sabato 27 dicembre 2014

Natale 2014


Sono stata troppo impegnata a mangiare per scrivere di cibo. E per fare qualsiasi altra cosa. 
Io e mio marito abbiamo danzato da una tavola all'altra da lunedì sera a ieri pomeriggio quando, felici e satolli, abbiamo caricato sci e scarponi e, sotto un sole autunnale, abbiamo salutato Milano. 
Adesso qui in montagna nevica ed è finalmente Natale.
Non scriverò ricette, ti racconterò solo il menù del 25 a pranzo. Ho bisogno di un po' di detox. E mi sa anche tu. 
Oppure stai già pensando al Cenone di Capodanno?

lunedì 22 dicembre 2014

Tortini di radicchio in cocotte


Hai già pensato al menù? 
Sei un tradizionalistia? Uno di quelli che: l'anatra all'arancia è sacra. Oppure sei uno che: ma... un petto di pollo alla griglia, no? Ti piace farlo strano o sei uno che: la vita è complicata anche senza il cenone della vigilia?
Qual è il tuo motto? L'importante è stare insieme o basta che si mangi
A Natale non c'è pericolo: solitamente si mangia. Personalmente non amo esagerare. Sono una da maratona. Ritmo, costanza, sguardo rivolto alla meta. Mio marito è un velocista. Un velocista goloso che non riesce a dire: no, grazie. Soprattutto a Natale, soprattutto se gli vengono offerte pietanze che non conosce. L'anno scorso, per la prima volta, si è cimentato nel Natale come lo faccio io: Vigilia, pranzo del 25, cena del 25 e pranzo del 26. Dopo il pranzo del 25 ha avuto un attimo di sconforto. Chissà se quest'anno avrà capito che la regola d'oro del Natale- come lo faccio io- è di tutto un po'

domenica 21 dicembre 2014

Radicchiotto


Risotto di stagione, ideale per cena natalizia con amici. Risotto, salumi e formaggi. Vino e panettone (o pandoro) e sei a posto.
Mi dicono dalla regia che il radicchio non è che piaccia a tutti. 
Davvero? Non ti piace il radicchio? 
Se sei invitato a cena a casa di amici e ti fanno il radicchio, e il radicchio proprio non ti piace... che fai? Dichiari il tuo disgusto oppure taci e mangi? Se sei una persona educata, credo tacerai e mangerai. Alla fine della serata, magari, lancerai una frecciatina: "Il radicchio, comunque, non è che piaccia a tutti."


venerdì 19 dicembre 2014

Crepes Ci ci


La colazione è santa. E' un momento di coccole e conforto. Da sempre il mio pasto preferito, irrinunciabile. Per la colazione dei giorni di festa, ti propongo le Crepes Ci ci, o C. c. c. (crasse crepes cretine), sempre di crepes si parla. Perfette per la colazione di Natale al posto del classico Pandoro, ma anche per tutte le colazioni del sabato e della domenica. Durante il fine settimana, io e mio marito facciamo solo colazione e tiriamo fino a cena. Come facciamo? Prova le Crepes Ci ci e vedi che la fai anche tu.
Le crepes mi ricordano la mia migliore amica/sorella. E' stata lei che mi ha insegnato a prepararle. Avevamo 11 anni e passavamo i nostri pomeriggi a cucinare- e poi mangiare- crepes. Ovviamente avevamo anche molti altri interessi, che per ora è meglio tacere.

giovedì 18 dicembre 2014

Cacio carciofo e pepe


Due giorni fa abbiamo visto Quando c’era Berlinguer, documentario scritto e diretto da Walter Veltroni. Un lavoro davvero ben fatto, convincente nei modi e commovente nei toni. Se non l’hai ancora visto, guardalo. Non devi necessariamente amare il Berlinguer politico, devi amare la Storia e il Paese in cui vivi. L’Italia non è fatta solo di cucina o di talent show, e tu lo sai. Lo so che lo sai. Io a volte me ne dimentico e osservo il presente con il desiderio del poi: e poi? Che sarà? Invece- come hanno detto tanti grandi, tra i quali spicca il fighissimo Rust/Matthew McConaughey in True detective (se non l’hai visto, guardalo)- le risposte risiedono nel passato, o meglio: in un passato sempre presente. E allora, forse, una delle spiegazioni al caos emotivo e istituzionale che mi sembra di vivere oggi è la mancanza di conoscenza del passato, anche quello più prossimo. Come ciechi viviamo, agiamo e pensiamo senza capire quello che stiamo vivendo, agendo e pensando. I primi minuti del documentario di Veltroni denunciano la nostra ignoranza: alla domanda “chi era Berlinguer” pochissimi hanno saputo rispondere con una frase di senso compiuto. 

