venerdì 31 ottobre 2014

Topinambur raganati

Le patate raganate esistono. 
I topinambur raganati non sappiamo. 
Stasera mio marito fa l'esperimento.
Cosa vuol dire raganato? Non sappiamo neanche questo. Quanta ignoranza, marito! 
Il verbo raganare - dice Google- non esiste; però ha qualcosa di onomatopeico che mi piace un sacco. Mi sa di concreto e buono e antico e sano. Mio marito dice che si ricorda che le patate più buone della sua infanzia erano quelle dei vicini del mare. A mio marito bambino i vicini non stavano molto simpatici, però le loro patate... le loro patate erano davvero eccezionali. E come le facevano ste patate? Le impastavano in una miscela di ricotta, latte e formaggini vari. 
E quindi mio marito adulto, ancora in aperto conflitto con i vicini del mare così odiosi e pur così abili nel raganar patate, ripropone stasera l'antica ricetta sostituendo alla patata l'amato topinambur.


COSA&QUANTO
  • 700 gr di topinambur
  • 25 gr di formaggio latteria
  • 50 gr di ricotta di capra
  • un po' di latte
  • prezzemolo 
  • olio
  • sale
  • pepe nero

COME
Fai bollire i topinambur, che hai già pelato e tagliato a pezzetti, per 10 minuti.
Miscela la ricotta con il latte. Miscela e miscela e miscela.
Metti i topinambur leggermente sbollentati in una piccola teglia, olia e pepa.
Aggiungi la miscela di ricotta e latte e la latteria tagliata a pezzetti. Qualora il tutto non ti sembrasse abbastanza lattoso, aggiungi ancora latte.
Ora trita il prezzemolo. Assaggia e capisci se il sale è okay oppure no.
Informa nel forno più caldo che c'è per circa 15 minuti, ma - attento - non abbandonare i tuoi topinambur, osservali e quando capisci che si sono gratinati, prelevali dal forno.
Poi, magari, dicci se ti piacciono. Oppure dicci: basta topinambur.

giovedì 30 ottobre 2014

TopinAmour al cucchiaio


Il topinambur è conosciuto soprattutto in Piemonte, nel resto d'Italia è per lo più ignorato. Si tratta di un tubero simile alla patata e dal gusto carciofoso. 
Il topinambur è difficile da sbucciare, ma questo è il suo unico difetto. A noi piace anche bollito, condito con olio, sale e salsa verde. 
Oggi facciamo un piatto più gustoso. 
L'anno scorso l'abbiamo preparato a Natale riscuotendo un grandissimo successo! 


COSA&QUANTO

  • 500 gr topinambur
  • 2 uova
  • una bella patatona grossa
  • aglio (facoltativo) 
  • sale
  • 1 rametto di rosmarino fresco (fondamentale)
  • pepe bianco
  • 1 bicchiere d'acqua
  • prezzemolo

COME
Sbuccia i topinambur e sbuccia le patate. 
Versa in pentola un filo d'olio e il solito spicchietto d'aglio. Se non ti piace non metterlo, va bene lo stesso. Se lo metti devi tagliarlo a pezzetti. Non appena l'aglio è leggermente rosolato aggiungi i topinambur e le patate a pezzetti. Aggiungi sale, rosmarino, pepe, acqua. Cuoci per 10 minuti. Togli dal fuoco e frulla col minipimer. Aggiungi un po' di prezzemolo e continua a frullare. Aggiungi le uova e mescola. Se ti sembra troppo liquido aggiungi il pangrattato. (Il pangrattato non si compra, si fa. Quando ti avanza il pane - e non dire che non ti avanza mai- e diventa secco, tritalo nel tritatutto. Dan dan!). Ora versa il composto nelle formine che usi per i muffin e cuoci in forno per circa 20 minuti a 180°/200°.
Bon appetit!



mercoledì 29 ottobre 2014

Vellutata PORRIdge

E' la roba più semplice che ci sia.
Perfetta per le cene di coppia infrasettimanali, perfetta per la cena del... mercoledì. Quando sei ancora in mezzo alla settimana ed entrambi i sabato sera sembrano -sono- lontanissimi. Perfetta anche quando sei da solo o sola e hai voglia di una roba facile, sana e senza troppi sbattimenti.

