sabato 31 gennaio 2015

Fantasia di risotto


Mi piace molto vedere mio marito che cucina. E lui forse non lo sa. Non lo sa perché non gliel'ho mai detto. E' il suo modo di esprimersi, messo a mia disposizione- fatto apposta per me. 
Sì perché io non ci sono quando lui parla e contratta e scherza e convince arabi, turchi, cinesi e olandesi. Non ci sono quando espone un progetto o un risultato. Non ci sono quando armeggia con le sue doti naturali e le farcisce di tecnica, coraggio ed entusiasmo. Ci sono quando cucina e non sempre sono felice. Spesso sono stanca, impigrita e avrei davvero voglia di "ordinare sushi", come dice la pubblicità. E poi io non sono una che mette gli striscioni, non sono- ahimè?- una di quelle compagne/ragazze pom pom che saltella e scodinzola ad ogni fiato del proprio compagno/capitano della squadra di rugby. Allora faccio questo blog- e lui non lo sa- un po' per imparare- spero!- un pochino anche io e un po' per dirgli che è bravo, che a me piace e che sono felice di assistere ogni giorno al suo entusiasmo. Per la cucina, ma soprattutto per la vita. Noi, donne un po' timide, con la testa spesso altrove e i pensieri sempre in circolo abbiamo bisogno di fare un blog per dire a nostro marito: mi piaci. 

L'ideale sarebbe riuscire a sciogliere dall'interno questo carapace, senza aspettare- ogni volta- che l'altro ci tiri fuori dal guscio a suon di calci (metaforici eh), pugni (sempre metaforici) e carezze. L'ideale sarebbe riuscire a viverlo un po' di più questo presente, invece di dover sempre correre dietro a treni in partenza, quando il danno orami è stato fatto e il tempo è scaduto. E' anche vero che noi, donne un po' timide, viviamo molto nel reale. Ed è forse solo grazie al nostro carapace che riusciamo a starci, in questo reale, per guardarlo un po' da fuori, per rifletterci un po' su- quando ormai il danno è stato fatto e il tempo è scaduto.
Così, quando guardo mio marito che cucina io lo rivedo bambino. Quel bambino che non ho mai conosciuto ma che immagino esaltato e stupito nell'apprendere le diverse forme e colori dell'universo. Un bambino ormai ragazzo che strabuzza gli occhi mentre scopre il potere alchemico delle formule e degli ingredienti. Un ragazzo ormai uomo che annuisce soddisfatto e si stropiccia le mani mentre assaggia- e mi guarda assaggiare- la nuova ricetta che ha creato.

COSA&QUANTO
  • una manciata di funghi porcini secchi
  • olio
  • 50 grammi di prosciutto toscano 
  • dado vegetale
  • una bustina di zafferano
  • mezza cipolla rossa
  • riso per grandi risotti Carnaroli (2 pugnetti a testa)
  • 7 baccelli di fave
  • timo
  • sale
  • pecorino
COME
Per prima cosa metti a bagno in una ciotolina di acqua bollente i funghi secchi. Versa in un padellino un filo di olio e mettici dentro a far croccare il prosciutto toscano tagliato a fettine lunghe e alte. Nel senso che al banco della gastronomia avrai detto così: "una fettina di prosciutto toscano tagliato spesso, per favore."
Prepara il brodo in un pentolino con acqua e dado vegetale- noi adesso usiamo sempre il condì tutto biologico
In un tegame di coccio fai soffriggere la cipolla, aggiungi i funghi e infine il riso. Fai tostare il riso e poi aggiungi il brodo un poco alla volta, come solo tu sai fare.
Per la cremina: in una padellina fai tostare le fave con olio e timo per circa un minuto, poi aggiungi un pizzico di sale e meno di mezzo bicchiere di acqua. Cuoci per cinque minuti.
Una volta cotte le fave, frullale col minipimer e aggiusta eventualmente di sale.
Condisci e guarnisci la tua Fantasia di risotto con le striscioline di prosciutto in cima e la crema di fave a lato. Spolvera il piatto con una grattugiata di pecorino. 

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