domenica 21 dicembre 2014

Radicchiotto


Risotto di stagione, ideale per cena natalizia con amici. Risotto, salumi e formaggi. Vino e panettone (o pandoro) e sei a posto.
Mi dicono dalla regia che il radicchio non è che piaccia a tutti. 
Davvero? Non ti piace il radicchio? 
Se sei invitato a cena a casa di amici e ti fanno il radicchio, e il radicchio proprio non ti piace... che fai? Dichiari il tuo disgusto oppure taci e mangi? Se sei una persona educata, credo tacerai e mangerai. Alla fine della serata, magari, lancerai una frecciatina: "Il radicchio, comunque, non è che piaccia a tutti."



E con la tua compagna o il tuo compagno? Come agisci? Dichiari o non dichiari? E con te stesso? Sei in grado di sentire e sapere cosa ti piace e cosa invece no? 
Sai perché ti chiedo queste cose? Perché il Radicchiotto è anche un ottimo piatto a due, per te e lui o lei. Un piatto che richiede cura, ma che è anche molto semplice. Come la cosa che state costruendo, o avete già costruito. La vostra relazione. In questi giorni di feste, parenti e amici, giorni in cui ci hanno detto: si fa così, giorni in cui siamo stati abituati a fare così, sarebbe bello fermarsi davanti a un piatto di Radicchiotto e sentire a che punto si è. 
In True detective, la serie che nell'ultima settimana mi ha stregata, un tizio chiede a Marty: "Cosa è successo tra Rust e la tipa?", Marty risponde: "Quello che succede sempre tra un uomo e una donna: si è messa in mezzo la realtà".
Senza entrare in discorsi ontologici, che poco si addicono al radicchio, uno dei significati che posso dare a questa realtà di cui parla Marty è la vita senza consapevolezza, la vita senza vita. Non esiste un mondo cattivo che si intrufola nella relazione e la distrugge. Esistiamo noi che ci allontaniamo dalla nostra relazione perché ci allontaniamo da noi stessi. Perché non abbiamo voglia di riconnetterci, ogni giorno, a noi stessi e all'altro che ci è accanto. Perché conserviamo di noi e dell'altro un'immagine statica. E invece siamo sempre in movimento. Per questo è importante fermarsi. Ascoltarsi e sentirsi. Fare un po' di fatica. Accettare il fatto che non sempre quello che ascoltiamo o sentiamo ci piace. Accettare che se a te piacciono i film francesi, magari a lui non piacciono. Accettare che se non gli piacciono i film francesi e li guarda lo stesso con te, non è che ti stia tradendo o mentendo. Non è che non sia connesso a se stesso. Non è che non ti stia ascoltando o non si stia ascoltando. Forse ti ama. Forse è vero che esistono le bugie a fin di bene. Forse è vero: non bisogna cercare sempre la verità, ma la realtà. E allora è questa la realtà: ci siamo io e te, non mi piacciono le cose che piacciono a te. Però mi piaci tu. Condividere la vita, a volte, vuole anche dire abbandonare se stessi, il proprio ego. Perché se per abbandonare se stessi, ci si spinge un po' nella direzione dell'altro, allora è la strada giusta. E allora va bene tutto. Stiamo con quello che c'è. Con i film francesi che non è che piacciano a tutti e con il radicchio.

COSA&QUANTO
  • 25 gr di burro 
  • uno scalogno
  • dado vegetale bio
  • 180 gr di riso carnaroli
  • vino bianco
  • 2 cespi di radicchio rosso
COME
Metti 15 grammi di burro nella pentola di coccio, trita lo scalogno.
Fai sciogliere il dado vegetale in un pentolino.
Butta nella pentola di coccio il riso e fallo tostare.
Versa il vino e aggiungi il brodo.
Il brodo non va aggiunto tutto in una volta! Ci vuole calma e pazienza. E anche attenzione.
Dopo 15 minuti, taglia nella pentola il radicchio.
Dopo circa 20 minuti aggiungi i restanti 10 grammi di burro e manteca.

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