domenica 30 novembre 2014

Ribollita medievale

Ricetta perfetta per una domenica piovosa di fine novembre. Tipo oggi.
Lo so, se ti dico ribollita tu pensi a un piatto pesante, indigesto e carnivoro. Sbagliato. Non è carnivoro- non la versione di mio marito. 
Per quanto riguarda la pesantezza, io credo tu possa regolarti un po' come credi, aggiungendo e togliendo ingredienti a piacere. Sappi però che i fondamentali sono i fagioli e il cavolo nero. Tutto il resto è un optional.
Ecco, svelati i fondamentali, avrai capito che non si tratta della ricetta giusta per una cenetta tacco a spillo, luce soffusa e baffo impomatato. 
E' una ricetta medievale. 
Quando e se la preparerai, dovrai calarti nella parte. Per questo è fondamentale che piova e sia novembre- due condizioni tipicamente medievali. 

mercoledì 26 novembre 2014

Torta pimpata


Mio marito non è uno da dolce
Parlo dell'ambito culinario, ovviamente. 
Chi attribuisce l'aggettivo dolce a una persona di età superiore ai sette anni dovrebbe essere multato. 
"Quel ragazzo è molto dolce." - "Ah, sì? L'hai assaggiato?"
Se mi chiedi se mio marito è dolce, ti dico d'istinto di no. Se mi chiedi se è romantico, idem. Gli uomini dolci suscitano in me una sola reazione: l'orticaria. Però io posso parle così perché accanto ho una persona che invece è buona, generosa, sincera, rispettosa... 
Alina Marazzi è una regista e sceneggiatrice bravissima, se non la conosci googlala. Uno dei suoi film, Vogliamo anche le rose, parla della storia della donna e della sua emancipazione nella società moderna. Non è un film sulla violenza di genere. Se lo fosse, avrebbe scelto un altro titolo: Non vogliamo le rose. Dal mio punto di vista, questo che sto facendo è un discorso banale, già sentito molte volte. Eppure il mondo, una certa parte di esso, fatta di uomini e donne, continua a stupirmi. Continuo a vedere uomini e donne (non il programma televisivo, non solo quello) che confondono il romanticismo con l'amore. Una porta aperta al momento giusto, un lento ballato nel cuore della notte, un regalo che brilla sono solo gesti ricalcati, svuotati, se non vengono sorretti da una quotidianità fatta di dialogo, parità, unione di intenti. 
Troppo spesso ho visto barattare dolcezza e romanticismo con un silenzio, un insulto, un livido, un abuso. 
Quindi è così: non vogliamo le rose. Semmai le torte. Ma devi imparare a farle bene.

martedì 25 novembre 2014

Brandacujun



Io e mio marito stavamo insieme da un anno, non eravamo ancora marito e moglie e non pensavamo nemmeno che un giorno lo saremmo diventati. 

Io ero nella fase: "Vivrò a Parigi, in una soffitta, circondata da gatti". 
Lui, invece: "Girerò il mondo e scoprirò l'elisir della vita eterna". 
(Dici che siamo ancora in tempo?)
E poi, sì, avevamo 17 e 19 anni.
Estate. Mare. Liguria. 
C'era questa cosa, che lui si faceva ogni giorno 50 minuti di macchina per passare del tempo con me. Ogni giorno. 
Estate. Mare. Liguria. 
Una sera siamo andati al ristorante, un ristorante da ricchi. Chiacchieravamo, ci baciavamo, ridevamo del mondo e delle sue regole e... sbam. Senza che ce ne accorgessimo eravamo dentro. 
I camerieri, due, già ci stavano scortando verso il nostro tavolo scintillante, rivestito da tovaglie di broccato, e noi non avevamo più modo di fuggire.
Una volta seduti, siamo ripiombati l'uno negli occhi dell'altra, così, totalmente fuori contesto. 
Di quella sera ricordo una signora bionda, seduta accanto a me, che ogni tanto mi guardava e a me sembrava vecchia, quando invece avrà avuto gli anni che ho io adesso. 
Ricordo vino bianco a litri e ricordo mio marito, la sua mano sulla mia.
Dici che sono troppo malinconica? 
Beh, scusa: estate, mare, Liguria, 17 anni. 17 anni!
Per sottolineare ancora un po' questa malinconica sdolcinatezza, ti dirò che prima di quella cena ci scattammo una fotografia che possiedo ancora.
Io con questa faccia qui, la mia solita: un po' triste, un po' arrabbiata, un po' che sta per scoppiare a ridere (chissà poi per quale motivo). Lui... lui che fa la linguaccia, ricoperto da una massa, e dico massa, di riccioli, e dico riccioli, castani.


