sabato 3 gennaio 2015

Vellutata di San Basilio


C'è una mia amica che sono anni che dice: "Bisogna fare un film sui Capodanni." E lo dice con la stessa scioltezza con la quale un altro potrebbe dire: "Bisogna buttare la spazzatura" o "Bisogna finire il latte che poi scade."
La mia amica- che è una persona esistente, non sono io- non l'ha ancora fatto il film sui Capodanni, ma mi ha assicurato che l'idea non è stata abbandonata. 
Me l'ha assicurato durante il nostro viaggio per andare a passare insieme il Capodanno. Che comunque non è stato da film, perché la vita non è un film- come canta il buon J-AX. 
Come lo faresti tu un film su San Silvestro?
Fallo come vuoi, ma non come Capodanno a New York (New Year's Eve), la noiosissima pellicola che abbiamo visto io e mio marito la sera del penultimo dell'anno. Noiosissimo nonostante interpreti come Robert De Niro. Noiosissimo perché accade esattamente ciò che ti aspetti accada in un film sul Capodanno, e che invece non accade mai nella vita vera. Un esempio? Una tipa rimane bloccata in ascensore insieme a Ashton Kutcher; la tipa è la corista di Jon Bon Jovi e proprio quella sera, durante il concerto di Capodanno, avrebbe dovuto dimostrare tutto il suo talento e svoltare così la sua carriera. Ma rimane bloccata in ascensore con Ashton Kutcher, un disadattato che odia San Silvestro. Con un trucchetto da 12enni, la corista e il disadattato quasilimonano. E dico quasi perché proprio mentre stanno per limonare l'ascensore si sblocca. La corista riesce così ad arrivare in tempo al concerto che le cambierà la vita e... Jon Bon Jovi le lascia il posto da solista perché decide che la bionda del catering- sua ex fidanzata mollata praticamente sull'altare l'anno prima- è l'unica cosa che conta davvero. 

Davvero? Davvero davvero? Maddai! Neanche noi con un ipotetico Capodanno a Milano saremmo riusciti a produrre una così lunga caterva di stucchevoli coincidenze. E non ti ho raccontato di Sarah Jessica Parker- sempre nello stesso film- che dopo aver deciso che la figlia 15enne è abbastanza grande da poter passare il Capodanno con le amiche e il ragazzo che le piace, si toglie gli zoccoli di pelo a cui è tanto affezionata, indossa un paio di vertiginose scarpe argentate e, davanti a un ristorante che adesso non c'è più ma prima c'era, incontra l'uomo a cui aveva dato appuntamento un anno prima ("se il prossimo anno penserai ancora a me, allora ci metteremo insieme"); l'uomo, nonostante gli imprevisti della vita e la sua carriera da sciupafemmine, pensa ancora a lei e, col suo abito più bello e una bottiglia di champagne, arriva in tempo all'appuntamento davanti al ristorante che prima c'era e adesso non c'è più.
Dai. Dai!
Il Capodanno di tutti noi è molto più simile all'Angelo sterminatore di Bunuel (lui sì, lui sì che sa come si fa). Se non l'hai visto, guardalo. Guarda tutto Bunuel, parti dall'Angelo sterminatore e poi dimmi se non ti ricorda il Capodanno che hai appena passato. E non dirmi che nella vita non accade mai di rimanere intrappolati in una stanza senza sapere perché.
Nel film di Bunuel non è Capodanno, è una sera qualsiasi. E in effetti il Capodanno è una sera qualsiasi. 
Tutto sta nell'accezione che si dà alle cose, ai giorni, ai cotechini. 
Il Capodanno potrebbe essere anche oggi, anche adesso. E invece è stato 3 giorni fa. Chi l'ha deciso? Chi l'ha deciso che a Capodanno bisogna indossare qualcosa di rosso, mangiare le lenticchie che portano soldi, baciare la persona che ami, lanciare petardi contro la finestra chiusa e farsi saltare 5 dita?
Chi l'ha deciso che se fai una cosa a Capodanno poi la fai tutto l'anno?
Eppure noi sottostiamo. Sottostiamo alle tradizioni oppure ci remiamo contro, che poi è uguale. Abbracciamo la causa delle stelline e dello spumante, oppure ci schieriamo vivamente contro stelline e spumante. Che poi è la stessa cosa. Abbracciare o non abbracciare, sottostare o non sottostare. Ci sei, sei lì, a San Silvestro, puoi anche incrociare le braccia e dire che non te ne frega niente, prima o poi incontrerai una corista di Jon Bon Jovi che ti farà cambiare idea. 
Il punto credo sia sempre quello, che sia il 31 dicembre o il 24 maggio, quello che conta è stare con chi ami. E' stare con te stesso. 
Ma io ti ho ingannato e non ti parlo di cotechini o lenticchie. 
Perché il Capodanno è tutto un inganno. 
Ti parlo della vellutata del 2 gennaio, la Vellutata di San Basilio. Quella che ci siamo fatti io e mio marito ieri sera, alle 22.30, dopo un viaggio di 3 ore e mezza e una giornata di sci. 


COSA&QUANTO
  • mezzo chilo di zucca
  • una cipolla
  • olio
  • sale
  • pepe
  • una manciatina di funghi secchi 
  • pecorino
COME
Metti a bagno i funghi in un pentolino con acqua calda fino a che non diventano molli.
Fai un soffritto di cipolla.
Fai rosolare la zucca e i funghi per due minuti.
Aggiungi acqua, sale e pepe.
Cuoci per 30 minuti.
Frulla col minipimer.
Impiatta.
Condisci con olio crudo, pepe e pecorino grattugiato.
A me è piaciuta di più della Vellutata incantata, ma forse solo perché non sopporto più lo zenzero. 

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