Avrei voluto fare un discorso molto più semplice. E invece no. Scusa. Quello che volevo raccontarti era questa scena: il giornalista Nino Nutrizio, durante una trasmissione dove Berlinguer era ospite, tira fuori un pacco di pasta e uno di riso e dice più o meno così: “Metà dell’elettorato è donna e, si sa, che l’ambiente della donna è la cucina. La pasta e il riso sono alimenti fondamentali che si possono cucinare in mille modi diversi. Non si possono però cucinare insieme”. Nutrizio ce l’aveva col compromesso storico. 


mercoledì 17 dicembre 2014

Granchio chic

Il granchio può essere chic solo se non lo cucini tu. Oppure se non hai mai visto la Sirenetta. Devo dire però che Sebastian non assomiglia per niente al granchio che ha cucinato mio marito. E' per questo che sono riuscita a rimanere in cucina durante la preparazione di questa ricetta. Non è una ricetta complicata, necessita solo di una grande forza d'animo
La stessa forza d’animo di Luis mentre è alle prese, appunto, con Sebastian. 
Per ovvie ragioni di target, la Disney non rispetta la fisicità realistica dei personaggi, però ci prende nei conflitti drammatici.

lunedì 15 dicembre 2014

Orate truccate

Woo... e dico: woo!
Siamo stati al mercato dal nostro pescivendolo di fiducia. La prima regola del maritino cuochino è: fidati dei tuoi fornitori. Per fidarti dei tuoi fornitori, però, devi trovare dei fornitori di cui fidarti. Io non sono proprio un drago nel gioco della fiducia, nel senso che, tendenzialmente, sono un essere fiducioso. Troppo fiducioso. Con tendenze naif, decisamente pigro e imprudente. Tali doti sono necessarie per scoprire il mondo con coraggio e nocive quando ci si deve confrontare con un pescivendolo.
Adesso che ci penso, forse anche mio marito è un po' imprudente. Forse ci stiamo fidando con pigrizia di un pescivendolo imprudente. O forse no.
Sta di fatto che il nostro pescivendolo ci ha venduto tre oratine pescate nel mare e non allevate con farine e grassi dentro vasche anguste. 
(Basta comprare pesce allevato!!)
E come le ha cucinate mio marito le oratine pescate? 

domenica 14 dicembre 2014

Polenta nera

Se mi dici polenta, penso a Polentina e Polentino. E non ci penso col sorriso. Polentina e Polentino erano due bambini, nudi e tagliati a pezzi, che la maestra dell'asilo attaccava a una parete metallica. Polentina e Polentino si attaccavano di buon grado, giacché erano dotati di calamita. Si chiamavano Polentina e Polentino perché avevano i capelli gialli. Avevano i capelli gialli, erano tutti nudi, di un nudo rosa porcello; un nudo tanto realistico quanto realistica può essere una calamita di nome Polentino. Lo scopo credo fosse quello di insegnarci il giusto posto di gambe e braccia. Il ricordo non mi fa sorridere un po' perché nessun ricordo dell'asilo mi fa sorridere e un po' perché il nome Polentina ricorda tanto, troppo il mio nome. E allora non so, forse me lo sono inventato, sicuramente mai nessun compagno di classe mi deve aver chiamato così, ma ogni volta che la maestra tirava fuori i pezzi di Polentina, mi sentivo chiamata in causa anche io. Sentivo che i pezzi di Polentina erano anche i miei di pezzi. Non una bella sensazione.