Di quella cena ricordo anche il brandacujun. Il brandacujun o brand de cujun è una tipica ricetta ligure, per essere più precisi del Ponente- sennò poi quelli del Levante mugugnano. 

L'etimologia della parola è abbastanza chiara e allo stesso tempo abbastanza confusa. 
Il verbo brandare vorrebbe dire scuotere vigorosamente e potrebbe riferirsi alla preparazione dello stoccafisso- ingrediente principe di questa ricetta. 
La parola cujun... è la parola cujun
Allora, una spiegazione etimologica potrebbe essere: brandare (agitare) lo stoccafisso vigorosamente è un lavoro da uomini, all'altrezza dei loro attributi. Questa ipotesi non mi convince a pieno, credo ci siano altre strade molto più interessanti e evocative. A te la scelta.
Che volgarità, che volgarità. Passiamo alla ricetta.


COSA&QUANTO 

  • 150-200 gr di stoccafisso
  • una patata
  • scalogno
  • aglio (pezzettino minuscolo)
  • olio
  • pepe nero
  • sale
  • prezzemolo (2 rametti)
  • pinoli
  • pane per i crostoni
COME
Fai bollire lo stoccafisso, la patata e lo scalogno per 20 min.
Scola e togli la pelle e le lische allo stoccafisso.
Trita tutto (stoccafisso, patata e scalogno) insieme al minuscolo pezzettino di aglio, olio, pepe nero, sale, prezzemolo, pinoli.
Devi tritare in modo grossolano. Più che una crema dovresti ottenere una pappetta. Dopo aver tritato ti conviene mescolare con la forchetta.
Aggiungi olio e sale. 
Assaggia. Com'è? 
Non devi essere parco con l'olio. Quando mai la cucina ligure lo è?
Ora fai abbrustolire i crostoni nel forno. 
Impiatta come da foto.


E' una ricetta molto economica, perfetta come antipasto, ottima se accompagnata da litri di vino.

Se vuoi puoi prepararla anche senza aglio (ma non dirlo a mio marito).

domenica 23 novembre 2014

La fugassa co formaggio


La fugassa genovese per eccellenza è quella normale, quella fatta solamente con l'olio d'oliva (tanto olio d'oliva). Buonissima. I liguri però sono anche piuttosto bravi a fare la focaccia col formaggio (tanto formaggio). 
Quando mio marito la prepara per gli amici riscuote molto successo. Non che con me non ne riscuota, per carità. Il fatto è che la fugassa co formaggio non è proprio il piatto pro dieta, tutt'altro. E' il cibo della preadolescenza. Io a undici anni ero capace di spararmi focaccia al formaggio dal panettiere davanti scuola e, dopo nemmeno venti minuti, sedermi a tavola per un pasto completo. Bei tempi. Andati. Poiché la fugassa che cucina mio marito è davvero la più buona in assoluto, molto più buona di quella del panettiere davanti a scuola, non riesco a mangiarne una fettina come sarebbe consono per una signora della mia età. Mi spazzolo mezza teglia. L'hai vista la foto? Ecco. Perché? (Perché è così buona la fugassa che fa mio marito, non perché mi spazzolo mezza teglia come fossi ancora in preadolescenza). Perché la fa lui, dall'inizio alla fine. Niente pasta già pronta. Perché è ligure, quindi nelle sue mani scorre il sangue di generazioni di fugassari. Perché compra crescenza (o stracchino) di prima qualità. E a me lo stracchino piace da pazzi. Prima di conoscere mio marito, il mio piatto preferito era zucchine al vapore e stracchino. Giuro.

