martedì 28 aprile 2015

Filetto di sarago con porro e curcuma


Quello che mi piace del lavoro di mio marito, e che un po' - un po' tanto - gli invidio, è che lui prende e va. Solamente oggi, nell'ordine, è stato a Roma, a Isernia, a Napoli e ora si sta dirigendo a Vietri sul mare. Io, invece, sto sempre qui. Vado via solo con la testa e a volte non mi basta. Così è, per ora, la mia vita. Sedentaria. 
E pensare che io non lo sono affatto, sedentaria. 
Non sai quanto mi piace prendere treni, stanziare in stazioni, correre con i cieli che corrono e cambiano sopra alla testa. 
E poi 'sti Penelope e Odisseo... che pesantezza. 
Io non voglio sentirmi Penelope! 
Io sono Odisseo, voglio essere Odisseo.
Il problema è che una coppia fatta da due Odissei non si incontra mai.
Questo è il problema.
Uno dei due deve restare fermo. 
Mannaggia.
Chissà se quale pesce si sparerà stasera il marito che quando è in giro mica cucina?
Io mi consolo col suo sarago.

COSA&QUANTO

  • un sarago
  • olio
  • sale
  • un rametto di menta
  • pepe nero
  • 2 pizzichi di curcuma
  • 1 pizzico di semi di finocchietto
  • 1 porro

COME
Sfiletta il sarago
Ponilo sulla teglia con carta da forno, olio, sale. 
Aggiungi un rametto di menta sminuzzato e una macinata di pepe nero. 
Inforna nel forno caldo. 
Per la base o crema di accompagnamento: fai un soffritto con l'olio e il porro tagliato a rondelle. Aggiungi due pizzichi di curcuma e un pizzico di semi di finocchietto.
Sale e un po' d'acqua.
Cuoci per venti minuti. 
Poi frulla col minipimer. 
Impiatta adagiando il pesce sulla crema.

lunedì 27 aprile 2015

Risotto alla seppia senza il nero


L'hai mai visto Boris? Serie tv di grande e meritata fortuna, italianissima. Con alla base un'idea semplice ma di grande effetto: riprendere la quotidianità di una troupe alle prese con una soap trash e buonista, dove già il titolo è un programma. 
Gli occhi del cuore.
Seppia è il soprannome che Stanis, il divo, dà allo stagista. 


COSA&QUANTO

  • tre seppie
  • uno scalogno
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • riso q.b.
  • brodo di pesce
  • scorza di limone
  • bottarga q.b.

COME
Pulisci le seppie, togli le sacche del nero e mettile da parte. 
Fai un soffritto di scalogno. 
Quando lo scalogno imbiondisce buttaci dentro le seppie tagliate a pezzi. 
Sfuma col vino bianco
Metti il riso direttamente in padella - due pugnetti a testa -. Mescoli. Aggiungi il brodo di pesce fino a fine cottura. 
Ora, se vuoi fare il risotto al nero di seppia, due minuti prima della fine della cottura rompi le sacche in un po' di brodo e aggiungilo al riso.
Se vuoi fare il risotto senza nero sei a posto già così.
Impiatta e aggiungi scorza di limone grattugiata e bottarga. 
Ti interessa un'altra ricetta a base di seppia? Guarda qui!

venerdì 24 aprile 2015

Quiche simpatica, con piselli e fagiolini


Noi siamo del club "Viva la torta salata, sempre e comunque". Anche se la ricetta di oggi, dice il marito che cucina, riguarda una quiche e non una torta salata.
Ah sì? E quale sarebbe, di grazia, la differenza?
Qualcuno dice che la quiche ha l'uovo e la pancetta, qualcun altro afferma non ci sia differenza alcuna, c'è chi sostiene che la quiche sia più chic e chi accusa la torta salata d'essere troppo facile. 
"Anche gli inetti in cucina sanno farcire una torta salata con ciò che avanza nel frigorifero per poi sbatterla nel forno". 
Sai che c'è? Chissene importa. 
La quiche simpatica del marito cuciniero è buona (e simpatica).
Io la preparerò sicuramente alla prima cena con amiche!!

