontentarmi della polpetta.
Queste sono fantastiche perché sono anche al forno, niente fritto per noi! Grazie.
Certo, non sono veganeHanno l'uovo e la ricotta... e allora per ora mi accontento. Per ora.

COSA&QUANTO
  • un cipollotto
  • una zucchina verde e lunga
  • pepe
  • sale
  • olio
  • prezzemolo
  • ricotta di capra, 50 grammi
  • un uovo
  • pan grattato
COME
Fai un soffritto col cipollotto.
Aggiungi la zucchina tagliata a rondelle.
Aggiungi sale e pepe, e anche un po' d'acqua per non fare attaccare tutto!
Cuoci per meno di dieci minuti, devono essere morbide e non stracotte!
Metti le zucchine nel mixer.
Frulla. 
Aggiungi il prezzemolo e una ricottina di capra
Frulla. 
Metti il tutto in una ciotola. 
Aggiungi un uovo. 
Mescola. 
Aggiusta la consistenza con circa tre cucchiai di pan grattato. 
Devi far diventare il tuo composto abbastanza solido. Abbastanza in relazione alla solidità di una polpetta e non al concetto di solidità. Suvvia. 
Prepara una teglia con carta da forno. 
Fai le polpettine. 
Se necessario impanale con pan grattato aggiuntivo.
Disponi le polpettine sulla teglia. 
Informa nel forno ben ben caldo per circa 20 minuti.

mercoledì 10 giugno 2015

Pimiento imbotito



Brutti e buoni questi pimientos che s'è inventato il marito che cucina.
Ricetta consigliatissima anche a chi, come me, non ama i peperoni. Devo dire che questi pimienti sono dolci e leggeri, perfetti per una cenetta estiva. Magari non troppo estiva. Magari eviterei di consumarli durante una serata dai 40 gradi percepiti...
Il marito mi ha raccontato di aver assaggiato questo piatto durante una vacanza con amici a Palma di Maiorca. 
Aveva vent'anni e ricorda di una cena a base di tapas
Poi ricorderà anche altre cose, ma a me racconta solo delle tapas...
Una di queste tapas maiorchine il pimiento imbotito.
Un po' più piccoli di questi, ma la sostanza - crede - fosse questa.
Anzi, dice che i suoi sono persino più buoni!
Sempre il solito modestone.

COSA&QUANTO
  • 6 peperoni verdi dolci
  • 3 fette di pane
  • latte q.b.
  • 2 etti di gamberi
  • prezzemolo
  • mezzo scalogno
  • paprika
  • sale
  • pepe
  • olio
  • un uovo 

COME
Taglia il cappuccio dei peperoni e svuotali. 
Ammolla nel latte 3 fette di pane secco e mettile nel mixer.
Prendi i gamberi, circa due etti e quindi uno e mezzo per peperone, e metti anche loro nel mixer.
I gamberi devono essere sgusciati e crudi. 
Aggiungi nel mixer anche prezzemolo, mezzo scalogno, paprika, sale, pepe. 
Frulla grossolanamente. 
Un filo olio. 
Frulla. 
Aggiungi un uovo e mescola con forchetta, aggiusta di sale. 
Adagia i peperoni su una teglia e riempili di ripieno
Sopra ai peperoni versa olio e sale (ancora? ma... marito!?)
Forno al massimo per circa 30 minuti.

giovedì 4 giugno 2015

La panzanella


Che calura! Oggi ti racconto un piatto fresco, facile, povero e toscano. 
Devi sapere che nel sangue del marito che cucina scorre anche un po' di Toscana. 
E' tutto marino, lui. E infatti non appena vede l'acqua salata, anche solo una misera strisciolina di acqua salata all'orizzonte, lui lo dice: "Finalmente. Eccomi".
"Finalmente. Eccomi" io lo dico in montagna, ovviamente. Potevamo avere una cosa in comune, una?
No.
Come direbbe lui, usando una di quelle espressioni che io detesto e che lui ama, l'esserci incontrati ha fatto sì che entrambi uscissimo dalle nostre comfort zone
L'espressione da me aborrita è comfort zone, ovviamente.
L'esserci incontrati ha fatto sì che entrambi ci spingessimo oltre i confini recintati delle nostre sicurezze.
E io che ci stavo così bene nel mio recintino senza aglio né cipolla!
La ricetta di oggi è quasi a base di cipolla. E lo sai perché? Perché la cipolla è un alimento che costa poco o niente, che fa bene, che reintegra i sali minerali e tutte quelle robe là di cui, ad esempio, i contadini toscani avevano un gran bisogno.
Credo che la versione del marito sia un po' diversa dall'originale.