COSA&QUANTO
  • 250 gr farina 
  • 3 cucchiai di olio 
  • mezzo bicchiere di acqua 
  • lievito di birra (un quarto di cubetto) 
  • un bel pizzico di sale 
  • 300 gr di stracchino o certosa
COME
Sciogli il lievito nell'acqua, come sempre. Impasta farina, acqua, lievito, olio, sale. Devi ottenere una pasta abbastanza soda ma non troppo, non deve essere come quella della pizza che è troppo morbida. Dividi in due porzioni l'impasto: tre terzi e un terzo. Stendi il composto più grande aiutandoti con la farina fino ad ottenere una sfoglia abbastanza sottile, ma non troppo, non deve essere come la sfoglia dei tortellini. Oggi procediamo per negazioni
Se sapessi com'è la sfoglia di un tortellino sarebbe più facile. Sicuramente tu lo saprai. 
Prendi una teglia con carta da forno, ungi la carta e mettici sopra la sfoglia in modo che strabordi ai lati. Adesso farcisci con lo stracchino spezzettandolo a tocchetti con le mani, aggiungi sale e un filo di olio. Poi stendi l'altra sfoglia (quella più piccola) e metticela sopra a mo' di coperchio. Richiudi la tua focaccia e mettila in frigo a riposare per un'oretta. 
Cuoci a 200° per 20 minuti circa. Avrai speso, quanto?, 5€.
Ricetta gustosa, economica e rapida! (e anche grassa, sì).

Un abbraccio a tutta la nostra amata Liguria.


mercoledì 19 novembre 2014

Polpy Patata


Il Polpy Patata è una ricetta golosissima.

Sa di mare, ma anche no. 
Al bambino capriccioso che non mangia il pesce, tu prova a dargli Polpy Patata e poi dimmi se non se l'è scofanato.
Il Polpy Patata incita allo scofanamento, è proprio uno di quei piatti da gustare di notte, in piedi, vicino al frigorifero semi aperto... perfetto per la fame cattiva, quella che ti coglie all'improvviso e che magari è stata indotta da qualcosa o qualcuno. Possiede lo stesso valore di un pacco di patatine fritte o di biscotti al cioccolato ma sembra meno grasso, meno calorico. Credo sia solo un'impressione.
Il Polpy Patata si può mangiare anche in una situazione psico fisica normale: seduti a tavola, alle otto di sera, con un bicchiere di Falanghina e Bollani in salotto che suona e ogni tanto pilucca un pezzo di Polpy.  


COSA&QUANTO

  • mezza cipolla 
  • limone
  • alloro
  • polipo
  • prezzemolo
  • olio
  • tre patate 
  • sale



COME 

Metti a bollire il polpo con il limone tagliato a metà, la cipolla, l'alloro e il sale.
Fai bollire anche le patate.
Dopo circa 20 minuti, scola il polpo e taglialo in una ciotola tipo insalatiera. Aggiungi le patate, trita il prezzemolo e condisci con un'emulsione di limone e olio d'oliva. Regola di sale e fai riposare in frigorifero per un'oretta.
Facile, no?

sabato 15 novembre 2014

Hamburghetti con le ghette

Io sono stata vegetariana per tanti anni e l'acquolina in bocca me la faceva venire solo l'hamburger. L'hamburger - è inutile che dici di no - fa venire l'acquolina. Non per niente è la carne che mettono nei panini dei fast food. 
Io e mio marito non amiamo i fast food, più che altro amiamo cenare a casa nostra, siamo un po' maniaci del controllo e ci piace scegliere la carne e decidere cosa mettere o non mettere nel panino. 
Io non ci metterei niente: lo voglio plane. Pane, carne, al massimo una fetta di pomodoro. Niente salse, ti prego, niente salse. 
Mio marito è la cosa meno plane del mondo
Visto che la cucina - ancora per poco (risata diabolica) - è il suo regno, abbiamo dovuto raggiungere un accordo.
Gli Hamburghetti con le ghette sono dei mini hamburger conditi ognuno in modo diverso. Così non ti stufi e magari rischi anche di ricrederti sul tuo hamburger plane (adorato). A me è successo così.

