lunedì 8 dicembre 2014

Filetto ricchi e poveri

Quando mio marito mi ha chiesto se volessi sposarlo, me l’ha chiesto in grande stile. No, non mi ha portato a Parigi- non che ci sarei rimasta male, eh- o in un ristorante stellato, non mi sono svegliata circondata da rose rosse e, affacciandomi alla finestra, non ho visto nessuna scritta “Vale, will you marry me?”
Non mi ha organizzato un flash mob al Castello Sforzesco.
Siamo rimasti a casa e lui ha pensato a tutto: alla cena, alla musica, ai fiori- niente rose, per fortuna-. 
Si è perfino inginocchiato ed ha perfino sfoderato un cofanetto!
Balli e brillanti a parte, il protagonista di quella sera è stato il filetto.
L’aveva preparato come Gordon Ramsay (solo?) e cioè alla Wellington.
Spaziale.
Stasera ti propongo la rivisitazione di questa imbattibile ricetta; il concetto è mantenere la ricchezza della materia prima, il filetto, e accostarla alla povertà degli altri ingredienti. Dove Ramsay utilizza funghi e senape, mio marito ci va giù di cicoria, la cosa più semplice che ci sia. 

COSA&QUANTO

  • 2 filetti di manzo da circa 100 gr l’uno
  • paprika dolce
  • olio 
  • uno spicchio di aglio
  • 260 gr di cicoria
  • una sfoglia Buitoni
  • 50 gr di pancetta normale

COME
Taglia il gambo alla cicoria e falla bollire.
La carne va fatta scottare e raffreddare perché deve chiudere tutti i pori. Gordon fa scottare la carne col burro, mio marito con l’aglio. Quindi, in padella fai soffriggere aglio e olio, poi aggiungi i tuoi filetti. Fai scottare da entrambi i lati per un paio di minuti. Noi, per 248 gr di filetto, abbiamo speso 7€. Fai conto che al ristorante, per un piatto del genere, sono capaci a chiedertene 20 di euro. 
Metti il filetto nel piatto e spolveralo di paprika su entrambi i lati. 
Mi raccomando che la paprika sia dolce e non salata, sennò diventa un paprikume. 
Per la crema: scola la cicoria e mettila in una ciotola, aggiungi un filo d'olio e, se non c'è abbastanza sale, sala. Frulla la cicoria col minipimer. Lo sapevi che cicoria e catalogna sono la stessa cosa? Io no! Ovviamente. Se mi dici cicoria mi viene solo in mente il verso di una canzone rifatta da non so più quale comico: “Gloria, Gloria puzzi di cicoria.”
Lo so, la classe non è acqua. 
A proposito di acqua, se vedi che la salsa di cicoria è troppo liquida, aggiungi il pangrattato. 
Adagia sulla teglia la sfoglia Buitoni e mettici sopra due fettine di pancetta. Sopra la pancetta spalma un po’ di salsa di cicoria. Sala il filetto sennò non sa di nulla e mettilo sopra la salsa. 
Repetita iuvant: sfoglia, pancetta, salsa e filetto.  
Dopo il filetto, vai ancora di salsa e poi concludi con altre due fette di pancetta. 
Fai la stessa cosa con l’altro filetto: pancetta, salsa, filetto, salsa, pancetta.
Di solito si mette la pancetta attaccata alla carne e non il contrario. Mio marito crede che la salsa a contatto con la carne renda la pietanza più tenera. Come se la salsa di cicoria, in realtà, fosse una salsa di cicoria pancettata. 
Infagotta il filetto con la pasta e cioè chiudine tutte le estremità. 
Per pennellare il tuo filetto e prepararlo alla cottura in forno, puoi usare un po’ di latte anziché l’uovo, ingrediente che rende tutto sempre più pesante. 
Forno a 180° per 30 minuti. (Se ti piace più cotto, fai 40 minuti).
Per contorno, mio marito ha fatto le cime di rapa. 


Post scriptum: mio marito ha chiamato questa ricetta Filetto ricchi e poveri con estrema ingenuità e naturale inconsapevolezza. Non si ricorda, il pivello, che la sera in cui ci siamo conosciuti, mentre stavamo ballando e non sapevamo nemmeno i nostri nomi, è partita “Che confusione, sarà perché ti amo...”
La versione remixata, non l’originale.
Ricordo che provai un grande imbarazzo: sapevo la canzone a memoria, ogni parola, e non ho potuto fare a meno di cantarla in playback. Hai idea di cosa significhi cantare in playback “Sarà perché ti amo” dei ricchi e poveri la sera in cui incontri la tua anima gemella?
Adesso forse mi viene in mente che non è che mio marito non se ne ricordi, ha rimosso. Ha certamente rimosso.

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