venerdì 12 dicembre 2014

Vellutata Raperonzolo

Tu non lo sai, ma quando ho conosciuto mio marito lui non mangiava un sacco di cose. Per esempio i formaggi. Niente formaggi, ad eccezione di qualche rara mozzarella di bufala. Ma come si fa a vivere senza formaggi?
Niente formaggi, niente salumi, ma soprattutto: niente vellutate, minestre, minestroni, zuppe, minestrine, brodini, pastine. Mio marito credo fosse uno di quei bambini: solo pasta in bianco. Pasta in bianco a pranzo e pasta in bianco a cena. Io i bambini pasta in bianco non li sopporto. Assaggia, no? Bambini schizzinosi che poi diventano adulti schizzinosi. Adulti che separano gli ingredienti nel piatto e che guardano nel tuo di piatto per poi fare boccacce se ti vedono mangiare quello che loro mai e poi mai potrebbero mangiare. 
Se non sei una persona dotata di fantasia o curiosità, almeno sforzati di avere un minimo di buona educazione, caro adulto schizzinoso. Se sei diventato un adulto schizzinoso vuol dire che i tuoi genitori sono stati troppo indulgenti con te quando eri un bambino solo pasta in bianco. Per fortuna che mio marito mi ha incontrata quando non era ancora totalmente adulto. Io non sono una persona indulgente ed è grazie a me che ora mangia- e cucina- di tutto. Non sono una donna indulgente e non ero una bambina pasta in bianco. Sono sempre stata felicemente onnivora, quasi sempre. Ho avuto il periodo vegan vegetariano, supportato però da una ideologia e non da una attitudine fisica.
Ah, sì. Mio marito dice che da piccolo mangiava anche i carciofi. Pasta in bianco e carciofi, ma le vellutate no.
Adesso sì però. 

giovedì 11 dicembre 2014

Bacalà gratina'


Se nel tuo frigorifero non manca mai il limone, nel nostro non manca mai il baccalà.
Dall’inizio del blog, mio marito l’ha già cucinato in diversi modi. Stasera, però, è la prima volta che il baccalà sarà davvero baccalà e non stoccafisso. Se come me non sai la differenza tra l’uno e l’altro leggi questo post, dove racconto la ricetta del baccalà mantecato.
Se ti interessa approfondire la conoscenza di questo amabile pescetto, puoi guardare anche qui: il brandacujun.
Il baccalà gratina’ mi piace perché sta bene anche quando fuori nevica. A me il pesce consumato mentre fuori nevica mi lascia perplessa. Magari tu sei uno di quelli che "a Natale: pesce, pesce e ancora pesce.” Non ti biasimo. Sei libero di farlo. Purché tu viva in una città come Milano, dove, se nevica a Natale non c’è niente di cui gioire e allora tanto vale darsi la mazzata finale con un piatto di gamberi ubriachi (una ricetta di mio marito che non ho ancora postato. Ah ah!). 

mercoledì 10 dicembre 2014

Vellutata Daikon 3


Tu lo conosci il daikon? E’ un ortaggio di origine asiatica che si sta diffondendo anche in Italia. Secondo me incute un po’ di timore. Non so quanti italiani si nutrano a suon di daikon. E’ una lunga radice bianca. Decisamente inquietante. Ma, spalanca bene le orecchie, ha proprietà benefiche di ogni tipo ed è un naturale bruciagrassi
Andata. Daikon sei mio mio.
Il nome Daikon mi fa venire in mente Daitarn, di cui non so assolutamente niente, credo sia un cartone animato. Anzi, ne sono certa perché l’ho appena googlato. Non so per quale motivo, ma Daitarn tre torna e ritorna nella mia vita. Ogni tanto mi viene in mente la parola Daitarn, così, totalmente a sproposito. Forse solo perché mi piace il suono. 
Il nome Daikon 3, ora che ci penso, mi fa venire in mente anche Ferro 3
Non si fa. Associare una vellutata di verdure a Kim Ki-duk è una cosa che non si fa.