COSA&QUANTO
  • Una confezione di mini hamburger di razza chianina (noi abbiamo provato la marca "Terre d'Italia")
  • Una confezione di paninetti piccoli e tondi (non al latte)
HAMBURGHETTO CARCIOFINO
  • 1 carciofo
  • limone 
  • pepe nero
  • olio
  • sale
  • pecorino
HAMBURGHETTO PODEROSO
  • 1 porro
  • pepe nero
  • prezzemolo
  • sale
  • olio
  • ketchup al tartufo (trovato al Carrefour Market)

HAMBURGHETTO ADORATO (PLANE)
  • una fetta di pomodoro (noi abbiamo usato quelli verdi, sardi)
  • una foglia di lattuga trocadero
COME 
Per l'Hamburghetto poderoso devi far rosolare in un padellino il porro con olio, un po' di acqua, pepe nero, un trito di prezzemolo e sale. Salta il porro per cinque minuti, sii sbrigativo se - come a noi - ti piace croccante. Come salsa, mio marito ha usato il ketchup tartufato.

Per l'Hamburghetto carciofino  devi tagliare a fettine il carciofo crudo in un piattino, condire con limone, pepe nero, olio e sale. Poi, aggiungi pecorino tagliato a scaglie.

Gli hamburghetti mio marito li ha fatti sulla griglia unta con un filo d'olio (sennò la carne si attacca). Hai messo gli hamburghetti di razza chianina- che sono carini e buoni- sulla griglia? Bene. Adesso salali perché sennò saranno pure carini (e chianini) ma senza sale non sanno di niente. 
Taglia a metà i paninetti e mettili in forno a scaldare in modo che raggiungano una certa fragranza.
La carne chianina, dice mio marito, non ha senso cuocerla troppo. A te come piace la carne? Come la chiedi? Media, cotta, al sangue... Io vado sempre in paranoia quando me lo chiedono: come la vuoi? 
Non che mi sia capitato spesso di mangiare carne al ristorante, ma quando mi è successo sono andata in paranoia. 
Non lo so come la voglio. 
Mi piace al sangue ma ho paura delle malattie. Mi sembra che mangiare la carne al sangue sia più pericoloso, una cosa da veri duri. Io non sono un vero duro. Soprattutto, la carne non la digerisco. Saranno stati i lunghi anni di vegetarianismo o forse sarà una predisposizione genetica, sta di fatto che io la carne non la digerisco. Solo che non me ne ricordo. La mangio, non dormo, e mentre sono lì, che mi rigiro nel letto, insonne, mi dico: scema che sei, la carne non la devi mangiare. No, neanche plane.

E come lo devi fare l'hamburghetto adorato (plane)? Taglia un pomodoro a fette. A noi piacciono i pomodori verdi e sardi. Poi aggiungi una bella foglia di lattuga trocadero, che io amo molto - mio marito, strano?, per niente-. 
Forse la amo perché mi fa venire in mente Parigi (Trocadéro), la città più bella del mondo e l'unica dopo Milano che vorrei abitare. 
Bene, mio marito cucina e non fa collegamenti tra nomi, cose, città.

Bene, mio marito gli hamburghetti con le ghette li ha fatti così: uno con pomodoro, lattuga, sale, olio e carne; uno con carne, carciofi e pecorino grattugiato a scaglie; uno con ketchup al tartufo, carne e porri. 

Il mio preferito è l'hamburghetto carciofino. 
Sì, ho tradito Plane. E tu? Quale preferisci? Hai altre idee di ghette
Il bello degli hamburghetti è che ci si può sbizzarrire fino a crearne un numero infinito (!!)

Infiniti hamburger dalle infinite ghette che nessuno qui, eccezion fatta per mio marito, riuscirà a digerire.

mercoledì 12 novembre 2014

Skarola in pasta

BASTA CHIEDERE
Non ho spiegato bene una ricetta? Vuoi sapere se puoi fare quel piatto anche senza aglio o cipolla? Vuoi chiedermi di che segno sono o che sogni faccio? Fai la tua domanda attraverso il blog o facebook, inseguimi per strada o mandami whatsappini, io sarò felice di risponderti.  
  • Ma queste ricette del blog tuo marito le fa davvero? Le fa davvero. Le fa e io prendo appunti.
  • Che cos'è la frisella? (vd. Sautè come piace a me) La frisella è un pane secco di forma tondeggiante, una specie di grosso crostino o grossissimo tarallo. Se vai al supermercato la trovi sicuramente. E' ottima per i piatti con tanto sughetto e si usa soprattutto nella zona tra Napoli e Salerno. Si sposa benissimo col pomodoro.
  • Perché lo fai? Voglio imparare a cucinare come lui, meglio di lui, in modo tale da diventare la regina indiscussa di casa nostra (risata malvagia). Cucina è potere (occhiolino diabolico).