COSA&QUANTO

  • 1 broccolo
  • 2 porri
  • pepe nero
  • sale bianco (ah ah)
  • 2 rametti di menta fresca
  • 4 o 5 semini di finocchietto selvatico

COME
Taglia i porri e sbattili con virilità (il porro è cosa virile) nella fantastica pentola con il solito amatissimo olio d'oliva. Accendi il fuoco e fai soffriggere.
Il broccolo ha un gambo, in questo caso va tolto. Taglia a pezzetti la parte cespugliosa del broccolo. Dai, non fare quella faccia. Il broccolo mica puzza come il cavolfiore. E poi non eri tu che volevi mangiare solo verdure e verdurine e verdurozze? Ecco.
Metti i cespugli di broccolo in pentola, vicini vicini agli amici porri, aggiungi acqua e sale, e cuoci per 20 minuti.
Aggiungi con grazia i semi di finocchietto selvatico (il finocchietto selvatico è cosa graziosa), lancia un seme alla volta per enfatizzare il momento.
Aggiungi menta fresca e frulla con il sempiterno minipimer.
Eventualmente fai addensare sul fuoco, che tradotto significa: rimetti la pentola sul fuoco fino a che non raggiungi la consistenza che piace a te.
Condisci col pepe a piacere, impiatta e gusta.

martedì 28 ottobre 2014

Tu funghi?


"Questa non è una ricetta, piuttosto un consiglio da amico"


Qual è il tuo rapporto con i funghi? 
Di quelli illegali, non voglio sapere niente. Parlo di quelli che si trovano nei boschi e che hanno nomi come porcino, ovulo, garitola, galletto, finferlo, amanite falloide... lo sai che l'amanite ti manda all'altro mondo, vero? E che se la trovi mentre passeggi nel bosco col naso all'insù non devi per nessun motivo raccoglierla e per nessunissima ragione portartela a casa per condirci le tagliatelle? 
Se passeggio col naso all'insù, mi dirai, come faccio a trovare un fungo? Possibilissimo. L'amanite si fa trovare! Non aspetta altro che essere guardata, ammirata e inghiottita. Essendo un fungo velenoso, il suo super obbiettivo è quello di mandarti all'altro mondo. Per questo è così carina, perché vuole ucciderti. L'amanite è proprio il fungo classico, quello che disegnavi da piccolo (e forse ancora adesso...?), è il fungo rosso con i pallini bianchi, quello di Mario Bross per intenderci. 
Attento: se ti imbatti nell'amanite e sei così bravo (perché leggi il mio blog) da sapere che è bella e cattiva, non dartela a gambe, ma - al contrario - aguzza la vista, curva la schiena, spalanca l'olfatto. 
Accanto all'amanite c'è sempre il porcino. Questa è la legge. E il porcino non è buono, di più. 
Io e mio marito veniamo da famiglie di fungaroli. I nostri genitori, invece che portarci alle giostre, ci spingevano lungo pendii impervi e scivolosi - mio padre mi spingeva in senso letterale, sennò io non camminavo: "Bastaaa, sono stancaaa, e poi non trovo neanche un fungooo...". Facevano tutto questo non per sadismo (o forse sì?) ma per infondere in noi l'arte del fungaiolo. Entrambi i nostri padri hanno miseramente fallito, poverini. Io e mio marito siamo negati. Completamente negati e inabili. 
Sarà la miopia galoppante?, il poco coraggio?, la debolissima tempra morale o l'evidente maldestria? Non lo so, sta di fatto che io e mio marito siamo andati a funghi ben due volte in vita nostra e per ben due volte abbiamo girato in tondo come due leprotti spaesati, rimproverandoci a vicenda la mancanza di talento funghifero.
Per fortuna che esiste il Carrefour market! 
Mio marito dice di ricordarti di andare anche tu al Carrefour market a prendere i funghi se nel bosco li trovi ma non li conosci. Perché se li trovi senza conoscerli è possibile che quelli che trovi siano velenosi. Sì, perché l'amanite è la super velenosa del bosco, ma anche gli altri non scherzano.
Del supermercato ti puoi fidare, anche perché il rischio che corre vendendoti il fungo velenoso è grosso grosso.
E come lo cucino il fungo? Ci sono tanti modi, tutti eccezionali. Se vuoi puoi anche non cucinarlo. Sì, perché al fungo basta esistere. 

