venerdì 12 dicembre 2014

Vellutata Raperonzolo

Tu non lo sai, ma quando ho conosciuto mio marito lui non mangiava un sacco di cose. Per esempio i formaggi. Niente formaggi, ad eccezione di qualche rara mozzarella di bufala. Ma come si fa a vivere senza formaggi?
Niente formaggi, niente salumi, ma soprattutto: niente vellutate, minestre, minestroni, zuppe, minestrine, brodini, pastine. Mio marito credo fosse uno di quei bambini: solo pasta in bianco. Pasta in bianco a pranzo e pasta in bianco a cena. Io i bambini pasta in bianco non li sopporto. Assaggia, no? Bambini schizzinosi che poi diventano adulti schizzinosi. Adulti che separano gli ingredienti nel piatto e che guardano nel tuo di piatto per poi fare boccacce se ti vedono mangiare quello che loro mai e poi mai potrebbero mangiare. 
Se non sei una persona dotata di fantasia o curiosità, almeno sforzati di avere un minimo di buona educazione, caro adulto schizzinoso. Se sei diventato un adulto schizzinoso vuol dire che i tuoi genitori sono stati troppo indulgenti con te quando eri un bambino solo pasta in bianco. Per fortuna che mio marito mi ha incontrata quando non era ancora totalmente adulto. Io non sono una persona indulgente ed è grazie a me che ora mangia- e cucina- di tutto. Non sono una donna indulgente e non ero una bambina pasta in bianco. Sono sempre stata felicemente onnivora, quasi sempre. Ho avuto il periodo vegan vegetariano, supportato però da una ideologia e non da una attitudine fisica.
Ah, sì. Mio marito dice che da piccolo mangiava anche i carciofi. Pasta in bianco e carciofi, ma le vellutate no.
Adesso sì però. 

Vellutate a go go.
Ode alla vellutata del marito.
Sull'onda del daikon, oggi ti propongo un nuovo ortaggio, nuovo per casa nostra perché magari tu lo conosci benissimo. Il sedano rapa. Del sedano rapa non c'è niente da capire, come direbbe De Gregori ("ma se i tuoi occhi fossero ciliege/ io non ci troverei niente da dire/ e non c'è niente da capire" Ah! Che bello. Che-bellezza).
Il sedano rapa non va capito, va assaggiato.

COSA&QUANTO
  • un sedano rapa
  • una patata
  • 60 gr di catalogna
  • uno scalogno
  • olio
  • sale
  • pepe
  • pecorino
COME
Pulire il sedano rapa è complicato. Ti serve un coltello robusto e tanta buona volontà, devi andarci giù pesante.
Una volta tolta tutta la buccia, taglia il sedano rapa a tocchettoni. 
In pentola, fai un soffritto di scalogno e olio; aggiungi il sedano rapa, la patata e la catalogna. La catalogna è fatta dalle foglie delle puntarelle, ma al supermercato la trovi anche in confezioni separate. Noi avevamo comprato le puntarelle al mercato, quindi invece che buttare le foglie come spesso si fa- soprattutto quando non sono tanto belle- le abbiamo usate per questa vellutata. Invece le puntarelle le abbiamo mangiate un po' in pinzimonio e un po' fatte alla romana (post in arrivo!).
Dopo aver aggiunto la catalogna, sala e pepa.
Fai cuocere per 30 min. 
Poi frulla col minipimer. 
Impiatta e aggiungi ancora pepe- se ti piace tanto come piace a noi- e una grattata di pecorino- in casa nostra: niente grana, solo pecorino.
Sai che sono una che non si sbilancia, ma a questa vellutata io dico sì
Un sì per te, Raperonzolo!

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