COSA&QUANTO

  • rotolo pasta sfoglia 
  • piselli 
  • fagiolini latte
  • due uova
  • una confezione di pancetta
  • pecorino grattugiato
  • latte
  • mezza cipolla (optional)
  • sale
  • pepe

COME

Sai, quando ha dovuto preparare questa quiche il marito che cucina era un po' di fretta. Perciò ha usato la pasta sfoglia già pronta.
Fai bollire i piselli e i fagiolini in acqua salata. Non esagerare con le dosi: circa una manciata di piselli e due di fagiolini. 
In una ciotola sbatti le due uova e aggiungi circa una tazza di latte. 
In padella fai soffriggere la pancetta - con o senza cipolla.
Scola i fagiolini e piselli, quindi falli rosolare in padella per due minuti.
Versa piselli, fagiolini e pancetta nella ciotola con latte e uova. 
Dai una bella grattugiata di pecorino. 
Aggiungi sale e pepe.
Disponi la sfoglia in una teglia, quindi versa il tuo ripieno.
Metti la torta in forno e cuoci per 20 minuti.


martedì 21 aprile 2015

Risotto per i genitori


Difficile avere i genitori a pranzo, vero? 
Non per il marito che cucina, dirai tu. 
Sbagliato! 
I genitori sono imprevedibili: non si sa mai che cosa gli piaccia, a cosa siano allergici, che cosa non sopportino... del resto per almeno 20 anni hanno provveduto loro - le madri - a pranzi e cene. 
Sai che cosa accontenta sempre tutti? Il risotto. Il risotto è uno di quei piatti che è difficile che non piaccia. Soprattutto qui al nord.
E' anche vero che può essere un po' banalotto... non con l'asparagina!

COSA&QUANTO

  • 20 grammi di burro
  • mezza cipolla
  • 500 grammi di asparagina
  • riso, 2 pugnetti a testa
  • una bustina di zafferano

COME
Prepara un soffritto di burro e cipolla. 
Metti in pentola l'asparagina pulita e falla un po' andare. 
Aggiungi il riso e fallo tostare.
Inizia ad aggiungere il brodo vegetale, un po' alla volta, fino a fine cottura.
Quasi all'ultimo aggiungi lo zafferano stemperato nel brodo.
I genitori del marito che cucina hanno chiesto il bis!
Ti piace l'asparagina? Prova anche questa ricetta !!!

lunedì 20 aprile 2015

Asparago bianco tartufato



Dalla foto non si capisce. Che cosa non si capisce? Niente si capisce. Che cos'è, com'è come si fa.
Innanzi tutto, l'ingrediente base sono gli asparagi bianchi
Poi devo dirti anche che la ricetta è buona e facile.
Buona, facile e di stagione.
Buona, facile, di stagione e veloce
Ricetta perfetta per chi, come me, arriva a casa alle otto e venti di sera e magari ha avuto anche la  - buona, buonissima idea - di invitare amiche e amici per cena. "Vi faccio una cosa semplice, eh". Ecco, la cosa semplice e di grande effetto può essere l'asparago bianco tartufato. 
Sappi che le dosi di questa ricetta sono, come sempre, per due. 
Il marito che cucina ha ideato l'asparago bianco tartufato come piatto unico.
Tu regolati di conseguenza.

COSA&QUANTO
  • 500 grammi di asparagi
besciamella
  • una tazza di latte
  • 10 grammi di burro
  • mezzo cucchiaio di farina
  • un pizzico di sale
  • mezzo cucchiaio di olio al tartufo

COME
Fai bollire gli asparagi per 15 minuti. 
Prepara la besciamella versando nel pentolino: una tazza di latte, burro - non serve sia fuso -, mezzo cucchiaio di farina - non di più sennò poi fa i grumi
Gira con la frusta e aggiungi un pizzico di sale e un filo d'olio al tartufo, circa mezzo cucchiaio.
Nella teglia metti la carta da forno leggermente oliata, adagia gli asparagi  e versaci sopra la besciamella.
Dacci una tritata di prezzemolo e inforna per circa 15 minuti.
Voilà!

