mercoledì 26 novembre 2014

Torta pimpata


Mio marito non è uno da dolce
Parlo dell'ambito culinario, ovviamente. 
Chi attribuisce l'aggettivo dolce a una persona di età superiore ai sette anni dovrebbe essere multato. 
"Quel ragazzo è molto dolce." - "Ah, sì? L'hai assaggiato?"
Se mi chiedi se mio marito è dolce, ti dico d'istinto di no. Se mi chiedi se è romantico, idem. Gli uomini dolci suscitano in me una sola reazione: l'orticaria. Però io posso parle così perché accanto ho una persona che invece è buona, generosa, sincera, rispettosa... 
Alina Marazzi è una regista e sceneggiatrice bravissima, se non la conosci googlala. Uno dei suoi film, Vogliamo anche le rose, parla della storia della donna e della sua emancipazione nella società moderna. Non è un film sulla violenza di genere. Se lo fosse, avrebbe scelto un altro titolo: Non vogliamo le rose. Dal mio punto di vista, questo che sto facendo è un discorso banale, già sentito molte volte. Eppure il mondo, una certa parte di esso, fatta di uomini e donne, continua a stupirmi. Continuo a vedere uomini e donne (non il programma televisivo, non solo quello) che confondono il romanticismo con l'amore. Una porta aperta al momento giusto, un lento ballato nel cuore della notte, un regalo che brilla sono solo gesti ricalcati, svuotati, se non vengono sorretti da una quotidianità fatta di dialogo, parità, unione di intenti. 
Troppo spesso ho visto barattare dolcezza e romanticismo con un silenzio, un insulto, un livido, un abuso. 
Quindi è così: non vogliamo le rose. Semmai le torte. Ma devi imparare a farle bene.


Ho chiesto a mio marito perché non gli piace tanto fare le torte. Lui mi ha risposto che non è che non gli piaccia, però ritiene che il dolce sia un accessorio, una cosa in più. Prima devi fare il salato. Se hai fatto il salato e l'hai fatto bene, allora puoi dedicarti al dolce.
Ecco, l'ha detto lui meglio di me.
Detto questo, la torta pimpata è una dolcezza necessaria nella tua vita. 
Leggila, imparala e cucinala.

COSA&QUANTO
  • 800 gr di mele renette (3 mele grandi) 
  • 50 gr di burro 
  • 2 uova 
  • 150 gr di farina 00 
  • 50 gr di fecola di patate
  • 20 gr di farina di mandorle
  • una bustina di vanillina
  • una busta di lievito
  • mezza tazza di latte 
  • limone (solo la buccia)
  • 150 gr di zucchero normale (non di canna) 
  • 5 prugne secche
  • 6 fichi secchi
  • pinoli a piacere
COME
Per prima cosa fondi il burro nel padellino. Noi il burro lo usiamo così tanto che lo teniamo in freezer. 
Sbuccia le mele e tagliale a tocchi.
In una ciotola versa la farina, la fecola di patate -che rende tutto più soffice-, la farina di mandorle -che aumenta un po' la percentuale calorica ma ci sta tanto bene-, il lievito -che va setacciato sempre perché se ci sono i granuli è un casino- e la vanillina
Mescola un po', poi aggiungi il burro fuso e le uova
Mescola. 
Aggiungi il latte, prezioso per rendere il composto morbido come dev'essere -il composto della torta deve essere sempre morbido-. 
Grattugia la buccia di un limone, che dà sempre quel non so che.  
Mescola fino a quando non ci sono più grumi, anche con la frusta se vuoi. Mio marito fa con la forchetta.
"Adesso la pimpiamo un attimo?" - "Cosa vuol dire pimpiamo?" - "Metterci le cose buone" - "Ah, ecco".
Pimpa... (la Pimpa mi piaceva tanto, anche se il suo rapporto con Armando mi turbava e mi turba tuttora) ...pimpa così: aggiungi pinoli, uvetta, prugne secche tagliate a pezzettini e fichi secchi tagliati a pezzettini. Devi fare in modo che ogni fetta di torta sia pimpata. 
Concludi aggiungendo le mele e mescolando con cura.
Versa il tutto in una teglia dai bordi alti, rivestita da carta da forno, e cuoci a 200° per circa un'ora. Controlla la cottura col metodo dello stuzzicadenti.
Torta perfetta per colazioni e merende!

Nessun commento:

Posta un commento