giovedì 28 maggio 2015

Cocktail di gamberi


Ti dico un segreto: io e mio marito siamo dei potenziali crudisti
E il marito che cucina io credo aspiri a diventare il marito che non cucina affatto.
Il marito che caccia, questo sì. Che procura cibi prelibati da consumarsi senza cottura.
Mi fa molto ridere quando dopo una cena a base di vino rosso, formaggi e salumi lui esclama soddisfatto: "Questa è la mia cena preferita".
Non appena ne abbiamo la possibilità, quindi, andiamo di crudo anche con il pesce e la carne.
Bisogna fare molta attenzione però e instaurare con i commercianti rapporti di fiducia, altrimenti si rischia la pelle - o, almeno, la pancia-.
Nei rapporti interpersonali il marito che cucina è più abile che ai fornelli: chiacchiera, contratta, scherza e alla fine porta a casa la merce più sicura al prezzo più stracciato. Io osservo tutto in disparte, un po' spaventata e un po' incuriosita. 
Una delle ultime prede del marito sono stati questi gamberi pescati che, a detta del pescivendolo, si potevano consumare crudi con grande tranquillità. 
Noi ci siamo fidati. 
E' andato tutto bene.
La salsa rosa l'ho preparata io. Non è che ci voglia molto, soprattutto se, come me, la maionese la compri già fatta.

COSA&QUANTO

  • 50 grammi di gamberi pescati
salsa rosa (x2)


  • salsa Worcester, 7 grammi
  • ketchup, 50 grammi
  • senape, una punta di cucchiaino
  • cognac o brandy, 6 grammi
  • maionese, 50 grammi
COME

Per la salsa rosa devi anche un po' saperti regolare a occhio e a gusto. 
Metti gli ingredienti in una ciotola, mescola e assaggia. Sicuramente ci sarà qualcosa da aggiungere per bilanciare i sapori. Un errore che io faccio sempre con la salsa rosa è abbondare di senape. E invece no. Di senape ce ne deve essere giusto un sentore.
La salsa rosa, ricordo, che quand'ero piccola me la facevo da sola, nel piatto, aggiungendo ketchup e maionese, ketchup e maionese. Ricordo anche dei bambini, miei compagni di classe, che detestavano ketchup e maionese se presi separatamente, ma che andavano fuori di melone per la salsa rosa.
Credo che questa sia una metafora di qualcosa, non so bene di cosa.
L'unico concetto - poco profondo - che mi gira in testa in questo momento è: la salsa rosa? Non proprio adatta alla dieta pre-estate.

"Il gambero è un frutto del mare, te lo puoi fare sia arrosto, bollito, grigliato, al forno, saltato, c'è lo spiedino di gamberi, gamberi con cipolle, zuppa di gamberi, gamberi fritti in padella, con la pastella, a bagnomaria, gamberi con le patate, gamberi al limone, gamberi strapazzati, gamberi al pepe, minestra di gamberi, stufato di gamberi, gamberi all'insalata, gamberi e patatine, polpette di gamberi, tramezzini coi gamberi... e questo è tutto mi pare". 
Bubba spiega a Forrest i mille usi possibili del gambero

domenica 24 maggio 2015

Pasta allo spada con un pizzico di Poli


Paolo Poli, nel suo Alfabeto Poli edito da Einaudi, alla voce CUCINA scrive:

Le convivenze: meno male che il sale lo hai messo tu. Io metto prima l'aglio, poi il pomodoro lo metto a crudo. Per me c'è da impazzire. Credevo che il mio fosse il secolo del sesso, e invece è il secolo della cucina: quando guardo la televisione, ci sono sempre persone che spadellano.

Ho controllato, nel libro non ci sono le voci: sesso, pomodoro, aglio o secolo.

C'è la voce PRIMA VOLTA:

Nella vita di prime volte ce ne sono venti, trenta. Ho raccontato di essere vergine per almeno una ventina d'anni.

La voce pesce spada non c'è, però c'è la voce PECCATO:

Il peccato maggiore è annoiare a teatro. Però l'aveva già detto Oscar Wilde.