domenica 19 aprile 2015

Nerino in torta



Da quando abbiamo scoperto il cavolo nero non lo molliamo più. A dir la verità l'ho scoperto io, grazie al ristorante vegano dove pranzo sempre più spesso. Fosse stato per me non avrei mai comprato di mia sponte un ortaggio che nel nome contenesse la parola cavolo. 
A me il cavolo non è che piaccia molto. Il cavolo nero mi fa impazzire. 
Come gusto, sapore e consistenza non c'entra niente col cavolo normale. Fidati, provalo! 
Noi l'abbiamo preparato in tutte le salse: in padella, in purea, in insalata. 
Questa ricetta che ti proponiamo oggi è perfetta per un pranzo domenicale sul terrazzo. Se sei fortunato e ne possiedi uno. Altrimenti fai come noi: prepara il tortino, riponilo nell'apposito tapperware, e vai al parco.
Buona domenica!

COSA&QUANTO
  • uno scalogno
  • una confezione di cavolo nero già tagliato
  • sale 
  • pepe
  • una manciata di piselli
  • pecorino grattugiato
  • 20 grammi di pan grattato
  • un uovo
  • un filo di latte

COME
Prepara un soffritto di scalogno, aggiungi in padella cavolo nero già tagliato e cuoci per un quarto d'ora aggiungendo acqua sale e pepe. A cinque minuti dalla fine della cottura aggiungi una manciata di piselli
Spegni il fuoco e lascia raffreddare. 
Grattugia il pecorino e sii generoso.
Aggiungi 20 grammi pan grattato, un uovo e un filo di latte
Versa il composto nella teglia con carta da forno leggermente oliata. 
Cuoci per circa 20 minuti.
Aggiungiamo il nuovo pargolo nella lista delle torte - rigorosamente salate - del marito che cucina. Dove? Qui!

martedì 14 aprile 2015

Carciofi alla giudia


I carciofi alla giudia non vanno confusi con quelli alla romana, di cui abbiamo già parlato qui , sebbene abbiano anch'essi un'origine romana. La ricetta è antichissima: risale al XVI secolo e viene dal ghetto ebraico della capitale.
I carciofi alla giudia sono fritti. A mio marito piacciono tantissimo, a me così così. A te?
E comunque, detto tra noi, Roma in questo periodo, tra aprile e maggio, è una favola.
Che voglia di una birretta a Trastevere, che voglia!


COSA&QUANTO

  • 2 mammole (cimaroli)
  • mezzo limone
  • olio di semi per friggere
  • sale
  • pepe

COME
Pulisci le mammole con un coltello eliminando le punte più esterne e mettile a bagno in una bacinella d'acqua con mezzo limone per 15 minuti. 
Scolale e asciugale.
Versa l'olio di semi, in quantità abbondante, in una pentola stretta e alta. 
Poni le mammole nella pentola e cuocile nell'olio caldo da un lato e poi dall'altro per 15 minuti totali. Non devono diventare troppo molli!
Scola i carciofi sulla carta assorbente, aprine le foglie e condisci con sale e pepe.
Dopo 10 minuti rimetti i carciofi nell'olio e friggine uno alla volta a testa in giù. Tieni ben premuto con la forchetta. 
Se ce la fai, anche due alla volta - sempre capovolti all'ingiù. 
C'è chi aggiunge un pizzico di acqua per aumentare la temperatura dell'olio. 
Noi abbiamo troppa paura e non aggiungiamo proprio un bel niente. Giusto una goccia, dice il marito.
Spericolato! 
Spingi bene i carciofi dentro l'olio bollente e sfrigolante. 
Scola sala e asciuga con lo Scottex.