PERCHE' 
La Skarola in pasta è una torta salata diversa da tutte le altre, è più originale, ma lei non vuole essere originale, vuole essere come tutte le altre, chiede timidamente un po' di uovo o di formaggio e invece no, Skarola, né uovo né formaggio, tu sei diversa. Skarola in pasta camminava rasente ai muri, con lo sguardo basso, calciando di tanto in tanto una lattina di Pepsi, quando la incontrò mio marito. Mio marito la prese per mano e le disse: "Skarola, tu sei quella che sei. Sei la mia star". E fu così che Skarola in pasta e mio marito vissero felici e contenti per tutti i secoli dei secoli. (Lo so, sono una moglie di ampie vedute). Skarola in pasta ha 2 pregi: è facile da preparare e piace a tutti, anche ai bambini. 
Mio marito non compra quasi mai la pasta sfoglia o brisè, ed anche in questo caso s'è dato da fare con farina e mattarello. Secondo me puoi provarci anche tu.

COSA&QUANTO

  • 2 spicchi di aglio
  • olio
  • 4 filetti di acciuga sott'olio
  • 6 confezioni di scarola
  • 10 olive taggiasche denocciolate
  • 10 capperi
  • 1 pizzico di peperoncino 
  • 300 gr farina
  • sale
  • mezzo bicchiere di acqua

COME
In una pentolona capiente, soffriggi 2 spicchi di aglio tagliati a metà. Sei contento, vampiretto che detesti l'aglio? Per la Skarola in pasta non devi fare il tritino che poi ti rimane sullo stomaco. Devi solo far rosolare l'aglio fino a quando non imbiondisce. L'aglio è biondo? Bene, toglilo dal fuoco e aggiungi 4 filetti di acciughe. Non appena l'acciuga s'è sciolta, aggiungi la scarola. La scarola è un'insalata amara e infatti a me piace solamente cotta. Prima di metterla in pentola, devi tagliarla a pezzi.
Sei confezioni di scarola  sono tante, ma non ti impanicare: taglia e aspetta. Se non ci sta subito tutta la scarola basta aspettare che si restringa; non appena nella pentola si è creato un posticino, tagliuzza dentro altra scarola. Vedrai che la scarola diventa piccola non appena tocca l'olio. Aggiungi 10 olive a pezzi e denocciolate, 10 capperi interi e un pizzico di peperoncino. Cuoci a fuoco vivo e non aggiungere per nessun motivo al mondo acqua perché la scatola ne ha a sufficienza. Ci vorrà tanto tempo, quindi pazienta e - se serve- regola di sale. Per la sfoglia devi fare l'impasto con farina, sale, acqua e olio; stendi col mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile ma non sottilissima. Prendi la carta da forno e una teglia, versa un filo d'olio e posiziona la sfoglia non sottilissima. Ricordati di tenere da parte un disco di pasta perché ti servirà come coperchio. Rovescia il contenuto del tuo pentolone nella teglia e copri col disco che hai tenuto da parte. Versa un filo d'olio e informa a 200 gr per 15 - 20 min.
La Skarola in pasta è una torta tosta.

lunedì 10 novembre 2014

Risott Bucatt


Rispetto all'ossobuco vigono ancora reticenze più o meno nascoste. 
Mucca pazza, vi dice niente? A me sì, a 11 anni ero convinta di aver contratto il morbo. Lo so, ero già la persona equilibrata e tranquilla che sono oggi. 
Mio marito non ha reticenze verso quasi nessuna cosa al mondo, è un chimico. Lui sa cose che noi non sappiamo, credo. Spero. E quindi non teme e non ha mai temuto né pesci crudi né mucche pazze.
Gli amici che avevamo a cena, invece, davanti al Risott Bucatt erano un po' intimoriti. O sbigottiti. Si dimenavano intellettualmente tra terrificanti ricordi di mucche che, nei primi anni Duemila, persero la ragione e e il desiderio di provare ciò che mai avevano provato. L'ossobuco in casa, quando hai sei persone a cena, non è proprio la prima ricetta che ti viene in mente. Una pasta al tonno no, marito? 
Gli amici, poi, si sono fidati, forse perché avevano fame, però hanno detto "buono" più di una volta e credo fossero sinceri. 
Sono passati due giorni e siamo ancora tutti vivi, credo. Spero. 
Il Risott Bucatt è un piatto che sa di amore, l'amore quello buono, che ti coccola e ti dipinge le guance di rosso. L'amore delle case calde quando fuori piove. L'amore speciale, dei giorni di festa. L'amore che non si nasconde dietro a un gambo di sedano, ma che si offre generoso, col sorriso.
 