COSA&QUANTO
  • 3 porcini freschi, i più piccoli che trovi (mi raccomando, quando dico fungo non intendo quello bianco tagliato a fettine e confezionato nel cellophane)
  • olio
  • pepe nero
  • limone
  • sale 
COME
L'avrai già capito: crudo. Ottimo antipasto. Succulento, delizioso, oserei dire afrodisiaco -ma non vorrei esagerare-. Ne vale la pensa, insomma. Cosa fai ancora a casa? Corri subito a cercare il porcino giusto per te!
Pulisci il porcino con delicatezza. No, non sotto l'acqua corrente ghiacciata. Serviti piuttosto di uno Scottex leggermente inumidito e con quello pulisci il porcino come se fosse una brocca d'argento. 
Taglia col coltellino le parti più esterne del gambo e tutte le parti che non ti convincono e che ti sembra abbiano maggiormente patito lo sbalzo bosco - Carrefour market.
Ora taglia il porcino a fettine sottili, mettilo in un piatto e condisci con olio, limone, sale e pepe nero.
Famissima.

domenica 26 ottobre 2014

Alici ciccione


COSA&QUANTO
  • 5 olive taggiasche denocciolate o da denocciolare 
  • 2 acciughe sott'olio
  • prezzemolo
  • pan grattato
  • 200 gr di alici
  • olio
  • sale
  • pepe nero
  • 1 uovo
COME
"Le alici sono un pesce sottovalutato" - così crede mio marito. 
Non da lui. Se sei bravo e ci segui, avrai già sicuramente letto "Alici felici". No? Corri subito al primo post - "Cacca di riccio" - leggi, rileggi e cucina!
Mio marito dice che le alici costano pochissimo e sono facili da cucinare, hanno solo un difetto: sono orribili da pulire. 
Quale pesce non lo è, dico io.
Per pulire le alici devi usare le mani, è inutile che ci provi con coltello e cucchiaino.
Per prima cosa: via la testa, poi metti un dito sotto lo stomaco, tira e togli la spina dorsale. Insomma, aprila a libro.

Il ripieno si fa col pangrattato, le olive taggiasche denocciolate tagliate a pezzetti, le acciughe sott'olio anch'esse tagliate a pezzettini... che differenza c'è tra acciughe e alici? Io faccio sempre una gran confusione. Mio marito mi rassicura: le alici sono le più piccole in assoluto.
Dopo le acciughe, aggiungi un trito di prezzemolo, olio, sale, pepe. Aggiungi olio fino ad ottenere un composto omogeneo, puoi anche aiutarti con un filo di vino bianco.
Prepara due piatti: uno con l'uovo e l'altro col pangrattato.
Prendi un'alice e mettici sopra il ripieno, poi ricopri con un'altra alice. 
Una specie di sandwich. 
Passa il sandwich d'alici nell'uovo e poi nel pangrattato.
Metti tutti i tuoi bei paninetti di alici su una teglia oliata.

