giovedì 4 dicembre 2014

Taglierin tellin

Ricetta perfetta per il venerdì sera dei voglio ma non posso. 
"Il venerdì sera vorrei andare a ballare, ma non posso."
"Perché non puoi?"
"Eh, sai, lui arriva tardi e quando arriva dobbiamo fare la spesa..."
La spesa del venerdì sera è da horror, horror vacui. 
E' la spesa alla quale non puoi rinunciare, o non vuoi. Perché "dai, è venerdì sera.
Non possiamo accontentarci di un'insalata e quattro pomodori.
"Ma c'è anche un pezzo di toma e forse nel freezer ci sono ancora i fagioli di sei mesi fa."
Il venerdì sera, se non vai a ballare ti devi premiare. Questo è il mantra. Niente vellutate o topinambur raganati. Il venerdì sera esige tacchi a spillo, rossetto e bottarga. 
"Fino a due anni fa il venerdì sera andavamo a ballare"
"Davvero?"
"Beh, magari non a ballare, ma sicuramente non andavamo a fare la spesa"


Quando superi i 25 anni e non sei in Erasmus, succede più o meno questo: la tua casa è carina, ha tutto, un divano senza coinquilino sdraiato con birra, un tavolo vero e non da campeggio, un frigorifero alto quasi come te... dopo i 25 anni è anche bello godersi una casa, se si ha la fortuna di averne una. Noi siamo fortunati e anche molto felici. Sempre. Quasi sempre. 

Il venerdì sera, no. Non quando sono le 21.15, abbiamo fame e niente di pronto. Neanche dei pistacchi.
"Li hai presi i pistacchi?"
"Oh, no! I pistacchi!"
Siamo sempre molto felici tranne il venerdì sera, quando lui inizia a cucinare alle 21.22 e io per ingannare il tempo piego i calzini, faccio una lavatrice, svuoto la lavastoviglie e apparecchio con la tovaglia bella perché "dai, è venerdì sera."
Lo so, c'è Crozza. Ma se mi metto a guardarlo poi mi sento in colpa perché mio marito cucina e io rido con Crozza. Il mio superio non mi permette certe scelleratezze.

Quando ci sediamo a tavola, alle 22.30, io gli racconto quanto sono stata brava ad appaiare tutti i calzini, tutti! Non ne mancava neanche uno, neanche uno!
La cena del venerdì sera è proprio come ce la si aspetta: tacchi a spillo (sì, sì) e bottarga (quella è già più facile). Poi, se proprio abbiamo esagerato col limoncello, balliamo. Balli sfrenati tra l'ingresso e il corridoio. A volte, invece, ci lasciamo abbindolare dal richiamo del divano, non senza riprometterci che "Domani è sabato. Domani facciamo serata."


COSA&QUANTO
  • una retina di telline (ne surgeli metà per i venerdì futuri)
  • aglio
  • olio
  • vino bianco
  • bottarga
  • prezzemolo
  • taglierini

COME
Le telline sono le zie ricche delle vongole. 
Lasciale in acqua per due ore, perché anche se costano una fraccata di soldi sono piene di sabbia (ma non te le può pulire il pescivendolo??). Ecco, se vuoi fare i Tagliarin tellin il venerdì sera, è necessario che ti metta a cucinare prima delle 21.15. Sennò puoi fare come noi e mangiare alle 23. Yuppi!
"Dai, la spaghettata delle 23 fa molto studenti erasmus ventenni"
"Mavvà, quelli alle 23 stanno facendo il pisolino pre serata. Gli spaghetti alle sei del mattino." 
(Mio marito, talvolta, mi lascia interdetta.)
"Okay, ma senza telline. Al massimo ci mettono la pasta d'acciughe."
Trascorse le due ore, butta le telline in pentola senza aggiungere niente. Questa mossa serve a farle aprire. 
Dopo aver fatto aprire ben benino le telline, mettile in padella con olio e aglio. Aggiungi il sempre amato prezzemolo tritato e il vino. 
Fai bollire i taglierini, scolali e tieni da parte due cucchiai dell'acqua di cottura. 
Adesso fai passare i taglierini in padella insieme al tuo sugo di telline e aggiungi i due cucchiai di acqua di cottura, in modo da creare quella cremina che ti piace tanto quando vai al ristorante il venerdì sera. 
Mentre taglierini e telline saltano in padella e fanno conoscenza, aggiungi una bella spolverata di bottarga per ravvivare l'atmosfera. 
Se poi sei un amante della bottarga puoi anche aggiungerla a freddo direttamente nel tuo piatto. Ti ci puoi anche lavare i denti, se vuoi. Puoi fare tutto, è venerdì sera.

Nessun commento:

Posta un commento