COSA&QUANTO

OSSOBUCO
  • ossobuco di fassona piemontese (a noi non piace di vitello). Per 6 persone 1 kg. 
  • Farina per infarinare 
  • brodo preparato col dado vegetale
  • una cipolla bianca 
  • prezzemolo
  • 1 bicchiere vino rosso
  • 1 limone
  • 1 spicchio d'aglio
RISOTTO
  • 1 bicchiere vino bianco 
  • olio 
  • 1 scalogno
  • brodo preparato col dado vegetale 
  • zafferano (per 6 persone, mio marito ha usato 2 bustine)
  • prezzemolo 
  • 15 gr di burro 
  • 15 gr di parmigiano 


COME
Ossobuco: prepara il soffritto di cipolla in un bel tegame di coccio; anche se il tuo tegame non è di coccio non impanicarti, l'importante è che sia bello e grande abbastanza da contenere tutti gli ossibuchi che vuoi cucinare (o ossobuchi o ossibuco... no, ossibuco no. Ora che ci penso, non è che sia un nome proprio invitante).
Hai rosolato la cipolla? Bene. Ora aggiungi gli ossobuchi ben infarinati e soffriggi leggermente, quindi aggiungi il vino rosso -il mio momento preferito: quando mio marito versa il vino in pentola e tutto fa cscscs... e a me sembra che quel che bolle in pentola sia contento di bollire e di essere lì, in quel momento, insieme al vino... e gli odori iniziano a vagare per la casa, curiosi... e il piatto che stai cucinando è come all'inizio di una storia d'amore-. Dopo il vino, gira un paio di volte gli ossibuchi; quando l'alcool è evaporato e gli ossobuchi (lo so, è un nome orrendo ma non posso fare a meno di usarlo: ossobuchi, ossibichi, ossibachi. Aiuto.) Quando la carne è diventata cremosa, aggiungi il brodo fino a ricoprirla quasi completamente, metti il coperchio e cuoci almeno per un'ora e mezza (mio marito, che solitamente è un furetto indisciplinato e accorcia sempre tutti i tempi di cottura, questa volta ha cotto i tusaicosa per due ore!). Mi raccomando: fuoco basso e aggiungi il brodo se vedi che è necessario.
Cinque minuti prima di portare a termine la cottura, aggiungi il trito di prezzemolo, aglio e buccia grattugiata di limone, ovverosia la gremolada! Mio marito ritiene che la gremolada sia il must del Risott Bucatt. Mescola must e tusaicosa, quindi aspetta altri cinque minuti prima di spegnere il fuoco.


Risotto: ognuno lo fa un po' come crede - credendo di essere originale - ma alla fine lo fanno tutti allo stesso modo. Detto questo, io non saprei come farlo. 
Mio marito, sì. 
Prepara il soffritto con scalogno e olio, aggiungi il riso (a noi piace il Carnaroli) e tosta per due minuti, aggiungi mezzo bicchiere vino bianco e poi il brodo gradatamente fino a cottura. Se non vuoi usare il dado per il brodo, non usarlo. Fai bollire patata, cipolla, carota, zucchina...  insomma, tutto ciò che ti piacerebbe fosse contenuto nel dado della Knorr. Cinque minuti prima della fine della cottura metti lo zafferano, ma non così a caso come farei io. Lo zafferano va prima sciolto in un mezzo mestolo di brodo- tipo il lievito per la pizza (l'hai letta la ricetta della Pizza Olga? E' nel post Guelfi, Ghibellini...). Completa la cottura, le cui tempistiche variano di riso in riso, spegni il fuoco e manteca con burro e grana. 
Servi il Risott insieme all'amico Bucatt e sbrigati a mangiare perché non sai cosa ti perdi!

sabato 8 novembre 2014

Sautè come piace a me


Cenetta di ieri sera!