Mio marito dice che in questa ricetta è fondamentale fare tutto con le mani. L'alice va ben ben farcita, con convinzione e pazienza, sennò il ripieno casca da tutte le parti ed è un disastro. Pigia, pigia con le manine!
Inforna a 200° per 30 min.
Secondo i miei calcoli, per questa ricetta hai speso 5€ e 45 min. compresa la cottura!

sabato 25 ottobre 2014

Calamari ciccioni


     COSA&QUANTO
    • un quarto di cipolla bianca
    • una manciata di piselli
    • 6 piccoli calamari (se li trovi più grandi - che è meglio - prendine di meno)
    • pepe bianco
    • sale
    • uovo 
    • menta
    • 50 gr di ricotta di capra
    • mezzo pomodoro cuore di bue (per non fare troppo sugo)
    • basilico

    COME

    Pulire un calamaro non è roba da femminucce e nemmeno da ossessivi compulsivi con la mania del controllo.
    Il calamaro è viscido, sguscia via che è un piacere, e poi, dai, ha gli occhi (!), i tentacoli (!!), il becco (!!!) 
    Una volta ne ho pulito uno e per distrarmi ho dovuto canticchiare "Le bionde trecce e gli occhi azzurri e poi".
    I calamari si puliscono togliendo interiora, becco e occhi. Tieni da parte tentacoli e teste (help).
    Soffriggi la cipolla con olio, aggiungi le teste e i piselli. Cuoci per 4 minuti.
    Frulla grossolanamente col minipimer, non devi ottenere una crema, cerca solo di eliminare i pezzi più grossi e fastidiosi.
    Aggiungi la ricotta di capra e mescola. Di solito mio marito a questo punto mette il timo, ma stasera ha optato per la menta, non sa perché. Dice che questa ricetta la puoi fare un po' come ti pare e che l'unico ingrediente fondamentale è l'uovo, nella veste di legante.
    Aggiungi quindi l'uovo fondamentale e mescola. Ora sei pronto per farcire il calamaro.
    A mio marito piace che il ripieno strabordi un po' - da qui il nome della ricetta "calamari ciccioni" - però si raccomanda di non esagerare.
    Lui ha esagerato e dalla cucina sento che ripete "anche questa volta ho fatto troppo ripieno, come faccio?". Tutta colpa delle dimensioni del calamaro! Li abbiamo trovati piccoli e piccoli sono carini, se fossero stati più grandi però non avremmo avuto il problema dello strabordamento del ripieno. 
    Contano più le dimensioni o la bellezza?
    Con uno stuzzicadenti infilza il calamaro in modo da contenere il tutto.
    Ora prendi la padella. Io amo la padella, farei tutto in padella, e sottolineo il mio amore col gesto tipico della padella: pugno chiuso e leggero movimento in avanti dal basso verso l'alto. Mio marito dice che la padella non è un metodo di cottura ma uno strumento. Non lo so cosa intende, a volte ci rinuncio. Ha le sue fisse e va bene così.
    Fai soffriggere cipolla e olio, metti i calamari in padella e sfuma col vino, aggiungi il pomodoro a dadini  e sala a piacere. Quando vedi un po' di bollore, gira i calamari, copri con un coperchio e fai cuocere a fuoco basso basso per 15 min.
    Prima di servire aggiungi il basilico tritato.
    Per fare questa ricetta hai speso 7 € e ci hai messo 30 minuti.

    domenica 19 ottobre 2014

    ScaPesce

    Lo scapece è prima di tutto un metodo di conservazione. E' il nonno del frigo, per intenderci. Un pesce nello scapece può conservarsi per diversi giorni, dice mio marito. Anche se non ne ha esperienza diretta (una volta possiamo provare?!) A noi lo scapece piace per il gusto che ha, non perché è bravo a conservare pesci e zucchine. Infatti mio marito sta cucinando adesso che sono le sette e mezza, senza un grande anticipo sulla cena, con la calma che lo contraddistingue.

