martedì 27 gennaio 2015

Zuppa del ravanello mascherato

Lo scorso fine settimana siamo andati a sciare. 
Non lo facciamo quasi mai, di prendere e andare. Di lasciare tutto e andare. E invece lo scorso fine settimana l'abbiamo fatto. E continuavamo a dircelo: "Che bravi, abbiamo fatto proprio bene".
Io e mio marito siamo diversi in tutto, non c'è niente che ci accomuni. A parte il superio. Senza sfociare nella psicanalisi da bar, il fatto che sia io che mio marito siamo ben dotati di superio comporta una serie di cose. Difficile andare in vacanza, anche solo per un giorno, quando tutto fa supporre che non sia proprio il caso di andare in vacanza. Tipo: "eh ma la casa, non ce l'ho fatta a pulirla in settimana... poi ci sono le lavatrici da fare... il riciclaggio... e poi se non andiamo al mercato come facciamo con i carciofi? E abbiamo la tapparella bloccata a metà da una settimana e le piante secondo me stanno morendo e poi devo portarmi avanti col lavoro perché so già che settimana prossima sarà un delirio". Detta così sembriamo due scapestrati disorganizzati. In realtà siamo molto bravi. Mai abbastanza però. Mai abbastanza bravi per noi stessi. Gareggiamo senza sosta, ci affanniamo, con l'occhio rivolto al superio: sto andando bene? come sto andando? sono bravo? Capisci anche tu che partire per due giorni senza aver stirato le camicie, pulito il bagno, risposto a quella mail o lavorato a quel pezzo è stata una vera e propria trasgressione. Felici della nostra trasgressione ci siamo detti che stiamo migliorando, col tempo alcune cose le stiamo capendo. 

 
Per esempio, fino a poco fa anche un fine settimana in montagna poteva diventare un lavoro, un compito da svolgere nel migliore dei modi possibili: sveglia alle sei, partenza alle sei e trenta da Milano, sci ai piedi alle nove e via fino alla chiusura degli impianti. Per pranzo? Un panino portato da casa e una minestrina conservata nel thermos. Pian piano ci stiamo tranquillizzando, pare. O forse abbiamo imparato a dividere. A gettare tutte le nostre ansie da primi della classe nella settimana e abbiamo iniziato a ritagliarci degli spazi di trasgressione nel fine settimana. Non credo questo sia l'equilibrio auspicabile. Mi sa molto di festa dei folli, di carvevale o di college ingese. Credo però che imparare a ritagliarsi degli spazi altri sia di importanza vitale. Spazi in cui far entrare solo chi si vuole fare entrare, spazi in cui non è necessario dire sempre di sì. Momenti in cui ci si rilassa, si buttano giù le maschere, ci si riappropria dei propri desideri, in cui si accarezzano le proprie mancanze e si respira, finalmente, senza pesi sul petto. Questi momenti, per me, spesso coincidono con la riscoperta della natura. Quando sei lì che scivoli giù senza opporre resistenza, come sai che le tue nonne e bisnonne hanno fatto prima di te, quando sei lì che scivoli e ti sembra che non ci sia nessuno intorno a te. E forse, davvero, non c'è più nessuno. E ci sono solo le montagne, tutte intorno, che proteggono e incitano e ricordano il ritmo regolare dei giorni e delle stagioni. Quando sei lì, allora puoi finalmente respirare.

Tornati a casa domenica sera, mio marito mi ha sottoposto il ravanello mascherato. Poche cose, lo sai, non mangio. Il ravanello ad esempio. Non ne capisco la necessità. A mio marito, lo puoi immaginare, piace molto. E allora, come si fa con i bambini malmostosi che mangerebbero solo patatine fritte e cotoletta, mio marito mi ha sottoposto il ravanello mascherato in una zuppa. La mamma del bambino malmostoso, per fare mangiare al figlio il ravanello lo deve friggere, a mio marito basta una zuppa. 

COSA&QUANTO
  • mezza cipolla bianca
  • 5 patate novelle
  • 10 ravanelli
  • olio
  • dado vegetale
  • sale
  • pepe
COME
Trita mezza cipolla bianca in un tegamino e falla soffriggere con  un filo d'olio. Pela le patate novelle- quelle piccole. Se in casa hai solo quelle grandi ne bastano due. Pela i ravanelli. Taglia ravanelli e patate a tocchi e mettili nel tegame. Spezzetta nel tegame le foglie dei ravanelli (operazione, a detta di mio marito, fondamentale!). Aggiungi acqua a sufficienza e il dado vegetale- noi ne usiamo uno biologico che si chiama Condì tutto vegetale. Fai cuocere mezz'ora. Prima di servire schiaccia alcune delle patate con la forchetta direttamente nel tegame. Condisci con pepe e olio crudo.

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