Mio marito ama molto la zuppa di pesce, a me (indovina?) non fa impazzire.
Il sautè per Wikipedia è un modo di cucinare: saltato, rosolato in padella a fuoco vivo. Per mio marito il sautè è l'unico modo per farmi mangiare una simil zuppa di pesce. Mi incanta utilizzando la mia lingua del cuore e così mi convince a mangiare pesce annegato nel pomodoro. Certo, nel "Sautè come piace a me" non ci sono pesci dalle mille spine affilate, ma vongole e fasolari... però io non sono convinta. Facciamo così: assaggio il sautè (come piace a mio marito) e poi decido se pubblicare il post. 

Sì, okay, è buono. E' buono se ti piacciono pesce e frutti di mare.
Bella anche l'idea della frisella.

COSA&QUANTO
  • 1 spicchio di aglio
  • Tris di fasolari, vongole, cozze (lo trovi già confezionato)
  • olio
  • vino bianco
  • scampi
  • canocchie o cannocchie, dette anche pannocchie o cicale di mare
  • peperoncino (giusto per insaporire)
  • passata (giusto per colorare)
  • una frisella a testa

COME
Fai un trito di aglio e spolveralo nel tegame con un filo d'olio. Se non vuoi il trito, puoi anche mettere uno spicchio a rosolare per un po' e poi toglierlo. Aggiungi il tris di fasolari, vongole e cozze. Versa nel tegame un po' di vino bianco. Appena il tris si apre, aggiungi gli scampi e le pannocchie di mare. Adesso getta in pentola con finta noncuranza il peperoncino e versa la passata di pomodoro. Il sale va aggiunto solo se serve, quindi assaggia e decidi. Mio marito non l'ha messo. Cuoci fino a che il sughetto o brodino che dir si voglia non ti sembra gustoso da sorbire. Mio marito mi ha fatto sorbire il sughino dopo 15 minuti e a me è sembrato gustoso.
In ogni piatto disponi una frisella, poi versaci sopra il sautè.

lunedì 3 novembre 2014

Fungo al tagliolino

Dopo il fungo crudo, ti propongo un altro strepitoso modo di fungheggiare
Il Fungo al tagliolino è il classico dei classici. Lo chiamiamo così perché a noi la pasta piace solo se c'è tanto tanto sugo
Non so te, ma a volte io -che sono un po' estremista- mangerei solo sugo e niente pasta. 
Anche l'omino del mercato di Isola credo fosse della mia idea: voleva venderci un chilo di porcini, non sto scherzando, ha proprio insistito parecchio. Mio marito stava quasi per cedere, ma per fortuna io esisto e so intervenire al momento giusto. Un kg di porcini è decisamente troppo anche per me. Poi te l'ho già spiegato che il fungo è potenzialmente un veleno e bisogna stare attenti.
Sì, lo so, mica devo mangiarmi un chilo di porcini tutto in una volta... posso riscaldarli il giorno dopo... balle! Se compriamo un chilo di porcini, mio marito cucina un chilo di porcini e dice: "Al massimo li avanziamo". Balle! Non avanziamo mai niente, piuttosto andiamo all'ospedale ma in casa nostra la pasta riscaldata non è ammessa. Sì, vabbè, puoi surgelarli, esiste il freezer... balle! In casa nostra non esiste il freezer. O meglio, esiste ma non è ancora stato compreso. Nel nostro freezer, giace da mesi una sparuta manciata di fagioli che ormai -poverini- non hanno proprio più ragione d'esistere. Ciò che entra nel nostro freezer non vede più la luce del giorno. 

Stupisciti preventivamente perché in questa ricetta mio marito non ha usato né aglio né cipolla. Abbiamo ricevuto il veto dagli amici che sono venuti a cena: né aglio né cipolla né crostacei. Io ho preso piuttosto seriamente il suddetto divieto, soprattutto perché gli amici in questione sono specialissimi ma anche perché desidero condurre subdolamente mio marito fuori dai confini della Liguria, lontano dallo strapotere di agli e cipolle pestilenziali... ma non ho il coraggio di agire alla luce del sole! 