    COSA&QUANTO
    • 3 sgombri (500 gr)
    • 1 bicchiere di aceto di vino rosso (quello bianco va bene lo stesso, è solo più delicato)
    • 1 bicchiere di vino bianco
    • aglio
    • 3 foglie di alloro
    • peperoncino (senza esagerare)
    • menta
    • 1 rametto di rosmarino
    • prezzemolo tritato
    • farina
    • sale
    • cipolla bianca
    COME
    Per prima cosa lava lo sgombro che il pescivendolo ti ha già pulito.
    Ora ti tocca sfilettare.
    Sfilettare uno sgombro può sembrare difficile (a me), ma mio marito dice che non ci vuole nulla (sarà). Basta partire dalla coda e col coltello in ceramica incidere la carne, cioè fare un piccolo taglietto. Fatto il taglietto troverai la spina dorsale. Bene, ora zac zac arriva fino alla testa stando ben adeso alla spina dorsale. Meno stai adesso alla spina dorsale più carne butterai e a noi non piace buttare carne. Quindi sfiletta con audacia!
    Passa il filetto nella farina.
    Ora metti olio e uno spicchio d'aglio in padella. Lo spicchio d'aglio poi verrà buttato, ci serve per insaporire la cottura.
    Metti gli sgombri in padella e cuoci 3 minuti per lato. Lo sgombro è un pesce che non deve cuocere tanto. Consiglio dogmatico: parti sempre dal lato della pelle. Quando gli sgombri sono cotti e croccanti passali nella carta assorbente così levi l'unto e rendi la ricetta più leggera. Sala gli sgombri e mettili in un contenitore dalle pareti alte.
    Ma che cos'è sto scapece?
    Ogni scapece che si rispetti inizia con la cipolla. Taglia la cipolla a rondelle. In un tegamino abbastanza capiente fai scaldare l'olio. Aggiungi delle belle rondellone di cipolla. Attenzione: il fuoco deve essere dolce e non violento perché la cipolla deve rimanere bianca.
    La cipolla deve appassire ben benino.

    Quando la cipolla ti sembra cotta, aggiungi aceto di vino, vino bianco, 2 spicchi di aglio schiacciato, alloro, peperoncino, menta.
    Copri il tegamino e fai sobbollire a fuoco basso per almeno 5 minuti.
    Spegni il fuoco e tritaci dentro il prezzemolo.
    Ora versa lo scapece sugli sgombri.
    Il piatto è pronto, va solo fatto riposare per almeno due ore. Anche se l'ideale sarebbero sei ore (30 min fuori dal frigorifero e 5 ore e mezza nel frigorifero). Il massimo della vita, invece, sarebbe preparare gli sgombri in scapece il sabato pomeriggio e mangiarli la domenica sera.
    Quanto hai speso per questo piatto? Massimissimo 4 €
    E ti ricordo che lo sgombro è un pesce che fa benissimo e, udite udite, tutto lo sgombro è pescato. Niente orridi allevamenti.
    Baci scapescosi. 


    domenica 12 ottobre 2014

    Da Vicenza senza polenta

    Da Vicenza senza polenta ovverosia il baccalà mantecato.
    Il baccalà è il merluzzo. Si conserva in due modi o lo secchi o lo sali. Il merluzzo che compri congelato all'Esselunga è il merluzzo che non è stato né salato né essiccato. Il baccalà è il merluzzo salato e viene usato molto nel sud; lo stoccafisso è il merluzzo che viene essiccato. Ora la mia domanda è: perché si dice stoccafisso e non seccafisso? Non lo so. E' un casino. E a complicare le cose ci si mette tutta la tradizione veneta che chiama baccalà lo stoccafisso (non viceversa). Quindi, rullo di tamburi, la ricetta si chiama "Baccalà mantecato" ma tu al super devi comprare lo stoccafisso. Se vuoi puoi comprare lo stoccafisso non ammollato, lo ammolli tu. Ti serve una bacinella e due giorni di tempo. Noi abbiamo scelto l'ammollato.



