giovedì 11 dicembre 2014

Bacalà gratina'


Se nel tuo frigorifero non manca mai il limone, nel nostro non manca mai il baccalà.
Dall’inizio del blog, mio marito l’ha già cucinato in diversi modi. Stasera, però, è la prima volta che il baccalà sarà davvero baccalà e non stoccafisso. Se come me non sai la differenza tra l’uno e l’altro leggi questo post, dove racconto la ricetta del baccalà mantecato.
Se ti interessa approfondire la conoscenza di questo amabile pescetto, puoi guardare anche qui: il brandacujun.
Il baccalà gratina’ mi piace perché sta bene anche quando fuori nevica. A me il pesce consumato mentre fuori nevica mi lascia perplessa. Magari tu sei uno di quelli che "a Natale: pesce, pesce e ancora pesce.” Non ti biasimo. Sei libero di farlo. Purché tu viva in una città come Milano, dove, se nevica a Natale non c’è niente di cui gioire e allora tanto vale darsi la mazzata finale con un piatto di gamberi ubriachi (una ricetta di mio marito che non ho ancora postato. Ah ah!). 

Il Baccalà gratina’ è un piatto che puoi cucinare anche dopo una giornata di sci e non ti senti fuori luogo. Ecco, il contesto io credo sia un elemento fondamentale della buona cucina, così come del buon vivere. Chi è fuori contesto vive male, cioè, vive solo, non si cura di tutti gli altri e quindi, per me, vive male. Finora il contesto dei piatti di mio marito è stato soprattutto famigliare: la cucina di tutti i giorni, quella che si vede e si mangia davvero in casa nostra. Il Baccalà gratinà non è un piatto da esposizione, non è bello, non è fine, è un piatto normale. Normale, ma con qualcosa in più. Non è il nasello surgelato. Infatti è un piatto che vedrei bene in un contesto anche adolescenziale: mamma, papà, figli adolescenti... figli adolescenti appena tornati da una partita, un torneo, una gara... figli adolescenti che alla parola pesce storcono il naso ma che davanti al Baccalà gratina' potrebbero rimanere piacevolmente sorpresi.

COSA&QUANTO 
  • 2 patate grandi
  • 450 gr di stoccafisso (noi abbiamo speso 9€)
  • 1 spicchio di aglio
  • olio
  • una manciata di olive taggiasche
  • una manciata di capperi salati
  • prezzemolo
  • pangrattato
COME
Fai bollire per 10 minuti le patate tagliate a fettine sottili e con la buccia; non devono essere proprio cotte solo ammorbidite. Prendi il baccalà: togli la pelle e le eventuali spine grosse. Te l'ho già raccontato quando mio marito è quasi morto per colpa di una spina? Avevo cucinato io (dici che è per questo che lui è quasi morto?). No, il piatto era buonissimo e ci sono altre persone- tutte vive- che possono testimoniare. Baccalà alla vicentina. Mica le puoi togliere tutte le spine! Poi, dai, basta fare attenzione. Niente, il piatto era così buono e mio marito era così felice che per una volta mi fossi messa io ai fornelli, che non ha fatto attenzione. S'è infilato una spina lunga un mignolo nella gola. L'ho salvato io. Ti sto stupendo in questo post, eh? Pensavi fossi una imbranatona. Sì, lo sono. Ma sono anche una che cucina baccalà alla vicentina e salva le persone. 
Dopo aver despinato i filetti, infarinali e passali in padella con uno spicchio d'aglio e un filo d'olio. Bisogna sempre far scaldare l'olio prima di aggiungere la cibaria che si vuole far rosolare. Io mi stufo e metto quasi contemporaneamente cibaria e olio. E difatti le mie cibarie sono sempre inzuppate d'olio. Male! 
Dopo aver fatto rosolare il baccalà da entrambi i lati, mettilo in un piatto con lo scottex in modo da far assorbire l'olio in eccesso. 
Prendi una teglia con carta da forno oliata. 
Scola le patate e mettile nella teglia, senza scottarti. 
Sopra lo strato di patate metti il baccalà. 
In cima, spargi olive taggiasche e capperi salati. Salati! Non quelli sottaceto che piacciono solo a me. 
Assaggia e cerca di capire a che punto sta il sale. Il baccalà può essere estremamente salato: fai attenzione a non esagerare.
Termina la tua composizione con un ultimo strato di patate.
Aggiungi pepe nero, prezzemolo tritato e pangrattato. Il pangrattato è il re di questo piatto. 
Completa la tua creazione con un filo di olio. 
Inforna a 200° per 30 min.

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