lunedì 5 gennaio 2015

Torta salata al topinambur solitario



C'era una volta un reuccio viziato e dispettoso, col naso a patata e lunghi boccoli biondi. Il reuccio era malato di noia. Era così malato che s'annoiava anche dormendo. Quando non dormiva, s'aggirava con fare annoiato per le stanze del palazzo, senza trovare nulla che potesse dargli sollazzo. Ogni stanza era diversa eppur così uguale a se stessa! A nulla servivano gli sforzi dei tappezzieri: velluto, seta, broccato, ori, pavoni e paillettes annoiavano il reuccio quanto il cotone. Nemmeno madre natura riusciva a guarire il reuccio, che guardando dalla finestra sospirava affranto: "che noia." A sud il mare, a nord le montagne, a est il lago e a ovest la campagna. Sempre la solita solfa: sud, nord, est, ovest. Mare, montagne, lago e campagne. Il mondo è davvero tutto qua? Il reuccio passava dalla noia all'ira e dall'ira alla noia. S'adirava per colpa della sua stessa noia e poi finiva per annoiarsi della sua stessa ira. 
Il suo più grande tornemnto erano i pasti: sempre uguali. Sempre alla solita ora. Colazione, pranzo e cena. Colazione, pranzo e cena. E' possibile avere un po' di varietà in questo reame? Il cuoco di corte aveva così provato a proporre al reuccio la colazione all'ora di cena e la cena all'ora del pranzo. Per una settimana il reuccio si era lasciato solleticare dalla novità, ma allo scoccare dell'ottavo giorno era piombato nuovamente nella solita monotonia: "Basta, basta, non ne posso più di mangiare pastasciutta alle sette del mattino e fette biscottate alle otto di sera!"

Nella corte già si tramava la congiura: "A morte il reuccio annoiato! A morte, a morte!" quand'ecco che dalla folla in tumulto si levò una voce aggraziata: "Forse ho io la soluzione". La voce aggraziata apparteneva a un giovane contadino, famoso in tutta la contea per essere il solo, unico e indefesso coltivatore di topinambur. "Proporrò a sua maestà topinambur in tutte le salse e cotture, vedrete che l'uggia non la farà più da padrona! Ah ah!". Vedendo il suadente contadino tanto convinto, dalla folla si levò un unico grido: "Topinambur! Viva il topinambur!" Il grido si fece sempre più forte e arrivò a soffiare nelle tediate orecchie del reuccio. Il reuccio arricciò il naso a patata e chiese con tono frizzantino: "E che cos'è mai questo topinambur?" 
Il contadino venne chiamato a corte e a furia di sfornare topinambur in tutte le salse divenne presto chef stellato del reame. Grazie al topinambur la noia venne scacciata per sempre, non solo da corte ma dall'intero reame.
Il contadino di topinambur era sicuramente un avo di mio marito.
Ti avevo già parlato della torta di topinambur di Natale: ecco la ricetta.

COSA&QUANTO 
  • 6 topinambur
  • olio
  • mezza cipolla
  • sale
  • pepe
  • 20 gr di burro
  • un uovo
  • una sfoglia Buitoni
COME
In padella cuoci i topinambur con olio, cipolla, sale e pepe per mezz'ora. 
Spegni fuoco e aggiungi il burro. In una ciotola rompi l'uovo e versa una tazza di olio. 
Versa i topinambur dalla padella alla ciotola. 
Stendi nella teglia oliata la sfoglia Buitoni. Poi versa il tuo preparato dalla ciotola alla teglia. 
Cuoci in forno preriscaldato a 180° (eventualmente, prima di infornare, regola di sale).


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