    COSA&QUANTO

    • una fetta di stoccafisso già ammollato da 350 gr 
    • 100 ml di latte
    • prezzemolo
    • una punta di aglio
    • olio

    Lava lo stoccafisso e mettilo a bollire in acqua salata e latte per 25 minuti. Scolalo e lascialo raffreddare. Taglialo a tocchettini facendo attenzione a togliere tutte le spine e la pelle. 
    Ora, la tradizione vorrebbe che tu lavorassi lo stoccafisso con un cucchiaio fino ad ottenere una crema, ma secondo mio marito o hai sei ore di tempo oppure ti conviene prendere il minipimer.
    Noi abbiamo preso il minipimer.
    Metti in una ciotola lo stoccafisso e immergi il minipimer. 
    Frulla
    Aggiungi olio senza essere parsimonioso, non stai condendo l'insalata. 
    Aggiungi anche un goccio di latte soprattutto per agevolare il minipimer. "Una roba secca non si riesce a frullare".
    Fai un trito di prezzemolo e aglio (poco, pochissimo!). Aggiungi il trito e continua a frullare fino a che non ottieni quasi una crema. 
    Attento: mio marito ha detto crema, non pappetta
    Aiutandoti con due cucchiai forma delle polpettine allungate. 
    Mio marito dice che non la sa spiegare questa cosa dei due cucchiai, io ci provo. Metti un po' di crema di stoccafisso su un cucchiaio, adesso passala sull'altro cucchiaio e poi ancora sul primo cucchiaio e ancora sul secondo. Fino a che non ottieni la polpettina allungata. Fai tutto questo senza usare le mani ma solo i due cucchiai.
    Impiatta e gusta! Per stavolta senza polenta. Crostoni o pane vanno benissimo. Magari un'altra volta mio marito riesce a fare anche la polenta. Speriamo perché io la a-do-ro!
    Per fare questa crema di baccalà (che poi è stoccafisso) a forma di polpettina allungata ci hai messo 40 minuti (contando il tempo di cottura) e hai speso 6 €

    lunedì 6 ottobre 2014

    Guelfi, Ghibellini, Estensi e... cosa c'entrano gli Zar?

    Nel fine settimana mio marito non ha cucinato. Colpa mia. L'ho trascinato a Ferrara. A Ferrara abbiamo assaggiato la piadina con l'impasto fatto di zucca (szucca!), ci è piaciuta e mio marito ha affermato che proverà a farla, non mi ha detto quando per non creare aspettative.
    Domenica sera siamo stati a cena da amici. Il fatto di per sé non è straordinario né rilevante, ma ci dà l'occasione di inaugurare una nuova pratica: "mica cucina solo mio marito".
    Questa prima puntata di "mica cucina solo mio marito" ospita la pizza Olga. 
    Mio marito, invece, ha cucinato:





    e...




    Veniamo alla star di oggi: La Pizza Olga!