Adesso basta però. Comprati il libro!

COSA&QUANTO
  • uno scalogno
  • uno spicchio di aglio
  • una fetta di pesce spada da circa 300 grammi
  • olive
  • capperi
  • sale 
  • pinoli
  • vino bianco per sfumare
  • cinque pomodorini
  • aneto
  • paccheri

COME
In padella, prepara un soffritto con olio, uno scalogno e uno spicchio tagliato a metà di aglio che poi toglierai. 
Metti in padella la fetta di pesce spada tagliata a dadini.
(Il pesce spada noi l'abbiamo pagato 25€ al kg e ne abbiamo presi 300 gr). 
Togli l'aglio e aggiungi: olive, capperi, sale, pinoli.
Sfuma col vino bianco.
Grattatina di pepe nero. 
Aggiungi cinque pomodorini tagliati a metà e l'aneto. 
Versa tre cucchiaini di acqua della pasta che intanto sta bollendo.
Spegni il fuoco perché spada non deve cuocersi troppo sennò diventa stopposo. Inoltre i pomodorini e l'aneto devono rimanere croccanti. In totale cuoci per circa 5 minuti.
Cuoci i paccheri terminando la cottura nella padella col sugo di spada.

venerdì 22 maggio 2015

Pomodori ripieni di famiglia


I pomodori ripieni appartengono alla famiglia di mio marito da generazioni. 
Sono un piatto fresco - anche se con questo tempo pazzo non si capisce né come dobbiamo vestirci né cosa dobbiamo mangiare -.
Sono un antipasto carino e gustoso, frizzante ed economico.
Sono un piatto ligure ma - rullo di tamburi - non contengono aglio!
Te li posto adesso così, magari, sei ancora in tempo per farli stasera.
Mio marito li ha preparati ieri per la prima volta in vita sua e direi che l'esperimento è ben riuscito.
Certo, la mamma è sempre la mamma.

COSA&QUANTO
  • pomodori rossi e tondi (normali), almeno due a testa
  • una scatoletta da 85 grammi di tonno 
  • una confezione di basilico
  • due fette di pane secco 
  • latte, q.b.
  • una manciata di capperi 
  • olio 
  • sale
  • un uovo sodo
  • pepe
COME
Ammolla nel latte le fette di pane secco.
Prepara l'uovo sodo, cuocendolo per 9 minuti da inizio del bollore.
Frulla col mulinex: il tonno, il basilico, i capperi, il tuorlo dell'uovo sodo (solo quello!), un filo di olio e le fette di pane ammollate nel latte.
Aggiungi un po' do olio, sale e pepe.
Taglia a metà i pomodori, togli l'interno e versaci dentro il tuo ripieno.
Del pomodoro utilizza le due metà! Quindi da ogni pomodoro ne verranno fuori due ripieni.
Usa anche l'uovo sodo!  E farciscilo col medesimo ripieno.
Guarnisci con le olive taggiasche.


lunedì 18 maggio 2015

Il Guacamole di L.


Il guacamole è sbarcato nella cucina del marito e non vuole più andare via!! Per anni -anni!- ho insistito invano affinché il marito si destreggiasse con la simpatica salsina verde. E lui: niente. Chissà per quale motivo, a volte si oppone per principio, a priori. 
E va bene che non è una ricetta complicata e va bene che non si parla di pesce o di farinacei ma, ammettiamolo, il guacamole è o non è buonissimo? 
Lo è!
E il marito se ne è finalmente accorto grazie alla maestria della mia amica L., nota produttrice di guacamole per feste, banchetti, bagordi sbevazzanti, nubilati, cerimonie sacre e mica sacre, e chi più ne ha più ne metta.
Da quando il marito ha gustato il guacamole di L. casa nostra è stata letteralmente invasa da avocadi.
Meglio per me!
Adesso, amica e marito, non vi resta che sfidarvi...