lunedì 13 aprile 2015

Rombo pigro



Cogliere l'attimo. Cioè: essere lì nel momento in cui accade ciò che accade, nel momento in cui bisogna vivere ciò che non si può non vivere. Sapersi godere il momento, nel suo bello e nel suo brutto. Che poi, se te lo godi, non può che essere bello. Il momento. E poi andare avanti, senza farsi opprimere, senza affogare nel mare delle conseguenze che ogni attimo porta con sé. Questo è ciò che mi dico, che mi racconto. Vivere tutto, nel momento in cui il tutto accade. Questa è per me la sfida più grande. Essere lì nel momento in cui il marito che cucina sta cucinando, nel momento in cui mi racconta un pensiero o mi abbraccia o non me la conta giusta. Essere lì mentre il sole tramonta sul Naviglio, mentre un'opportunità si accende, mentre si cammina per strada con le buste della spesa che pesano un po'. 

E anche se ti sembra che niente stia accadendo, in realtà, tutto accade. 
Il niente non esiste.
Anche mentre te ne stai steso sul divano come un rombo pigro, qualcosa sta accadendo. Scopri cos'è quel qualcosa e vivilo!


COSA&QUANTO
  • un rombo da mezzo chilo
  • olio
  • spezie
  • sale
  • pepe
  • pomodorini pachino a piacere
  • pomodori secchi
  • erba cipollina
  • un cipollotto
  • peperoncino
COMEUn rombo da un kg viene 12 euro, quindi per questa cenetta spendi poco più di 6 €! Pulire il rombo è veramente sbatti, ma il marito che cucina ha la soluzione. Basta che togli le interiora e metti il pesce in una teglia oliata. Aggiungi spezie, pepe e sale.  
Cuoci per 20 minuti.
In questo modo, poi, sarà un gioco da ragazzi togliere la pelle al rombo!
Intanto che il rombo pigro cuoce, prepara una casseruola di pomodorini pachino, pomodori secchi, erba cipollina, un cipollotto tagliato a rondelle, sale, olio e peperoncino.
Inforna anche la casseruola a base di pomodori. Casseruola che, una volta pronta, farà da contorno.
Cuoci il contorno per circa 15 minuti.
Preleva il pesce dal forno, puliscilo con facilità e pigrizia, impiattalo e circondalo di pomodori freschi e secchi.
Che te lo dico a fare? Questo rombo pigro è un piatto da urlo!

martedì 7 aprile 2015

Calamari romani



Pasqua e pasquetta alla grandissima per il marito che cucina e la sottoscritta! Non ci credi? Vai a vedere la pagina delle Feste, qui , dove ho postato la foto delle gocce di cioccolato che abbiamo usato per fare gli ovetti! Come è andata? Beh, diciamo che dalle nostre parti ci sentiamo più portati per il salato. Comunque ti racconterò anche delle nostre uova. 
Non oggi.
Oggi non ho voglia di cioccolato, di torte salate o colombe.
Ho voglia di calamari.
Questa ricetta è facilissima, velocissima e ti garantisce un successo immediato, dirompente.
I calamari fatti in questo modo ci ricordano Roma
Roma e le giornate passate al mare e i barbecue di pesce fatti nel giardino di casa a mezzanotte...
Tra i protagonisti dei nostri barbecue c'erano sempre i calamari.
A Milano non abbiamo nessun giardino, nessun mare, nessuna carbonella.
Mio marito ha trasformato la ricetta così:

COSA&QUANTO
  • 3 calamari 
  • un mazzetto di prezzemolo
  • un mazzetto di menta
  • olio
  • uno spicchietto di aglio
  • sale, q.b.
COME
Pulisci i calamari o fatteli pulire dal pescivendolo.