    COSA&QUANTO
    • 500 gr di farina (quella usata dal nostro amico è speciale: metà di manitoba e metà 00 acquistata presso il mulino Ferri Angelo e Figli)
    • 280 gr di acqua
    • 5 gr di lievito di birra
    • sale
    • 2 teglie
    • olio
    • pelati
    • salamella (poca!)
    • mozzarella
    • mezza melanzana e mezza zucchina
    COME
    Sciogli il lievito in un bicchiere con due dita d'acqua.
    Dividi i 280 gr di acqua in due bacinelle: in una metti il sale e nell'altra metti il lievito sciolto. Aggiungi l'acqua con lievito alla farina e impasta, impasta, impasta. Adesso che hai impastato puoi aggiungere anche l'acqua col sale. Sai perché il nostro amico fa tutto questo? Primo perché è un ingegnere. Secondo perché pare che il sale uccida il lievito. 
    Ora metti l'impasto in frigo per 5 ore, o anche di più. Il nostro amico consiglia di impastare alle 12 per cenare alle 20. Adesso che sono passate almeno 5 ore dividi l'impasto in due panetti che poi distribuirai nelle due teglie.
    Metti i panetti nel forno spento per almeno 2 ore. A questo punto, così mi è stato spiegato, il lievito si esalta, mangia gli zuccheri e produce CO2. 
    Ma non impressionarti, anche se io mi sono impressionata, dicono sia normale.
    Adesso cosa fai? Metti l'impasto nella teglia unta e stendi con le dita partendo dal centro e andando verso l'esterno. Attento a non scoppiare le bolle!
    Quando gli ospiti suonano alla porta prendi i pelati che hai precedentemente tagliato e salato a piacere, posizionali sull'impasto e condisci con olio, accendi il forno al massimo, fai un giro su te stesso (dicono sia di buon auspicio) e butta dentro la teglia per 10 minuti. 
    Il nostro amico ci ha tenuto a precisare, con piglio quasi anarchico, che "il pizzico di zucchero suka" ad Olga non serve. 
    Dopo dieci minuti tira fuori la pizza e aggiungi: salamella, mozzarella e verdure grigliate. Metti tutto in forno e cuoci per cinque minuti.


    Un grazie speciale al primo ospite di "mica cucina solo mio marito". Ti posso assicurare che la sua precisione nel seguire tempistiche e tradizione paga: la pizza Olga è buona buonissima! 

    Anche se Olga, come nome, non rende l'idea. Visto che l'ingrediente segreto è la farina, perché non chiamarla pizza Angela? O pizza Ferri e Figli? O pizza degli Angeli? Perché tu volevi chiamarla Olga. Liberissimo
    Che paura il lievito che si esalta.


       

    Zucchine alla papaverina



    COSA&QUANTO
    • 5 o 6 zucchine
    • 400 gr di patate
    • caprino
    • pepe nero
    • prezzemolo (fondamentale!)
    • 1 uovo
    • noce moscata
    • timo
    • sale
    • semi di papavero
    COME
    Lava le zucchine e taglia le estremità (azione questa che in gergo tecnico viene definita mondare), fai bollire le zucchine in acqua salata per 10 minuti.
    A parte fai bollire anche le patate in acqua salata. Quando saranno pronte passale nel passa verdure.
    Adesso taglia a metà le zucchine e scavane l'interno, ma attento a non scottartii. Passa metà dell'interno che hai scavato nel passa verdure e uniscilo alle patate. Ora aggiungi il caprino, il pepe, il prezzemolo, l'uovo, la noce moscata, il timo e il sale. Mescola e assaggia per regolarti col sale.
    Un ultimo sforzo: disponi le zucchine cave su una teglia con carta da forno leggermente unta e riempile con il ripieno ottenuto.
    Il tocco finale che dà il nome alla ricetta sono i semi di papavero: spolverarli a piacere su ogni zucchina.
    Inforna alla massima temperatura e cuoci per 30 minuti.
    Io amo le zucchine e me le mangerei anche crude quindi sono di parte ma vi posso assicurare: le papaverine sono buone buonissime.

    Farinata degli Uberti



    COSA&QUANTO
    • 150 gr di farina di ceci
    • una tazza e mezza di acqua
    • un filo di sale
    • una manciata di pepe 
    • la frusta! fondamentale frusta
    • una teglia, la più grande che c'è
    • olio


    COME

    Dentro una ciotola metti la farina, il sale, il pepe e l'acqua. Adesso frusta a dovere finché non avrai ottenuto la giusta consistenza.
    La tradizione ora prevede un riposo forzato di 8 ore minimo "ma noi siamo anarchici e ce ne fottiamo" (riporto il virgolettato di mio marito). Quindi aggiungi mezza tazza di caffè di olio, scalda il forno al massimo della sua potenza e sulla teglia più grande che hai versa un copioso strato di olio.