COSA&QUANTO
  • un avocado bello maturo
  • una puntina minuscola di aglio
  • uno scalogno
  • un cucchiaio di cumino in polvere
  • un pomodoro
  • sale
  • peperoncino in polvere
  • un limone
  • olio
  • pepe


COME
Taglia a metà l'avocado, sbuccialo e togli il nocciolo.
Metti l'avocado in una ciotola e trituralo con la forchetta, tanto è bello morbido.
A parte, trita l'aglio e lo scalogno. Poi aggiungili all'avocado.
Taglia a cubetti piccoli piccoli il pomodoro, quindi aggiungilo all'avocado.
Aggiungi il cumino, il peperoncino, il pepe, il sale e l'olio (un filo).
Spremi il limone (se ti ricordi di comprarlo è meglio il lime. Noi non ce lo ricordiamo mai).
Versa nella salsa il succo di limone e grattugiaci dentro un po' di buccia.
Mescola bene, ma senza esagerare.
Ottima salsina messicana che sta molto bene con le patatine tipo nachos. Noi ce la scofaniamo ben volentieri anche solo col pane o con i crostoni.
Nota bene: la ricetta non è dell'amica, ma del marito. Per rispetto della privacy.

sabato 16 maggio 2015

Barchetta di melanzana


Mio marito avrebbe voluto fare la pasta alla norma, per questo aveva comprato la melanzana. Poi però, come spesso accade, l'idea della pasta è scemata.
La melanzana sola, senza pasta.
Sola, ma contenta. 
Sola, ma fiera d'essere melanzana.
Guardala là: in mezzo al piatto, la regina della cena.
Ad essere sinceri, in casa nostra dovrei essere io la detentrice assoluta delle ricette aventi come ingrediente principe la melanzana.
Per 'sta volta ho ceduto il posto al marito che cucina.
Avevo poco più di dieci anni quando mia nonna mi ha insegnato a fare la patlegian - non credo si scriva così come si pronuncia-. 
La patlegian, una specie di paté di melanzane tipico della cucina turca (la nonna ha abitato in Turchia quindici anni) è uno dei miei piatti forti. 
Anche la parmigiana reinventata - da me - mi viene piuttosto bene.
Ti confesso infatti che ero un po' scettica quando il marito mi ha presentato questa barchetta.
Che ci posso fare? Ancora una volta ha superato la prova. 
La barchetta non era affatto male.
Anche se la patlegian vince!, vince ancora!
(Un giorno o l'altro posterò la ricetta).

COSA&QUANTO
  • una melanzana
  • 50 grammi di ricotta 
  • quattro pomodorini pachino
  • una manciata di olive
  • una manciata di capperi sotto sale
  • tre rametti di finocchietto
  • sale
  • olio
COME
Taglia la melanzana a metà e,. aiutandoti con un cucchiaio, togli la parte centrale.
A parte, prepara un ripieno di ricotta, pomodorini tagliati a pezzi, capperi, e olive.
Rovescia il composto nella melanzana scavata.
Aggiungi il finocchietto, sale e olio.
Prepara una teglia con carta da forno, disponi le tue due mezze melanzane e cuoci per 30 minuti abbondanti.
Impiatta e condisci con un filo di olio crudo.

venerdì 15 maggio 2015

Soufflé asparagoso della discordia


Sai che mio marito va in giro a dire d'essere il re del soufflé?
Il soufflé gli ha preso il cuore e non può più farne a meno.
Per colpa di un soufflé, questo qui con gli asparagi, stavamo quasi per litigare. O forse no. Abbiamo litigato. Un litigio breve, isterico: "Preferisci il soufflé a me? Ammettilo! Confessa!".
Io avevo voglia di un uovo al tegamino accompagnato da un mazzetto di asparagi cotti al vapore. Uno dei miei piatti preferiti. Semplice, gustoso... Mio marito è inorridito: "Un uovo al tegamino accompagnato da un ciuffo di asparagi cotti al vapore non è un piatto. Ma un insieme di ingredienti".
"E io lo voglio! Voglio l'insieme di ingredienti!"
Mi ero comprata gli asparagi biologici e le uova super biologiche, e non vedevo l'ora di intingere la punta dell'asparago nel rosso dell'uovo.
Non c'è stato verso.
Lo sai che in cucina io non ho voce in capitolo. E se non lo sapevi adesso lo sai.
Ha fatto il soufflè. Buono, eh. Buonissimo.
Ma... che carattere!