Ho chiesto a mio marito un fungo al tagliolino senz'aglio: "Marito, una cosa ci hanno chiesto. Una!" E lui, mugugnando come è giusto che mugugni, mi ha accontentata. 
Il fungo al tagliolino senz'aglio è squisito: se ami l'aglio non ne senti la mancanza e se lo detesti senti tutta la mancanza. Prova anche tu.
Ah, dopo cena gli amici ci hanno confessato che nel caso specifico avrebbero ammesso la presenza dell'aglio ("Solo all'inizio, eh, poi bisogna toglierlo").
E tu che rapporto hai con l'aglio? Sarà vero che fa bene alla pelle (o ai capelli?) e che tiene lontane le streghe (o i vampiri?).

COSA&QUANTO

  • 200 gr funghi porcini
  • olio
  • prezzemolo
  • pepe nero
  • tagliolini all'uovo
COME
Facilissimo. Scalda l'olio in padella e mettici dentro i funghi che hai già pulito (se non ti ricordi come, vai a leggerti Tu funghi?). 
Cuoci i funghi per 10 min, poi aggiungi il prezzemolo e spegni il fuoco.
Dopo aver bollito a dovere i tagliolini, mettili in padella e fai saltare per un paio di minuti. Se ne vale la pena, aggiungi un po' d'acqua di cottura della pasta.
Per due etti di porcini noi abbiamo speso 4€

domenica 2 novembre 2014

Latterino birichino & Pinzimonio demonio

A me e mio marito piacciono tanto gli antipasti. A te? 
Lui ne fa di elaborati e di semplicissimi. Stasera optiamo per la semplicità e ti proponiamo 2 idee, una veg e l'altra molto meno veg.


LATTERINO BIRICHINO

I latterini sono pescetti piccoli ed economici, in Liguria li chiamano cinciuetti. Si possono mangiare solo in un modo: fritti.

COSA&QUANTO
  • 150 gr di latterini
  • farina
  • olio
COME
Prendi i latterini e infarinali, poi togli l'eccesso di farina e buttali nella padella con l'olio bollente. Per friggere, mio marito utilizza l'olio d'oliva. 
Eh, lo so. Che ci posso fare? E' ligure. I liguri pare non ammettano l'esistenza dell'olio di semi, quando lo vedono esposto negli scaffali del supermercato si coprono gli occhi e mugugnano (i liguri non fanno altro che mugugnare) "Belin, non ci posso credere, belin". 
Tu sei libero di usare l'olio che più di aggrada.
Prima di mettere il latterino birichino in padella devi scrollare tutta la farina, perché quest'ultima, nell'olio bollente, si diverte a generare una specie di pappa che non va assolutamente bene. 
Mio marito dice che lo scrollamento della farina è l'unica cosa da tenere a mente per questo piatto.
Friggi per 15 minuti i latterini, poi scolali e asciugali nella carta assorbente.
Tu friggi? Sei uno da fritto? Io per niente. Sono proprio dell'altro partito, quello del vapore. Per intenderci, tra patate fritte e patate bollite scelgo tutta la vita le bollite. Tuttavia questi latterini non mi dispiacciono per niente, e forse non dispiaceranno neanche a te, amico del vapore. Basta non esagerare né con le quantità né con la frequenza. 
Semel in anno licet latterini. 

PINZIMONIO DEMONIO
Sono arrivati i carciofi! 
Noi li abbiamo trovati al mercato dell'isola: 10 carciofi x 8€. 
Con gaudio e tripudio abbiamo così potuto inaugurare la stagione del pinzimonio. 


COSA&QUANTO
  • carciofi a volontà
  • carote
  • puntarelle
  • olio
  • sale
  • pepe nero
COME
Noi non prendiamo mai i carciofi già puliti. Primo perché costano di più e poi perché già il pinzimonio è una cosa semplice, in più se ti fai anche pulire il carciofo dal signor Caprotti che gusto c'è?
Pulire un carciofo non è né difficile né pericoloso. Basta tagliare via il gambo e le foglie più esterne, che sono decisamente troppo dure per essere gustate crude. 
Il gambo del carciofo è buonissimo, ovviamente non le spine. Fai un'incisione alla base del gambo e vedrai che ti verrà quasi naturale capire come si spela. Parti dal basso e arriva fino all'alto.
Le puntarelle sono i fiori della cicoria (più o meno). Buonissime anche loro in pinzimonio con carciofi e carotine. Se non hai capito come sono fatte, chiedi. Puntarella dovrebbe essere il nome italiano, non ligure.
Al primo pinzimonio dell'anno, ricorda di esprimere un desiderio!