COSA&QUANTO
  • 3 o 4 pomodori cuore di bue
  • mezza cipolla rossa
  • 1 o 2 fette di pane secco
  • un ciuffo di basilico
  • olio
  • sale
  • pepe

COME
Ammolla leggermente il pane nell'acqua.
Taglia e lava i pomodori in modo grossolano.
Sbuccia e taglia a rondelle la cipolla.
In una ciotola unisci i pomodori, la cipolla e la fetta di pane che avrai spezzato con le mani un po' alla bell'e meglio.
Aggiungi il basilico.
Condisci con olio, sale e pepe.
Mescola.
Puoi consumare la panzanella in solitaria o accompagnarla con ciò che vuoi. Nella foto vedi i cetrioli con la menta.
Il gusto della panzanella, sappilo, è sorprendentemente buono e fresco.

lunedì 1 giugno 2015

Pansoti al sugo di noci. (Chissà che cosa avrebbe pensato Beckett di tutto questo).


Stamane mi sono svegliata così: con la voglia di Beckett
Voglia di Beckett e non di pansoti né, tanto meno, di sugo alle noci.
Ho aperto a caso Samuel Beckett Teatro ed ho iniziato a leggere. 
Te ne leggo un pezzo anche a te, se vuoi. 
Siamo nell'atto secondo di Aspettando Godot, pièces che è inutile tentare di commentare, bisogna leggerla. 
E basta. 
Come la maggior parte della buona letteratura, del resto.
Se non ti sei mai avventurato in Beckett spero con questo assaggio di farti venire voglia. 

I due personaggi hanno un cappello, ed è al cappello che si riferisce Vladimiro quando chiede:

VLADIMIRO   Come sto?
ESTRAGONE   Non so.
V.   Voglio dire, come mi trovi?
E.   Orrendo.
V.   Ma non più del solito?
E.   Tale e quale.
V.   Allora posso tenerlo. Il mio mi faceva male. (Pausa) Come dire? (Pausa) Mi prudeva.
E.   Me ne vado.
V.   Non vuoi giocare?
E.   Giocare a cosa?
V.   Si potrebbe giocare a pozzo e Lucky.
E.  Mai conosciuti. 
V.   Io farò Lucky, e tu farai Pozzo. Forza.
E.   Cosa devo fare?
V.   Insultami!
E.   Schifoso!
V.   Più forte!
E.   Stronzo! Canaglia!

Purtroppo in Italia non c'è la cultura del teatro, scritto o rappresentato che sia. Nelle nostre scuole il teatro scritto viene bellamente ignorato e se non fosse per qualche sparuto accenno a Goldoni o Alfieri (Alfieri?!) saremmo tutti cresciuti ignorando la possibilità di leggere, studiare e godere di un'opera teatrale. Per non parlare poi dei quattro spettacoli in croce che le professoresse decidono di somministrare ai loro poveri (poverissimi) allievi. Pare che scelgano in base al nome dell' autore: facciamo un Pirandello, due Shakespeare e un Molière. Pare se ne sbattano di chi metta in scena i due Shakespeare o come Molière e Pirandello vengano affrontati. Il risultato è che i ragazzi tentano di suicidarsi, o perlomeno di distrarsi, chiusi tra le file buie del teatro in moquette rossa, e non capiscono niente. Assolutamente niente. 
Il risultato è che la maggior parte della gente, così educata, crede che il teatro sia una cosa noiosa.
Neanche i pansoti al sugo di noci sono noiosi, credo, se affrontati col giusto spirito.

Chissà che cosa avrebbe pensato Beckett di tutto questo?
Di tutto questo cosa?
Di questo tutto, ecco di cosa.

COSA&QUANTO

  • noci, 100 grammi (già sbucciate)
  • ricotta, 100 grammi
  • olio
  • sale 
  • pepe

COME
Fai bollire le noci (sgusciate!).
Spela le noci, senza essere troppo pignolo, ma sappi che la buccia della noce è amara assai.
Frulla col minipimer le noci con la ricotta, il pepe, l'olio e il sale.
Per aiutare la crema a diventare omogenea puoi aggiungere l'acqua di cottura della pasta.
I pansoti mio marito li sa anche fare, ma a 'sto giro li abbiamo comprati al Carrefour market!