COSA&QUANTO
  • 20 gr di burro
  • 30 gr di farina
  • 100 ml di latte
  • 3 uova
  • 20 gr di pecorino
  • asparagi
COME
Metti gli asparagi, tagliati a metà, a bollire.
Sciogli il burro nel padellino, aggiungi la farina e poi il latte. Mescola con la frusta e cuoci per otto minuti, poi spegni e fai riposare per cinque minuti. 
Monta a neve i 3 bianchi. La neve deve essere soda, cioè se muovi la ciotola, la neve non si deve muovere. 
Versa i tuorli nel composto (cioè burro, farina e latte) e mescola. 
Aggiungi una grattata di pecorino o di grana e continua a mescolare. 
Olia la teglia. 
Incorpora i bianchi mescolando dal basso verso l'alto così il soufflé cresce di volume. 
Fai uno strato di asparagi sul fondo della teglia, come se fosse il piedistallo di una torta. Poi versa il composto del soufflé.
Cuoci per 15/20 minuti a 160 gradi.



giovedì 7 maggio 2015

Fiordiponti


Che piacevole sorpresa! Appuntamento con mio padre a Isola, amato quartiere milanese. Volevo portarlo in via Borsieri ma lui mi ha detto: "Vieni in va Pollaiuolo!"
Ed eccolo qui: l'arcinoto Fiordiponti, che da Santa Margherita è sbarcato di recente nella capitale lombarda. 
Evviva!
Se già lo conosci, so che starai già fiondando in Isola (ce n'è uno anche in viale Monte Nero!); se non lo conosci, alla prima occasione ti consiglio di fiondarti.
Questo è il sito www.fiordiponti.com/
Sono aperti dalle 7.30 alle 24.00
Puoi farci la colazione, il pranzo, l'aperitivo... puoi anche fare il take away! 
Io e mio papà abbiamo provato il pranzo e siamo rimasti soddisfatti. Puoi scegliere tra diverse tipologie di focacce e insalate, primi piatti e piatti speciali.
Sono curiosa di provare l'aperitivo!!
Marito, mi ci porti? 

martedì 5 maggio 2015

Tè alla marocchina


Massì che ne ho già parlato del Marocco. L'ho fatto qui con la ricetta del cous cous
Oggi più che una ricetta ti darò un consiglio: ogni tanto, non sempre ma ogni tanto, fermati. Non tutti i giorni, ma ogni tanto, fermati a bere un tè. 
Ogni tanto fermati e bevi un tè se non vuoi perderti in un bicchier d'acqua. 
E' un consiglio valido per tutti i giorni della settimana, ma specialmente per la domenica. 
Lo so che oggi è martedì. 
Domenica non ce l'ho fatta a postare perché siamo andati a visitare il Palazzo Morando a Milano (bello! se sei curioso guarda qui ). 
Il nostro tè preferito è quello alla menta marocchina.


COSA&QUANTO

  • un rametto di menta
  • tè verde (non in bustina)
  • zucchero (normale o di canna)


COME
Fai bollire l'acqua. 
Trasferiscila nella teiera per fare il tè alla marocchina, quindi col filtro. 
Dentro al filtro metti il tè verde e un rametto di menta
Fai bollire per 5 minuti. 
Spegni il fuoco, aggiungi lo zucchero e fai l'ossigenazione per almeno 5 volte.
Il preziosissimo, antichissimo, purissimo processo dell'ossigenazione funziona in questo modo: bisogna rovesciare il tè nel bicchiere e poi nella teiera, nel bicchiere e ancora nella teiera. Ripeti l'operazione per quante volte credi sia necessario (minimo 5).
Prepara i bicchieri con rametto di menta e, a piacere, aggiungi altro zucchero.