    Ora versa la tua farinata in potenza nella teglia. Mi raccomando: non esagerare ma non essere nemmeno troppo stitico. Devi ottenere uno strato spesso almeno mezzo centimetro. 

    Inforna e cuoci per 30 minuti.
    Questo piatto, perfetto per le cene con amici, ti sarà costato 3€



    mercoledì 1 ottobre 2014

    Vellutata incantata

    Mio marito non ama le vellutate. Io le adoro. Soprattutto in questa stagione, vivrei di vellutate. Ma visto che sono una schiappa le compro già fatte (sacrilegio!) all'Esselunga.
    Mio marito detesta vedermi mangiare cibo precotto, cucinato da mani altrui. Per questo motivo, ed anche perché è un gran verduraro come me, talvolta si piega al potere di vellutate, minestroni, zuppe e zuppette. A modo suo.
    La vellutata incantata è un ottimo piatto principale, unico direi, perfetto per il mese di ottobre appena iniziato. Perché? Bidibibodibibù.

    COSA&QUANTO
    • 700 gr di zucca (se volete una vellutata copiosa). Noi l'abbiamo trovata già in pezzi e scontata: 3€ in totale
    • 1 porro €1,70 (costa così tanto perché bio)
    • olio
    • timo
    • 1 rametto di rosmarino
    • pepe nero a piacere
    • sale fino quanto basta
    • zenzero (3 o 4 tocchetti)
    • mezza tazzina di latte
    COME
    Taglia il cipollotto a rondelle (solo la parte bianca, mi racumandi), mettilo nella pentola dai bordi alti insieme a un filo d'olio. 
    Spela lo zenzero e taglialo a tocchi, poi butta in pentola anche lui. 
    Aggiungi zucca, rosmarino, pepe nero, sale e 2 tazze d'acqua. 
    Dopo circa 20 minuti, quando la zucca sarà bella morbida, togli la pentola dal fuoco e dacci dentro col minipimer. Attenzione agli schizzi!

    Una volta che la vellutata avrà assunto la sua forma (vellutata), ripassa a fuoco vivo per 2 minuti aggiungendo il latte e mescolando delicatamente.
    La vellutata incantata è pronta per essere mangiata!
    Hai ancora fame? Ti piace il formaggio? Io ho appena scoperto il delizioso Montebore, acquistato direttamente dal produttore http://www.vallenostra.it/ che trovi tutti i giovedì al mercatino di San Vittore a Milano http://www.mercatoingiardino.it/ facci un salto anche tu!!
    Oppure puoi fare le patate novelle. Fai bollire le piccole patate novelle in acqua salata (lascia la buccia perché è il quid della ricetta). Scola le patate e magnatele con olio e sale oppure con la salsa tartara.

    E adesso un piccolo giochetto: sai quanto costano 500 ml di vellutata di zucca già pronta? € 1,71

    E sai quanto costa la vellutata incantata (molto più di 500 ml)? €5,50 ma tieni presente che c'è il porro bio.
    Okay, la vellutata precotta è più economica.
    Ma sai cosa c'è dentro alla vellutata precotta? 24% zucca, 16% carote, 4% cipolla, 4% patate, 0,5% zucca disidratata, crema di latte, burro, sale, zucchero, doppio concentrato di pomodoro, estratto di lievito, aromi. 
    Okay, pensavo peggio. Anche se l'estratto di lievito, la crema di latte (chissà poi cos'è) e il burro mi lasciano perplessa.
    Secondo me la vellutata incantata vince. Non sei convinto? Eh lo so. Ma tu sei più forte della tua pigrizia. Lo so che la vellutata precotta è pronta in 3 minuti mentre la vellutata incantata in 30. Lo so che la vellutata incantata è più cara e rischi anche di dover pagare la lavanderia (gli schizzi di zucca da minipimer impazzito su camicia bianca sono un must). Ma tu fidati. Fidati, alzati e Bidibibodibibù.