giovedì 18 dicembre 2014

Cacio carciofo e pepe


Due giorni fa abbiamo visto Quando c’era Berlinguer, documentario scritto e diretto da Walter Veltroni. Un lavoro davvero ben fatto, convincente nei modi e commovente nei toni. Se non l’hai ancora visto, guardalo. Non devi necessariamente amare il Berlinguer politico, devi amare la Storia e il Paese in cui vivi. L’Italia non è fatta solo di cucina o di talent show, e tu lo sai. Lo so che lo sai. Io a volte me ne dimentico e osservo il presente con il desiderio del poi: e poi? Che sarà? Invece- come hanno detto tanti grandi, tra i quali spicca il fighissimo Rust/Matthew McConaughey in True detective (se non l’hai visto, guardalo)- le risposte risiedono nel passato, o meglio: in un passato sempre presente. E allora, forse, una delle spiegazioni al caos emotivo e istituzionale che mi sembra di vivere oggi è la mancanza di conoscenza del passato, anche quello più prossimo. Come ciechi viviamo, agiamo e pensiamo senza capire quello che stiamo vivendo, agendo e pensando. I primi minuti del documentario di Veltroni denunciano la nostra ignoranza: alla domanda “chi era Berlinguer” pochissimi hanno saputo rispondere con una frase di senso compiuto. 

Avrei voluto fare un discorso molto più semplice. E invece no. Scusa. Quello che volevo raccontarti era questa scena: il giornalista Nino Nutrizio, durante una trasmissione dove Berlinguer era ospite, tira fuori un pacco di pasta e uno di riso e dice più o meno così: “Metà dell’elettorato è donna e, si sa, che l’ambiente della donna è la cucina. La pasta e il riso sono alimenti fondamentali che si possono cucinare in mille modi diversi. Non si possono però cucinare insieme”. Nutrizio ce l’aveva col compromesso storico. 



Berlinguer, prima di rispondere a tono, dice: “Innanzi tutto l’ambiente della donna non è la cucina. Le donne di oggi (1976) lavorano negli uffici come gli uomini e poi si devono sobbarcare anche il peso della conduzione della casa. Le donne di oggi sono bravissime in cucina, ma anche in tanti altri campi.”
La storia è a forma di cerchio. Siamo ancora qui, dopo quasi 40 anni, a parlare della donna che deve fare tutto, a casa e fuori casa. E siamo ancora qui, dopo quasi 40 anni, a cucinare la pasta e il riso in mille modi diversi (mai insieme!).
Uno di questi modi è il Cacio carciofo e pepe preparato dal mio uomo di casa che, proprio come una donna, lavora tanto fuori casa quanto dentro le mura del suo regno.






COSA&QUANTO


  • 2 carciofi
  • olio
  • pepe
  • sale
  • 30 gr di caciocavallo
  • paccheri




COME
Pulisci i carciofi: togli le foglie esterne, taglia le punte spinose e togli la barbetta interna.
Metti i carciofi e il gambo pulito in padella con olio, pepe e sale. Aggiungi un filo d’acqua e dai una leggera spadellata: i carciofi devono essere quasi crudi, belli croccanti. 
Grattugia a parte il caciocavallo. Il formaggio del "cacio e pepe" è il pecorino; mio marito ha invece usato un caciocavallo di ottima qualità- dice. 
Fai bollire i paccheri
Versa un mestolo di acqua della pasta nella padella con i carciofi e fai saltare i paccheri. 
Aggiungi pepe e, sempre in padella mentre il fuoco sta ancora andando, il cacio che hai grattugiato.
Ecco uno dei mille modi di cucinare la pasta!

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