martedì 9 dicembre 2014

Torta (da) non far sapere

Amica, ho bisogno del tuo aiuto.
Mio marito se n'è andato e mi ha lasciata sola con una torta pere e cioccolato. 
Lui sarà di ritorno soltanto domani sera sul tardi; quindi, secondo i miei calcoli, ho ancora circa 30 ore da passare sola con la torta
Però ne ho già superate 10 e sono stata bravissima: il dolce è praticamente intatto. Una fettina a colazione e una micro fettina dopo pranzo. Il fatto è che adesso sono le cinque... vuoi non fartela una bella merenda tè e torta?
La sfida più grande sarà superare il dopo cena film e divano. 
Pensami, attorno alle dieci di stasera. 
Pensami. 
Io e torta. 
Io che guardo torta e torta che mi ammicca.

lunedì 8 dicembre 2014

Filetto ricchi e poveri

Quando mio marito mi ha chiesto se volessi sposarlo, me l’ha chiesto in grande stile. No, non mi ha portato a Parigi- non che ci sarei rimasta male, eh- o in un ristorante stellato, non mi sono svegliata circondata da rose rosse e, affacciandomi alla finestra, non ho visto nessuna scritta “Vale, will you marry me?”
Non mi ha organizzato un flash mob al Castello Sforzesco.
Siamo rimasti a casa e lui ha pensato a tutto: alla cena, alla musica, ai fiori- niente rose, per fortuna-. 
Si è perfino inginocchiato ed ha perfino sfoderato un cofanetto!
Balli e brillanti a parte, il protagonista di quella sera è stato il filetto.
L’aveva preparato come Gordon Ramsay (solo?) e cioè alla Wellington.
Spaziale.
Stasera ti propongo la rivisitazione di questa imbattibile ricetta; il concetto è mantenere la ricchezza della materia prima, il filetto, e accostarla alla povertà degli altri ingredienti. Dove Ramsay utilizza funghi e senape, mio marito ci va giù di cicoria, la cosa più semplice che ci sia. 

venerdì 5 dicembre 2014

Radicchio&topinambur minimali

Siamo stati in Veneto (evviva!) per un tour cultural-gastronomico molto soddisfacente, da cui ho tratto un paio di indirizzi che menzionerò in futuro. 
Per ora, accontentati del radicchio
Nel mio sangue scorre un po' di Veneto e allora come posso non impazzire per il radicchio? 
Il radicchio tardivo. 
Quello bianco e rosso, sottile, elegante, con la punta un po' arricciata. 
Il radicchio è decisamente un ortaggio snob. 
No, se dico snob poi ti sta antipatico e non voglio. Diciamo che sa il fatto suo. Non è un cavoletto di Bruxelles -tutto un po' timidino- e nemmeno una melanzana -così volgare- e nemmeno una zucchina. La zucchina, forse te l'ho già detto, è la mia favorita. Lei non ha bisogno di nulla se non di esistere. Non ha bisogno di arricciare il naso o di mettersi in mostra. Non induce il cliente alla compassione, come invece fa il cavoletto di Bruxelles: "Prendimi, non mi vuole mai nessuno. Tu mi vuoi?"
Qualcuno che passa e raccatta su una zucchina c'è sempre. 

giovedì 4 dicembre 2014

Taglierin tellin

Ricetta perfetta per il venerdì sera dei voglio ma non posso. 
"Il venerdì sera vorrei andare a ballare, ma non posso."
"Perché non puoi?"
"Eh, sai, lui arriva tardi e quando arriva dobbiamo fare la spesa..."
La spesa del venerdì sera è da horror, horror vacui. 
E' la spesa alla quale non puoi rinunciare, o non vuoi. Perché "dai, è venerdì sera.
Non possiamo accontentarci di un'insalata e quattro pomodori.
"Ma c'è anche un pezzo di toma e forse nel freezer ci sono ancora i fagioli di sei mesi fa."
Il venerdì sera, se non vai a ballare ti devi premiare. Questo è il mantra. Niente vellutate o topinambur raganati. Il venerdì sera esige tacchi a spillo, rossetto e bottarga. 
"Fino a due anni fa il venerdì sera andavamo a ballare"
"Davvero?"
"Beh, magari non a ballare, ma sicuramente non andavamo a fare la spesa"