Prepara un trito di menta, prezzemolo e aglio.
Disponi i calamari sulla teglia oliata e condisci con il trito, olio e sale. 
Inforna e cuoci a 200° per 20 minuti. 
I calamari romani sono perfetti come antipasto per una cena speciale, oppure come secondo o piatto unico per una cena infrasettimanale. 
Se ti piacciono i calamari, guarda questa ricetta qui (un po' più elaborata!). 

giovedì 2 aprile 2015

Farinata asparagina


Uff... che stanchezza. Che voglia di vacanza. Con queste giornate spaziali come si fa a stare chini su di un computer o su di un microfono? E poi, non so te, ma io è da ieri che penso sia venerdì. 
E invece ieri era mercoledì. E oggi è giovedì.
La mia voglia di vacanza verrà parzialmente appagata: farò un week end lunghetto campagnolo... non vedo l'ora!
A proposito di campagna, ti propongo un'altra ricetta fatta con le verdure di stagione: gli asparagi selvatici! 
Gli asparagi selvatici sono più piccoli e sottili di quelli normali e solitamente si mangiano in frittata o in pasta. Il marito che cucina li ha fatti in farinata! L'hai già letta la ricetta della farinata? Dai un occhio qui !



COSA&QUANTO
  • 2 tazze di acqua
  • 2 tazze di farina di ceci
  • un filo di olio
  • 2 prese di sale
  • semi di papavero
  • pepe
  • paprika
  • asparagi selvatici, circa 500 gr.
COME
Fai bollire gli asparagini per 20 minuti.
In una ciotola versa 2 tazze d'acqua, 2 tazze di farina di ceci, un filo di olio, due belle prese di sale. 

Mescola con la frusta e aggiungi: semi papavero, pepe, paprika. Aggiungi gli asparagi. 
Olia la teglia abbondantemente. 
Versa la farinata asparagina. 
Spolvera di papavero
Inforna nel forno caldo per circa 20 minuti.
Vegan vegano!! 

mercoledì 1 aprile 2015

Torta sivona


Il marito sperimenta le erbe di campo: è primavera! 
Nella cultura contadina di un tempo si faceva così, con l'arrivo della bella stagione ci si alimentava con erbe commestibili. 
E quindi la gente andava per prati. Che bello. Bello quando per prati ci si andava con cognizione di causa e non a casaccio, predisposti ad una bella intossicazione alimentare.
Tipo, io non ne riconoscerei una di erbetta. Mio marito forse il tarassaco - dice. 
Con questa ricetta il marito che cucina vuole riportare alla luce un'erba sconosciuta ai più. I sivoni!!! I sivoni sono fantastici, fanno un sacco bene, contengono tante buone proprietà nutritive ma anche drenanti. E poi, lasciatelo dire, sono buoni.
Il marito li ha fatti in pasta e li ha ben benpimpati... mai essere troppo sani!

COSA&QUANTO
  • uno scalogno
  • 100 gr. di guanciale (una vaschetta)
  • 500 gr. di sivoni
  • un uovo
  • una ricottina da 100 gr.
  • 3 cucchiai di pecorino
  • olio
  • sale
per la pasta:
  • due tazze di farina
  • una tazza di acqua
  • un filo di olio
  • mezzo cubetto di lievito
COME
In padella soffriggi uno scalogno, poi aggiungi una vaschetta di guanciale
Aggiungi i sivoni
Cuoci per due minuti, fai abbassare i sivoni, poi spegni il fuoco. 
Per la pasta: due tazze di farina, acqua, olio - un filo - e lievito sciolto in acqua calda. 
Impasta. 
Stendi una sfoglia sottilissima col mattarello facendo bene pressione. 
Nel padella con i sivoni aggiungi un uovo e una ricottina da 100 grammi (a freddo!).
Sale. 
Pecorino grattugiato - circa 3 cucchiai -. 
Dividi la sfoglia in due pezzi: uno più grande e uno più piccolo per farci il cappellino. Puoi anche fare un'unica sfoglia più ampia e poi richiudere la parte superiore.
Adagia la sfoglia nella teglia con carta da forno oliata. 
Versa il composto sulla sfoglia. 
Richiudi.
Se ti avanza un po' di pasta fai come me: focaccelle con pomodori secchi! Buonissime! Le ho fatte io, giuro! 
Il mio odio per gli sprechi è così grande da farmi cucinare?!
Inforna la torta sivona a 200 gradi per 30 minuti circa.